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Urbanistica ed
"Oikonomia"
Piano regolatore
unico per l'Elba: una grande opportunità ed una esperienza
innovativa in Toscana ed anche in Italia. In questo modo l'Elba
dà un messaggio culturale che le servirà anche come trampolino
promozionale. Sono parole dell'assessore Conti, ma i Verdi
Arcipelago Toscano le riprendono e fanno il loro commento
di Carlo
Rizzoli *
Riferendosi al
piano regolatore unitario , durante la conferenza stampa di
venerdì, l'assessore regionale Riccardo Conti ha fatto
un'affermazione importante: ha detto, infatti, che "questa è
anche una grande opportunità, per l'Elba, di voltare pagina, è
una esperienza innovativa in Toscana, ma anche in Italia. In
questo modo l'Elba dà un messaggio culturale che le servirà
anche come trampolino promozionale."
| Viene ribadito cioè che fare scelte
innovative e di qualità, è per l'Elba la miglior
pubblicità e se, come sembra, l'estensore del Piano regolatore
elbano (ci piace chiamarlo così) sarà un big
dell'urbanistica, siamo tutti in grado di capire il
messaggio positivo che passerà fuori dall'Elba. |

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Carlo Rizzoli |
E questo senza
contare i vantaggi per la vita quotidiana di chi all'Elba ci vive
sempre (ci aspettiamo infatti molti servizi ai cittadini, un
territorio a loro misura). Vogliamo, in questa occasione, ricordare una
grande studiosa delle peculiarità delle isole italiane, la
dirigente di Italia Nostra, Gin Racheli, che ci ha lasciati da
pochi anni. In uno dei suoi tanti libri, ("Isole e
Insularità futura", 1996) si soffermava sul legame
intrinseco tra lo sviluppo e l'ambiente, legame rintracciabile
nell'etimologia stessa della parola greca oikonomia ("oikos"
, dimora, e "nomos", regole): il governo cioè del luogo
ove si vive, dell'ambiente.
Lo faceva in un
capitolo dedicato al rischio (per i microcosmi isole) della
monocoltura, intesa come asse univoco dello sviluppo, citando per
l'Elba, ad esempio, quella della viticoltura , la cui crisi
portò, com'è noto, alle grandi emigrazioni elbane dei primi
decenni del secolo. L'economia integrata, quella di chi abitando
l'isola usava tutto dell'isola per il proprio sostentamento , è
la strada, ci dice, per evitare i rischi connessi alla monocoltura
(le acciaierie ieri, il turismo oggi: che preveggenza!).
"Chi abitava
l'isola, - si leggeva - pescatori, legnaioli, cacciatori, pastori,
monaci, confinati, navigatori di passaggio, banditi, esuli, vi
ricavò di che campare ; i proventi erano "economici"
non nel senso limitativo della moneta, ma nel senso più esatto ed
ampio del sostentamento che integrava l'utilizzo di tutte le
risorse dell'isola, e non di una sola per quanto abbondante
fosse".
Ai giorni nostri,
con la monocultura turismo in crisi, sarà quindi strategico ,nel
disegno del territorio del prossimo Piano regolatore rlbano,
prevenire il rischio monocultura, (che non significa rinunciare al
turismo solemare, ma integrarlo, anche con i turismi diversi),
pensare all'agricoltura ed al suo rilancio, alla pesca, alla
biodiversità , alla cultura e all'educazione come risorse per le
quali attrezzare il territorio, per vivere di esse.
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Verdi Arcipelago Toscano
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