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Piccoli Comuni
senza edicole: non è colpa delle istituzioni
La settimana scorsa
davamo spazio ad un intervento del Coordinamento dei Piccoli
Comuni italiani nel quale si denunciavano i disagi di quanti,
vivendo in piccolissimi centri, non hanno più neanche la
possibilità di acquistate il giornale del mattino. E ce n'era
anche per l'Adsl e la navigazione su Internet. Adesso proponiamo
la replica del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, che fa
notare come da parte pubblica non vi siano responsabilità per la
situazione descritta...
Egregio Sig. Andrea
Gisoldi,
ho letto il Suo sfogo su Elba Oggi intitolato "Giornali: un
diritto... cittadino". Capisco bene la serietà e il rilievo
dei problemi che Lei ha posto. Non posso però non notare che, al
di là della legittima sostanza della lamentela, è fatta mettendo
assieme questioni e soluzioni diverse, senza il dovere della
precisione.
Le edicole hanno
chiuso perché non c'è la convenienza a tenerle aperta: insomma,
la gente non le frequenta, non compra i prodotti in vendita e
questo non consente agli edicolanti di rientrare dei costi di
gestione. La legge ha consentito di vendere i giornali anche fuori
dalle edicole, ad esempio nei negozi.
Se i negozianti non
hanno colto questa opportunità è perché hanno visto che
l'opportunità talvolta non c'era. E non c'era perché, come
sopra, le persone non comprano giornali, riviste e libri. E siamo
da capo. Lo Stato non può certo obbligare alcuno a tenere in vita
una impresa in perdita.
Per quanto poi
riguarda l'Adsl, anche qui Lei ha tenuto il tono da Bar Sport. Non
ci sono mai stati "annunci spot pubblicitari" del
ministro dell'Innovazione e delle Tecnologie, Lucio Stanca, sull'Adsl
per tutti. Lei confonde i ruoli e fa di ogni erba un fascio. La
competenza sulla struttura delle linee Adsl è del ministero delle
Comunicazioni; il ministro Stanca ha competenza sui contenuti da
veicolare sull'Adsl, ad esmepio i servizi on line delle pubbliche
amministrazioni, centrali e locali.
Lei confonde le
iniziative per favorire la diffusione della banda larga con quelle
per i Pc tra i i giovani e nelle specifico i 16.enni, per i quali
da due anni è in corso con successo l'iniziativa "Vola con
Internet", dove mai però si parla - come invece fa Lei
rivolgendosi ai lettori di Elba Oggi - di "Adsl per tutti,
anche per i giovani".
E' nostro vivo
interesse che ci sia una ampia diffusione dei pc nelle case degli
italiani e, contestualmente, di connessioni veloci ad internet.
Guardando a cosa offre il mercato in Italia a tale proposito
vediamo tante soluzioni, anche in grado di superare l'assenza
fisica, ossia del cavo.
Prova ne sia che
l'Italia è in Europa uno dei paesi che ha la maggior crescita di
connessioni a banda larga nelle famiglie e in poco tempo sono
andati esauriti gli incentivi previsti. Questo vuol dire che chi
è interessato, ha trovato sul mercato le soluzioni ai problemi
"fisici". Ma non possono essere certo le Istituzioni a
proporre la scelta, altrimenti torneremo ad essere uno Stato
dirigista. Sono a disposizione Sua e della redazione di Elba Oggi per ogni esigenza.
Gradisca i migliori
saluti
Dario de Marchi
Portavoce e Capo
Ufficio Stampa del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie
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