(Numero Arretrato)     Anno I - numero 26 di venerdì 5 ottobre 2001   

Numero della settimana in corso

 

La settimana

 

Si vota per il Referendum sul Federalismo  
 

Traghetti tra polemiche e orari da rifare
 

Primo piano

 

Il giudizio di Legambiente sul Piano del Parco  
 

Il Sottosegretario all'Ambiente visita l'Elba
 

La cronaca

 

Il WWF Italia averte: niente trucchi sul problema "effetto serra"  
 

Caccia: Il Tar toscano salva 750.000 passerotti
 

Pianosa, un abbandono che preoccupa
 

Il Festival dei sapori e della genuinità
 

DS verso il congresso: Marciana Marina è con Berlinguer
 

A Capoliveri è nato il Consiglio comunale dei ragazzi
 

Cultura e società

 

Salviamo il Festival "Elba, Isola Musicale d'Europa"  
 

Ritorna la corsa più amata: la Marcianella
 

Un defibrillatore per la Pubblica Assistenza
 

Rubriche e Servizi

 

Cinema all'Elba

 

 
 

Non uccidete gli innocenti!

Gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri di Portoferraio parlano dei venti di guerra che soffiano sul mondo, chiedono che si eviti una strage di innocenti ed auspicano il dialogo tra l’occidente ed il mondo islamico

Dopo quello che è accaduto l’11 settembre 2001 era impossibile iniziare l’anno scolastico senza fare importanti riflessioni, infatti l’attacco terroristico avvenuto in America ha causato numerosi dibattiti dai quali sono emersi i dubbi, le incertezze e le paure dei ragazzi. "Questo è il prezzo da pagare se si vuole essere il numero 1, - commenta un ragazzo - era logico che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di eclatante anche ad uno Stato all’apparenza intoccabile come gli U.S.A". "Non è giusto - continua un altro - che vengano coinvolti altri Paesi, è una questione che dovrebbero risolvere tra di loro". Come in tutte le persone anche nei ragazzi si può leggere negli occhi la paura di una guerra con armi nucleari e battereologiche che segnerebbe irrevocabilmente l’umanità, questo stato d’animo nasce dal fatto che l’Afghanistan, nonostante sia un paese di ridotte dimensioni e con una popolazione prevalentemente povera, possiede armi pericolose controllate da persone senza scrupoli. E’ giusto usare la guerra come soluzione alle controversie internazionali? L’uccisione di Bin Laden metterebbe fine agli attacchi terroristici? Da cosa nasce l’odio profondo nei confronti dell’America? Esistono altre possibilità di risoluzione? Queste sono le domande che più frequentemente sono state poste ai professori che, attenendosi alle loro competenze disciplinari, hanno tentato di rispondere in maniera esauriente ma facendo trasparire un velo di preoccupazione. I giovani esprimono tutta la loro solidarietà nei confronti delle vittime innocenti travolte in questa disgrazia e verso quelle persone che hanno avuto il coraggio di rischiare (e talvolta perdere) la loro vita per tentare di salvarne altre. Tuttavia pensano che, se lo stesso numero di morti ci fosse stato in un Paese del terzo mondo dove ogni giorno la gente combatte per la sopravvivenza, tutto questo scalpore non ci sarebbe stato. Inoltre sarebbe opportuno non discriminare tutto il mondo islamico, in quanto non tutta la popolazione ha idee fanatiche come i terroristi che hanno messo in stato d’allerta il mondo. Non è facile sapere quello che accadrà, si può solo sperare che il futuro non ci riservi altre morti innocenti, e che si riesca ad ottenere un accordo tra queste due culture completamente differenti tra loro.

Pietro Cottone

Elisa Garbati

Giulia Guerini

Daniele Luperini

David Solforetti

 

     

 

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