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Elezioni:
finalmente si parla di programmi
Nel numero della
scorsa settimana criticavamo buona parte della classe politica
elbana perché, in vista delle elezioni, sta litigando su poltrone
e sgabelli senza aver ancora presentato alcuna concreta idea di
programma. Ci sono eccezioni per fortuna, come ci dimostra questo
intervento dei Verdi Arcipelago Toscano
di Graziano
Rinaldi *
Era troppo facile
prevedere che saremmo arrivati a ridosso delle elezioni con molta
confusione riguardo ai candidati e senza veri programmi. Questo
vale per tutti gli schieramenti, purtroppo anche per la sinistra
portoferraiese che da almeno un anno aveva faticosamente mandato
avanti qualcosa di più di semplici prove di dialogo, confluite
qualche mese fa nella presentazione alla cittadinanza delle
"Linee programmatiche", ovvero dei principi generali a
cui tutta la sinistra (hanno sottoscritto il documento tutti
quelli che stanno a sinistra dell'Udc!) avrebbe dovuto ispirarsi
per nominare i candidati e per elaborare il programma dettagliato
da presentare il 13 maggio prossimo.
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Se
state leggendo queste righe molto probabilmente avrete già
sentito parlare delle vicissitudini che hanno portato la
sinistra della nostra città a strappi progressivamente
sempre più laceranti. |
Pur avendo una
precisa idea sulle responsabilità confesso di non conoscere
altrettanto lucidamente una soluzione per rimettere insieme i
cocci. Del resto questo compito spetta ai segretari dei partiti e
ai leader dei gruppi ed associazioni che hanno lavorato per un
anno al progetto di lista comune di tutta la sinistra; non essendo
né l'uno né l'altro, ed avendo fiducia nel senso di
responsabilità degli stessi, credo che sia tempo, comunque, di
incominciare a parlare del programma, ovvero rispondere alla
domanda: "perché dovrei votare proprio questa lista
piuttosto che un'altra?"
Già nelle Linee
programmatiche erano indicati i "capitoli" del
programma, ne riprenderò uno che forse può sembrare poco
congeniale al il partito di cui faccio parte (i Verdi) ma che
invece mi auguro sia ben presente a chiunque, anche agli avversari
politici: cosa faremo una volta alla guida dell'amministrazione
comunale per i bambini e gli adolescenti?
Sebbene io creda
che vada riconosciuto all'assessore Bertucci il notevole merito di
essere tempestivamente riuscito ad ottenere gli spazi sportivi
dell'ex caserma della Finanza, così come non si può dire che
l'assessore Nurra non si sia dato un gran daffare sbloccando
importanti situazioni nell'ambito della scuola dell'obbligo (per
fortuna questa giunta non si è occupata solo di edilizia!),
l'amministrazione uscente ha dimostrato di non avere nessuna idea
in proposito.
Questo è stato
chiaro fin dall'inizio, quando, anziché intervenire sul poco che
esisteva, ha prontamente fatto fuori il Centro Giovani del Comune,
un'istituzione ormai presente anche nei borghi più sperduti dell'appennino.
Evidentemente il sindaco e il suo vice non ritenevano quella dei
giovani una priorità. E lo capisco. Perché credo ci sia un'età
per tutte le cose, per esempio la sensibilità verso i problemi
dei bambini e degli adolescenti è, a mio avviso, forte nell'età
di mezzo, quando si è ancora genitori di figli che condividono
con noi lo stesso tetto.
Il problema è
complesso e sarebbe solo un presuntuoso chi pensasse di
affrontarlo dalla a alla zeta: esso necessita di un'elaborazione
comune e di un confronto con chi ha a che fare quotidianamente con
i giovani. Intanto però, sempre partendo dalle Linee
Programmatiche della sinistra portoferraiese, proviamo a mettere
alcuni punti fermi: la scuola e il Centro Giovani.
Per quanto riguarda
la scuola è il caso che si incominci a parlare di qualcosa di
più della mensa (so di chiedere troppo, oggi, ai genitori dei
bambini colpiti da salmonellosi). Dovremmo forse incominciare a
vedere la scuola come un luogo dove i ragazzi possano trascorrere
spontaneamente parte del loro tempo libero praticando attività di
ogni tipo, la scuola come contenitore aperto alla crescita e alla
formazione permanente, già oggi del resto, per merito di qualche
volonterosa insegnante, l'istituto comprensivo di Portoferraio (le
scuole medie), sono aperte tutti i pomeriggi con i più svariati
corsi già frequentati da qualche migliaio di adulti.
Queste esperienze
vanno valorizzate e potenziate ed allo stesso tempo inserite in un
progetto più generale di "cultura" che non si esaurisca
nell' "evento". Abbiamo a Portoferraio numerose
opportunità e spazi: la bellissima e nuova biblioteca Foresiana
nello splendido palazzo della caserma De Laugier: immaginate quel
meraviglioso portico e la straordinaria piazza finalmente
frequentato dai portoferraiesi, grandi e piccini.
Già ora esiste una
sezione della biblioteca dedicata ai bambini e ai ragazzi, creata
apposta con operatrici che stimolano i giovani frequentatori alla
lettura, il primo passo è stato fatto e anche in questo caso è
giusto che chi succederà nell'amministrazione della città
raccolga il buono che è già stato realizzato.
Un'altra struttura
molto interessante individuata nelle Linee programmatiche della
sinistra da adibire a polo scolastico, è la ex caserma della
Finanza. Chiunque si presenti alle elezioni dovrebbe dire cosa
vuol fare di quegli spazi. A sinistra è un po' di tempo che si
pensa ad un vero e proprio "campus" per i nostri
ragazzi.
Ci vorranno molte
energie per realizzare questo sogno e se saremo maggioranza in
Comune vorremmo condividerlo con tutti, anche con i nostri
avversari, perché quando si governa una città lo si fa per
tutti, anche per chi non ti ha votato, e i figli a scuola ce li
mandiamo proprio tutti, indipendentemente dalle sfumature
politiche o filosofiche. Si tratta di un'opportunità troppo
importante per l'Elba, ed approfitto di queste righe per invitare
tutte le forze politiche ad incominciare a parlarne.
E' questo un
progetto che deve essere condiviso e sostenuto dall'intera
comunità, anche simbolicamente sarà momento di unione e creerà
identità. Pensate a quegli edifici, dove, oltre a prevedere delle
normali aule scolastiche, si progettino laboratori ed aule di
ricerca utilizzabili anche dalle altre scuole elbane, insieme a
tutte le strutture sportive e ricreative già presenti nell'area.
Potrebbero altresì
essere predisposti alloggi ad uso di insegnanti non elbani
(abbiamo tutti ben chiaro il disagio del pendolarismo degli
insegnanti) e di studenti dell'isola che necessitino anche per
brevi periodi di soggiornare nel capoluogo. Durante il periodo
estivo la struttura potrebbe essere usata per scambi culturali con
insegnanti e studenti di altre parti del mondo.
L'idea che vogliamo
realizzare con la nostra Amministrazione è quella di un vero e
proprio Centro di Cultura Permanente aperto agli incontri tra
culture diverse, un luogo di scambio e di conoscenza, com'è
naturale che sia un'isola civile, molto simile ad un Campus
universitario anglosassone, ma più democratico ed aperto, un
punto di "diffusione" di cultura e conoscenza.
Immaginate per
piacere il grande piazzale della ex caserma dove sia stato tolto
il cemento e tenuto a prato, dove i nostri ragazzi potranno
studiare, formarsi e socializzare ad un livello finalmente
europeo. Questo progetto, che solo basterebbe a qualificare
qualsiasi amministrazione pubblica, non esclude l'utilizzo di
altre strutture scolastiche sul territorio, le supplisce e le
integra, completando l'offerta formativa a tutti i livelli; non
esclusi corsi di specializzazione pre e post universitari e un
centro di formazione permanente per adulti.
Sul Centro Giovani
una sola cosa dobbiamo fare: riaprirlo. Riorganizziamo ciò che è
stato cancellato in base all'esperienza fatta negli anni passati e
facciamone un vero punto di riferimento per tutti i giovani, che
essendo anche molto diversi tra loro, hanno bisogno di differenti
stimoli. Non sfioriamo neanche col pensiero l'idea totalitaria di
"formare i giovani", compito di amministratori
democratici è dargli tutti gli strumenti e le opportunità
possibili e non altro.
Costruiamo insieme
questo centro insieme ai giovani stessi, là dove ora c'è un
pauroso vuoto che i ragazzi colmano come meglio possono, non è
troppo tardi, coinvolgiamoli in questo progetto, più dei soldi è
necessaria sensibilità e competenza: l'amministrazione può
disporre, se lo vuole e li ricerca, di tutti e due.
L'adolescenza può
essere un'età meravigliosamente felice, intensa e romantica, ma
può altrettanto facilmente trasformarsi in un balzo nell'abisso,
le famiglie e i nostri ragazzi e ragazze hanno tutto il diritto di
trovare nell'amministrazione chi li sta a sentire e li aiuta:
molto presto l'essere umano acquisisce il senso di appartenere ad
una comunità, ed è solo sulla base di questo sentire comune che
si può sviluppare un autentico senso civico.
Auspico che meglio
prima che poi si incominci a discutere di questioni come queste:
sarebbe frustrante ritrovarsi in campagna elettorale a disquisire
sui vasi nel centro storico e delle magnolie in calata, è troppo
chiedere di passare dal folclore alla politica?
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Verdi Arcipelago Toscano
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