|
|
|
|
||
|
|
Anno III - numero 107 - Sabato 26 Luglio 2003 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Legambiente Arcipelago Toscano - Goletta Verde
DOSSIER
Giannutri, salviamo la mezzaluna del Tirreno Giannutri, l’isola della mezzaluna o l’isola dei gabbiani, è compresa interamente nel Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano per il suo grande valore
naturalistico e paesaggistico ed i
cospicui beni archeologici. Anche il suo mare è protetto da zone 1 e 2 del Parco Nazionale e custodiscono tesori ambientali e culturali tali da renderla tra le mete più visitate dai subacquei nel Mediterraneo. Ma il suo prezioso equilibrio (l’isola è anche in Sito di Interesse Comunitario e una Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea) che la rende così unica rischia di essere compromesso dall’intervento dell’uomo. Con questo dossier si vuole fare il punto
sui pericoli che
corre questo piccolo paradiso e
sollecitare le istituzioni competenti ad interventi di salvaguardia più efficaci e costanti.. I problemi
Tanti sono i problemi che affliggono l’isola e che ne mettono in pericolo l’integrità ambientale. Tutti però,
scaturiscono dalla stessa matrice: gli scarsi controlli e la mancanza di una vera gestione delle risorse ambientali. Giannutri ha potuto mantenere il suo patrimonio naturale grazie al fatto di non essere stata, se non per brevi periodi, colonizzata
dall’uomo. Negli ultimi decenni è avvenuto un drastico cambiamento. La costruzione del villaggio turistico negli anni sessanta ha in parte intaccato tale patrimonio, salvato grazie alle iniziative di molti. Tali iniziative hanno portato alla disposizione del
vincolo di inedificabilità sull’isola. Così non si è assistito ad alcuna altra speculazione e la bellezza di Giannutri è riuscita a sopravvivere. Oggi però, l’isola si vede minacciata da un altro fenomeno, quello di un turismo incontrollato
che può arrecare una ferita mortale all’isola ed al suo ecosistema, a mare ed a terra.
Il problema degli ormeggi L’impatto della nautica sull’ambiente marino di Giannutri è considerevole ed è
necessaria una regolamentazione, così come sta tentando di fare il Parco Nazionale in altre isole dell’Arcipelago Toscano. Sono centinaia le imbarcazioni che giornalmente nei mesi estivi buttano l’ancora nelle acque di Giannutri (la stazza varia da un
acquascooter ad una nave da crociera). Non rispettando spesso i divieti, con frequenti invasioni della zona 1 a tutela integrale dell’area marina protetta. Ma comunque, anche quelle che ormeggiano in maniera incontrollata nella zona 2 creano danni notevoli al
fondale marino ed alla prateria di posidonia che si è notevolmente ridotta in questi anni, a causa della continua aratura del fondo da parte delle ancore delle imbarcazioni. Ma anche diverse specie di conchiglie e di invertebrati marini sembrano aver subito una
forte rarefazione. Da aggiungere poi che spesso da queste imbarcazioni vengono scaricate a mare le acque di
sentina lasciando sulla costa
olio, schiuma, rifiuti vari
e buste di plastica. Tutto ciò è reso “possibile”
anche dall’attuale
zonizzazione dell’area marina: l’odierna suddivisione “a farfalla” dell’Area Marina Protetta in zona 1 e 2, si sta sempre più rivelando ingestibile, complicata, scarsamente individuabile e quindi difficilmente difendibile dagli abusi. Si passa
infatti da una zona dove teoricamente nulla è consentito (la zona 1) ad una dove invece quasi tutto è permesso e questo rende anche i controlli delle forze dell’ordine – già
scarsi ed episodici- ancora più inefficaci. Un
turismo poco sostenibile
Giannutri in inverno è abitata da meno di 10 persone, durante i mesi estivi si possono
raggiungere le 3000 presenze giornaliere. Un afflusso numeroso che non viene in alcun modo regolamentato. Mancano adeguate informazioni dell’Ente Parco sulle regole da rispettare sull’isola e nel suo mare. e scarsa è l’informazione sulle particolarità di
Giannutri dai punti di vista naturalistico, geologico, archeologico. Ed allora è facile vedere persone che fumano nel bosco, sradicano piante per portarsele come ricordo a casa, lasciano bottiglie e carte dopo il pic-nic, fanno i propri bisogni liberamente dove
capita. L’isola, è anche un sito di nidificazione del gabbiano reale mediterraneo (Larus cachinnans): una colonia tra le più grandi di tutto il Mar Tirreno nidifica su Giannutri proprio nel periodo di maggior afflusso turistico. La necessità di non avvicinarsi ai nidi durante la cova e la successiva cura dei piccoli poco si lega con il notevole numero di persone che invece frequenta in maniera incontrollata l’isola, e soprattutto in maniera assolutamente inconsapevole . I magnifici fondali di Giannutri attirano i subacquei da tutta Italia e , spesso alle prime armi. L’impatto di sub poco attenti all’ambiente può essere devastante: basti pensare che una
sola pinnata assestata ad una gorgonia può distruggere anni di crescita di questo animale, non dimenticando l’impatto che un numero consistente di barche può arrecare ai fondali. Questo non significa che le immersioni a Giannutri debbano essere vietate,
ma occorre un maggior ed una efficace regolamentazione, con boe di attracco e immersione destinate ai Diving, come già è prassi
nei parchi marini europei e che il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano sta sperimentando a Pianosa. La patrimonio Spa La struttura del faro con alcuni terreni ad esso adiacenti, uno dei quali di oltre 20000 mq,
è stato inserito nella lista dei beni che dovranno essere venduti (G.U. del 6/8/2002 n. 183). L’area ha un elevato pregio ambientale (il faro sorge su una scogliera a strapiombo sul mare di incredibile bellezza): se fosse venduta nessuno potrebbe garantire la
sua integrità e la collettività verrebbe irrimediabilmente privata di un bene assai prezioso, che sarebbe più opportuno destinare ad attività collettive, di educazione ambientale, date le peculiarità dell’isola e i numerosi spunti di studio che i suoi
ambienti offrono. Il problema del traffico Fino a due anni fa per il transito dei veicoli di qualsiasi genere occorreva una
autorizzazione rilasciata dai vigili del comune di Isola del Giglio. Allora si era
progettato di non utilizzare più veicoli con motore a scoppio, per il transito sull’isola,
bensì solamente quelli elettrici. Dallo scorso anno la situazione è invece rovesciata: in base ad un decreto del Ministero dei Trasporti (presentato nuovamente quest’anno: G.U. n.85 del 11-4-2003) è vietata, sull’isola di Giannutri, l’afflusso e la
circolazione, dal 12 aprile 2003 al 31 agosto 2003, dei veicoli appartenenti a persone non
residenti sull’isola. Di conseguenza
se
prima non era possibile circolare per nessuno, se non
muniti di autorizzazione, oggi non è più così. A poco più di una anno di distanza già si vedono gli effetti di questa decisione perché sull’isola sono arrivati nuovi mezzi spesso sprovvisti di targa, e le conseguenze per un ambiente così fragile,
sono facilmente intuibili. La ferita dell’eliporto Questo inverno sull’isola è stato costruito un nuovo eliporto. L’impatto ambientale di
questa opera è considerevole e poco è stato fatto per minimizzarlo. La motivazione per la costruzione di questa opera risiede nella necessità di atterrare con l’elicottero in qualsiasi ora del giorno e della notte. Sorprende però il fatto che per raggiungere
l’obiettivo si sia dovuto cementificare un pezzo di isola quando il precedente eliporto molto più piccolo, poteva sopperire tranquillamente
a questa funzione :sarebbe stato sufficiente dotarlo di una adeguata illuminazione!. E’ discutibile inoltre il fatto che si costruisca un eliporto per l’urgenza, ma non si doti l’isola di un presidio medico aperto durante i mesi estivi nonostante le
migliaia di persone che giornalmente vi sbarcano. L’ecomostro dello Spalmatoio Nel Golfo dello Spalmatoio sono presenti una serie di costruzioni, ormai fatiscenti, che sono
il residuo del fallimento della società incaricata della loro costruzione (Società immobiliare Porto Romano Giannutri di Vittorio Battaglia & C. S.a.a.). Questi edifici sono di natura abusiva
tanto che la stessa società ne ha chiesto il condono.
La possibilità che si possa costruire ancora a Giannutri collide con la volontà di proteggerla e di impedire il suo decadimento. L’impatto che avrebbero nuove costruzioni sul delicato equilibro dell’isola sarebbe di grande portata, se si pensa che a
queste seguirebbero le successive infrastrutture (come ad esempio nuove fognature) ed un aumento della presenza turistica La
caccia Nonostante Giannutri faccia parte di un Parco Nazionale dove è proibita, la caccia sembra
attivamente praticata in barba a qualunque divieto. Lo dimostra la presenza di cartucce sparse su tutta l’isola. Ma il bracconaggio non si ferma qui: girando per l’isola si possono ritrovare in mezzo ai cespugli i lacci per catturare i conigli selvatici, altro
animale tipico di Giannutri. L’isola, come già accennato, è un sito di nidificazione del gabbiano reale oltre che per altre e più rare specie come la berta maggiore e la berta minore ed un importantissimo luogo di sosta per molte specie migratrici. Ma la
presenza di avifauna sembra in forte calo. Giannutri era famosa per la consistente presenza dei fagiani (una zona di Giannutri porta addirittura il nome di Piana dei Fagiani) oggi praticamente scomparsi. E’ facile collegare tutto ciò al bracconaggio
che allontana le specie più sensibili.
La pesca illegale L’Ente parco
ha fissato regole precise circa la possibilità di pescare a Giannutri :chi può farlo, con quali mezzi e quanto può pescare. Numerose sono invece le segnalazioni di barche che dotate di attrezzi per la pesca che entrano addirittura in zona 1 per trovare
prede di maggior valore. ll
taglio degli alberi
Nel corso di questi ultimi anni si è assistito ad una notevole diminuzione delle specie
arboree
, soprattutto per le piante di
pino. Sembra che questo sia avvenuto senza chiedere alcuna autorizzazione e probabilmente per utilizzare gli alberi abbattuti come legna da ardere. Questo è particolarmente evidente a Vigna Vecchia e nella zona attigua alla villa romana. Un altro fenomeno
che indica la mancanza di un continuo controllo dell’isola e delle sue risorse ambientali.
E’ quindi assolutamente necessario che il Parco, ente gestore, metta a punto un piano particolareggiato di
gestione che garantisca una più efficace protezione degli ecosistemi di mare e di terra presenti sull’isola. L’accessibilità agli ambienti e la possibilità di fruire delle ricchezze dell’area protetta di Giannutri devono essere resi possibili, ma devono essere governati per evitare che l’impatto antropico possa mettere a repentaglio la loro sopravvivenza. Giannutri rappresenta ancora uno dei pochi esempi di ambiente insulare mediterraneo integro rimasto in Italia, solo azioni volte alla sua salvaguardia e allo sviluppo di una cultura ambientale che porti ad un turismo attento e rispettoso impediranno che venga compromessa irrimediabilmente.
Zone di protezione a mare dell'isola di Giannutri:
Scheda Comune: Isola del Giglio Regole da osservare Divieto di pesca, navigazione, ancoraggio e immersione nelle Zone 1 tra Punta San Francesco e Punta Secca e tra Punta del Calettino e la costa sud-occidentale. La pesca è regolamentata dall’Ente Parco in Zona 2. Geografia e Morfologia L’isola di Giannutri è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano, dista circa 16 km dall’isola del Giglio e 12 km dall’Argentario. Ha
una forma a mezzaluna lunga circa 2,5 chilometri, con tre piccole alture, Poggio Capel Rosso (88 m.), Monte Mario (78 m.), Poggio del Cannone (68 m.). E’ un’isola calcarea, ondulata, con una fascia di terreni pianeggianti che precipitano in ripide scogliere alte una trentina di metri. Flora e Fauna La vegetazione è formata in prevalenza da macchia mediterranea, a nord dell’isola il Leccio riesce a formare alcuni boschetti. Nei piccoli valloni interni sono presenti macchie di Mirti e Lentischi. Di grande interesse la presenza del Ginepro fenicio e dell’Euphorbia arborea, insieme a Ginepri comuni e ad Olivastri. A Punta dello Spalmatoio si trovano basse garighe a Elicriso, Di notevole interesse la vegetazione rupestre della costa. I resti di vigneti, oliveti ed orti, sono spesso ciò che rimane delle coltivazioni del capitano Adami, che dal 1880 al 1920 visse praticamente in solitudine a Giannutri. Ricchissima la fauna marina, con la presenza di quasi tutte le specie del Mare Tirreno: Barracuda, Ricciole, Dentici, Cernie. Le pareti sottomarine sono letteralmente ricoperte di Alghe, Spugne, Madrepore, Gorgonie. Tra le praterie di Posidonia vivono le grandi Nacchere ( Pinna Nobilis), Cavallucci marini, Pesci ago, Tritoni e Cipree, Aragoste, Astici e Magnose. Più al largo non è raro incontrare i Delfini e le Balenottere. La Storia A nord di Cala Maestra, su un costone roccioso,
sorgono i resti della villa romana della potente famiglia dei Domizi Enobarbi. Sono ancora ben visibili i ruderi della villa vera e propria con resti di colonne, viali lastricati e pavimenti a mosaico, ma anche un grande serbatoio per l’acqua, magazzini,
terme, abitazioni signorili e per i servi. A Cala dello Spalmatoio, si trovano le rovine di un porto romano. Notizie varie L’intera isola e gran parte del suo mare sono inseriti all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’area dell’isola dl Giannutri è stata censita dal Gruppo di lavoro per i Parchi in Toscana quale comprensorio di notevole interesse floristico e vegetazionale meritevole di conservazione (Consiglio Regionale toscano - Commissione speciale per i problemi dell’ecologia, Relazione del Gruppo di lavoro per i parchi in Toscana, 1975) e dall’Ispettorato Regionale delle foreste per la Toscana (Ministero Agricoltura e Foreste - Ispettorato regionale delle foreste per la Toscana, Elenco dei biotopi censiti in Toscana, 1971). Inoltre è stata classificata come biotopo dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Programma di ricerca territoriale sulle aree naturali da proteggere. La carta dei biotopi, 1971).
|
|
||
|
|
|
|||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|