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La morte di
stato... "Non vale la pena"
La nostra regione
ancora in prima fila nel dire no alla pena capitale. Quest'anno,
alla vigilia della giornata mondiale contro la pena di morte, la
Toscana lo fa attraverso le immagini e il teatro, inviando cioè
un video a Milano e uno spettacolo teatrale a Roma. Il presidente
della Regione, Claudio Martini ha parlato dell'importanza di
educare ed informare per cambiare le menti e i cuori
Un video per dire
che la morte di stato "Non vale la pena". Sei monologhi
(di Arnaldo Foà, Massimo Wertmuller, Amanda Sandrelli, Remo
Girone, Ottavia Piccolo e Valeria Moriconi, che si sono prestati
gratuitamente) per dire no alla pena capitale. Il video, non un
documentario né una lezione, ma un intenso mosaico di toccanti
testimonianze, è quello realizzato dalla Regione Toscana in
collaborazione con "Pupi e Fresedde" ed il Teatro di
Rifredi.
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Ed oggi, sabato 9
ottobre, vigilia della giornata mondiale contro la pena di morte,
è stato proiettato per otto ore consecutive in piazza del Duomo a
Milano, durante una manifestazione organizzata da Amnesty
International.
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"Il silenzio -
commenta il presidente della Toscana, Claudio Martini - è il
miglior alleato della pena di morte nel mondo. L'informazione e
l'educazione possono invece cambiare le menti e i cuori. E' quello
che ripeteva anche Helen Prejean, la famosa suora americana
impegnata come assistente spirituale nel braccio della morte della
Louisiana. Per informare ed educare, noi che siamo stati anche il
primo paese in Europa a bandire nel 1786 la pena di morte e la
tortura, abbiamo scelto il teatro".
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Il progetto, dal
titolo "Dead man walking", ideato e curato da Francesco
De Biasi e Stefano Massini, è stato sviluppato da "Pupi e
Fresedde" ed il Teatro di Rifredi a Firenze, con il
contributo anche della Provincia e della Cassa di Risparmio.
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Si compone di un
video, proiettato l'anno scorso al Parlamento Europeo e in oltre
cinquanta istituti italiani di cultura di altrettante città nel
mondo, e tre spettacoli teatrali, a cui hanno assistito diverse
scuole e di cui uno, quello sulla vicenda dell'italo americano
Derek Rocco Barnabei giustiziato quattro anni fa in Virginia, è
in questi giorni in tournée a Roma al teatro "La
Cometa".
I paesi che
ammettono ancora la pena di morte sono diminuiti nel mondo.
Secondo l'ultimo rapporto di "Nessuno tocchi Caino"
erano 63 nel 2003, tre in meno rispetto al 2002, 48 tra dittature
e governi autoritari: quasi 5600 le esecuzioni, secondo stime
ufficiose, a migliaia i detenuti che attendono nei bracci della
morte.
"E' importante
far sentire la nostra voce" conclude il presidente Martini.
Per questo la Regione Toscana ha partecipato alla campagna per la
moratoria universale della pena di morte. Il vicepresidente Angelo
Passaleva era in questi giorni in Canada al congresso della
Coalizione mondiale. La Toscana ha anche raccolto firme per Amina
e Safiya, le donne nigeriane condannate a morte per lapidazione
con l'accusa di adulterio e poi salvate proprio grazie alla
mobilitazione internazionale.
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