La riflessione che vi proponiamo questa
settimana ci viene da WWf e riguarda un tema che interessa
tutto il pianeta: la difesa dei grandi cetacei. Vi sono
paesi come il Giappone, ma non solo, che per tradizione
cacciano con insistenza le balene giudicandone soprattutto
assai prelibate le carni. Negli anni passati sembrava si
andasse verso un futuro di protezione dei grandi mammiferi
marini. Purtroppo invece adesso si starebbe invertendo la
tendenza e si rischia di tornare ai tempi del... Capitano
Achab
Si è chiuso a Londra,
in questi giorni, il 53° Vertice mondiale sulle Balene, l’International
Whaling Commission, organismo nato per regolamentare la
caccia alle balene.
I risultati sono
purtroppo negativi: si e’ rafforzato il cartello dei
paesi balenieri, guidati da Giappone e Norvegia, ai quali
fa sempre piu’ gola la carne e i prodotti che derivano
da balene e capodogli.
Un quadro che preoccupa
fortemente il WWF che denuncia il fallimento di quest’ultimo
vertice, incapace di far progredire il controllo
internazionale di un commercio già fuori
"regola" in molti paesi.
Per il WWF, l’IWC ha
dimostrato di non essere in grado di tutelare le Balene
nonostante lo stato preoccupante di molte specie. La
tattica messa in atto dal Giappone e della Norvegia nel
corso dei lavori ha funzionato: sono state respinte le
proposte che avrebbero permesso di creare due Grandi
Santuari per i cetacei, nel Sud Pacifico e nell’Atlantico
meridionale.
I Paesi aderenti all’IWC
non hanno neppure trovato un accordo per adottare
finalmente quel Piano di Salvaguardia (RMP - Revised
Management Procedure) richiesto da previste.
"Questo
Vertice segna un punto a sfavore per la conservazione
delle balene – ha dichiarato Cassandra Phillips, esperta
del WWF Internazionale sulle balene – Sono stati
rigettati i due ‘lasciapassare’ per i grandi cetacei
sostenuti anche dagli ambientalisti: le proposte dei due
Santuari Internazionali ed il mantenimento della Moratoria
sulla caccia".
Un altro segnale
preoccupante è anche il fatto che, rispetto agli ultimi 2
anni, è praticamente raddoppiato il numero dei paesi a
favore della caccia, una tendenza negativa che rischia di
rafforzarsi nei prossimi Vertici. E’ necessario, a
questo punto, sviluppare un consenso tra i paesi
anti-balenieri e sottoporre il commercio ad un controllo
internazionale.
"Senza una
strategia di gestione di questa importante risorsa marina
– conclude Cassandra Phillips - c’e’ il rischio che
il prossimo Vertice IWC, previsto per Maggio 2002 in
Giappone, venga ignorato del tutto dall’altro organismo
internazionale che si occupa del Commercio di Specie
Protette (CITES).
Si potrebbe replicare lo
stesso scenario nel quale paesi come Giappone e Norvegia
potrebbero trovare un varco di consensi in grado di
riaprire il traffico mondiale di carne e altri prodotti
derivanti dalle balene senza piani di gestione.
Potrebbero così
ritornare quegli "anni bui" della caccia ai
Giganti del Mare che tutti gli ambientalisti avrebbero
voluto dimenticare per sempre".
WWF
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