Anno IV - numero 163 - Sabato 23 Ottobre 2004

 
Giornali: un diritto... cittadino

In trecento piccoli comuni italiani non c¹è più l¹edicola per acquistare il giornale. Sembra incredibile ma è così. Negli ultimi anni, infatti, le edicole nei piccoli paesi hanno chiuso e nonostante le leggi vigenti sulla possibilità di vendere i giornali negli esercizi pubblici, a causa di una burocrazia farraginosa, tanti cittadini italiani si vedono privati anche di questo servizio

di Andrea Gisoldi *

Per chi vive in un piccolo comune al di sotto di cinquecento abitanti anche acquistare un giornale diventa un problema. In circa trecento piccoli comuni italiani, non ci sono più le classiche edicole ed i giornali si acquistano a mezzo abbonamento postale o nell'edicola del centro abitato più grande.

Anche la più elementare forma d'informazione è negata a chi vive nelle piccole comunità. L'edicola da sempre ha rappresentato il classico luogo dell'incontro e dello scambio di opinioni, un riferimento anche culturale.

Negli ultimi anni, le edicole hanno chiuso e nonostante le leggi vigenti sulla possibilità di vendere i giornali negli esercizi pubblici, a causa di una burocrazia farraginosa, i cittadini si vedono privati anche di questo servizio. I distributori di giornali ritengono poco conveniente portare poche copie di giornali, soprattutto nei comuni montani e nel periodo invernale.

Per le persone anziane, la stragrande maggioranza dei residenti, anche leggere una notizia diventa un lusso. Per non parlare dell'informazione on line, senza Adsl, nonostante i continui annunci spot pubblicitari del ministro dell'Innovazione, Lucio Stanca, dell'Adsl per tutti, anche per i giovani diventa arduo fare qualcosa.

E intanto, il ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, afferma che la tv fa male (noi non ci crediamo) alle persone anziane e i grandi studi di ricerca sociale continuano ad affermare che in Italia si legge poco, ancora di meno nei piccoli comuni e non per libera scelta;

* Ufficio stampa Coordinamento Piccoli Comuni