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Lipu e Wwf contro i
generatori eolici all'Elba
Energia eolica non
sempre fa rima con rispetto per l'ambiente e due delle maggiori
associazioni ambientaliste spiegano il perché. Questo a seguito
del progetto per l'installazione di generatori eolici sul Monte
Tambone, nel territorio comunale di Campo nell'Elba. Si
tratterebbe, dicono le due associazioni, di uno scempio
paesaggistico che porterebbe con sé anche gravi conseguenze
ambientali e faunistiche

Ci pare di sentire
i sostenitori del progetto Tambone: ma come, gli ambientalisti non
sono ferventi sostenitori dell'energia alternativa? Allora adesso
vogliono proprio rompere! Da profani, crediamo che le ragioni
portate da Lipu e Wwf livornesi abbiano un loro fondamento e
dimostrino che nulla, mai va preso a scatola chiusa.
Oggetto del
contendere é il progetto del Comune di Campo nell'Elba di
costruire una schiera di generatori eolici sul crinale del Monte
Tambone (nella foto sopra, il colle di sfondo alla bella spiaggia
campese), proprio al confine con il Comune di Capoliveri,
praticamente nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. Si
tratterebbe, dicono le due associazioni, di uno "scempio
paesaggistico che non avrebbe uguali a memoria di elbani, che pure
ne hanno viste tante", con gravi conseguenze ambientali e
faunistiche.
Proviamo ad
immaginare il paesaggio che le Associazioni ci propongono: torri
metalliche troncoconiche alte 70 metri minimo, alte cioè quanto
il faro di Portoferraio è alto sul mare del Grigolo, più i
rotori, tre pale del diametro di altri 80 metri, che si vedrebbero
da ogni punto di Marina di Campo, di San Piero, di Lacona, di
Capoliveri. Più il generatore vero e proprio, per aria, nel
mezzo, grande quanto un furgone. Infine i locali a terra per i
trasformatori e quant'altro serve.
Si aggiungano la
costruzione delle strade di servizio agli impianti, la
realizzazione degli elettrodotti fino ai paesi: il movimento di
mezzi pesanti, l'abbattimento della vegetazione del parco
nazionale, l'aggravamento del dissesto idrogeologico che ognuno
già oggi può vedere percorrendo a piedi quella che fu la strada
sterrata di Segagnana e il quadro è completo.
Qualcuno comincia a
parlare di una nascente lobby europea dell'eolico... Tutto bene,
purché l'intero apparato non distrugga l'ambiente circostante o
sia installato lontano dai punti nevralgici del territorio, come
avviene in Inghilterra o in Danimarca. O siamo di fronte, come
titolava Der Spiegel due mesi fa, alla distruzione del paesaggio
altamente sovvenzionata? E, per di più, di ispirazione finto
ecologica?
Le Associazioni
ambientaliste mettono in rilievo inoltre l'enorme danno faunistico
che la messa in opera delle turbine provocherebbe sul Tambone,
dove transita un'importante linea di migrazione di rapaci e altri
uccelli. Dai risultati dei rilevamenti effettuati nel corso di
specifici progetti di ricerca portati avanti sull'Arcipelago e
tutt'ora in corso, emerge che, ogni anno, migliaia di rapaci e
altri uccelli migratori transitano sui monti elbani, diretti verso
la Corsica in autunno e verso il continente in primavera, con essi
centinaia di migliaia di passeriformi, sovente in migrazione
notturna. Aquile minori, bianconi, cicogne nere, falchi
pecchiaioli. Tutti uccelli minacciati che, come l'esperienza di
altre località in Italia e nel mondo insegna, cadono vittime
delle pale eoliche (affettati) tutte le volte che queste sono
posizionate lungo le loro rotte di migrazione.
Se lo scopo
dell'operazione è veramente quello di ottenere un risparmio
energetico, Wwf e Lipu consigliano al Comune di Campo di
incentivare piuttosto la messa in opera di pannelli solari
fotovoltaici, che se ben realizzati non si distinguono dai tetti
degli edifici, e magari di impegnarsi per un effettivo risparmio
energetico riducendo gli sprechi tipo quello di illuminare a
giorno anche le strade extraurbane.
Preoccupazione e
domande anche su un'altra parte del progetto comunale che vedrebbe
la produzione di energia elettrica bruciando le biomasse. Quali
biomasse, si chiedono gli ambientalisti: i rifiuti estivi, i pochi
rifiuti invernali, o addirittura gli splendidi boschi elbani?
Il solo dubbio
mette i brividi! Ecco perché, a bandi per la presentazione di
questi progetti europei non ancora scaduti, Wwf e Lipu sono già
al lavoro per rappresentare a Bruxelles le proprie osservazioni.
C'è da immaginare
che questi nuovi temi, se saranno confermati i progetti,
entreranno con forza nell'agenda dell'entrante campagna elettorale
per le amministrative e non potranno non toccare il neo
commissario del Parco, nonché sindaco uscente di uno dei comuni
interessati.
(M.
B.)
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