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Non uccidete gli innocenti!
Gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri di Portoferraio parlano dei venti di guerra che soffiano sul mondo, chiedono che si eviti una strage di innocenti ed auspicano il dialogo tra l’occidente
ed il mondo islamico
Dopo quello che è accaduto l’11 settembre 2001 era impossibile iniziare l’anno scolastico senza fare importanti riflessioni, infatti l’attacco terroristico avvenuto in America ha causato numerosi dibattiti dai quali
sono emersi i dubbi, le incertezze e le paure dei ragazzi. "Questo è il prezzo da pagare se si vuole essere il numero 1, - commenta un ragazzo - era logico che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di eclatante anche ad uno Stato all’apparenza
intoccabile come gli U.S.A". "Non è giusto - continua un altro - che vengano coinvolti altri Paesi, è una questione che dovrebbero risolvere tra di loro". Come in tutte le persone anche nei ragazzi si può leggere negli occhi la paura di
una guerra con armi nucleari e battereologiche che segnerebbe irrevocabilmente l’umanità, questo stato d’animo nasce dal fatto che l’Afghanistan, nonostante sia un paese di ridotte dimensioni e con una popolazione prevalentemente povera, possiede
armi pericolose controllate da persone senza scrupoli. E’ giusto usare la guerra come soluzione alle controversie internazionali? L’uccisione di Bin Laden metterebbe fine agli attacchi terroristici? Da cosa nasce l’odio profondo nei confronti dell’America?
Esistono altre possibilità di risoluzione? Queste sono le domande che più frequentemente sono state poste ai professori che, attenendosi alle loro competenze disciplinari, hanno tentato di rispondere in maniera esauriente ma facendo trasparire un velo di
preoccupazione. I giovani esprimono tutta la loro solidarietà nei confronti delle vittime innocenti travolte in questa disgrazia e verso quelle persone che hanno avuto il coraggio di rischiare (e talvolta perdere) la loro vita per tentare di salvarne
altre. Tuttavia pensano che, se lo stesso numero di morti ci fosse stato in un Paese del terzo mondo dove ogni giorno la gente combatte per la sopravvivenza, tutto questo scalpore non ci sarebbe stato. Inoltre sarebbe opportuno non discriminare tutto il
mondo islamico, in quanto non tutta la popolazione ha idee fanatiche come i terroristi che hanno messo in stato d’allerta il mondo. Non è facile sapere quello che accadrà, si può solo sperare che il futuro non ci riservi altre morti innocenti, e che
si riesca ad ottenere un accordo tra queste due culture completamente differenti tra loro.
Pietro Cottone
Elisa Garbati
Giulia Guerini
Daniele Luperini
David Solforetti
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