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Anno III - numero 108 - Sabato 9 Agosto 2003 |
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Del Senatore Stefano Boco al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Premesso: che nella notte tra il 5 e il 6 agosto 2003 la zona sud-occidentale dell'isola d'Elba è stata funestata da un incendio di vaste proporzioni: sono stati distrutti centinaia di ettari di macchia mediterranea e di castagni, sono state devastate intere aree archeologiche, recente oggetto di studio da parte del Forum Unesco e del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano; che la dinamica dei focolai fa propendere le forze intervenute, vigili del fuoco e volontari, per una causa dolosa: già nei giorni scorsi infatti piccoli focolai erano stati spenti nella stessa zona, e proprio la sera del 5 agosto, mentre le squadre antincendio erano all'opera a S.Ilario di Campo nell'Elba, divampava un altro focolaio in una direzione opposta; che da anni l'isola d'Elba è vittima di questi disastri voluti, che fanno ipotizzare l'azione di criminali antiparco o il perverso e diffuso fenomeno dell' "industria dello spegnimento"; che, per evitare il ripetersi di questi crimini, è necessario favorire la collaborazione degli elbani con le forze dell'ordine, incrementare la vigilanza nei periodi a rischio, istituire i catasti locali e nazionali degli incendi, far sì che le amministrazioni locali adottino tutte le misure previste dalla legge, per sapere: se e come, a fronte dell'incalcolabile danno ambientale e dell'ingente danno economico sopra descritto, si intenda intervenire; come si intenda impedire il ripetersi degli incendi dolosi nell'isola d'Elba. |
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