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di Marcello Camici
Ogni anno puntualmente e immancabilmente assistiamo alla solita celebrazione estiva di premi, premiati e premiazioni.
Non sono contro il premio anche se troppo spesso vanno a persone che sono già state premiate dalla vita o che hanno provveduto a premiarsi per loro conto. Amministrazioni pubbliche e singoli cittadini si danno un gran da fare per
scegliere, trovare personaggi che, compiacenti, si prestino ad essere premiati.
E, quando si tratta di premi, non è poi così difficile trovare soggetti... disponibili. Non ho mai visto assegnare premi e premiazioni a gennaio, febbraio: sono mesi morti. Si tratta di periodi in cui l'Elba è veramente
"isola". Periodi in cui non c'è niente da offrire perchè... i turisti non ci sono.
Comprendo infatti l'esigenza di offire all'ospite turista qualcosa diverso da sole, spiaggia e balli notturni. Ecco allora manifestazioni dove il premio a qualcuno o qualcosa rompe la monotonia del villeggiante: tutto fa parte della
grande sceneggiata estiva del turismo.
Il folclore fa bene: ben vengano quindi premi e premiati. Il fatto però diventa pesante e meno digeribile quando questi appuntamenti folcloristici vengono fatti passare per manifestazioni di cultura o divengono occasione e sede per
lanciare proposte con scopo culturale.
Gaspare Barbiellini Amidei, ultimo dei premiati con cittadinanza onoraria di Portoferraio, ha lanciato la proposta di istituire un parco culturale. Sarebbe meglio dire"rilanciato" perché anche l'anno scorso è uscito
fuori con la stessa proposta.
Poiché sul significato della parola cultura varie possono essere le interpretazioni, sarebbe buona cosa che Barbiellini facesse meglio conoscere il suo pensiero in merito. Sappiamo cosa è il Parco nazionale dell'arcipelago toscano ma
niente sul parco culturale dell'arcipelago toscano.
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