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Il Wwf: tutelare la
biodiversità
Una proposta dal
Wwf Arcipelago Toscano sul fronte della tutela della biodiversità:
si istituisca, dice l'associazione ambientalista, un Sir (Sito di
Importanza Regionale) nella zona di Pontecchio e venga ampliato
quello di Mola, località entrambe nei pressi di Porto Azzurro.
Questo poiché nella zona si è scoperta la presenza di una specie
da proteggere quale è il rospo smeraldino. Pubblichiamo la
lettera di richiesta in questo senso inviata al Parco Nazionale
di Lorena
Nannini *
Durante i servizi
di vigilanza svolti dalle Guardie ambientali del Wwf nell'estate
2002 sono stati rinvenuti nell'area che va dal Colle del
Pontecchio fino a Gelsarello e Mola, alcuni esemplari di rospo
smeraldino (bufus viridis), specie inclusa nell'allegato IV della
Direttiva habitat (92/43/Cee), la cui presenza era ritenuta
improbabile all'Elba, ma attestata invece dai ritrovamenti di
diversi esemplari.
Questo viene
confermato anche nella relazione redatta, tra gli altri, dai
professori Folco Giusti e Giuseppe Manganelli, del Dipartimento di
Scienze Ambientali dell'Università di Siena, in seguito ad
analisi condotte sul territorio, cui hanno partecipato anche le
Guardie Ambientali che avevano rilevato a suo tempo la presenza
della specie.
L'area in questione
è geomorfologicamente significativa per la presenza di fossati di
grandi e piccole dimensioni e di palustri, habitat idoneo per la
riproduzione di questo anfibio che come tutti i suoi simili
predilige ambienti umidi, piuttosto ombrosi e freschi.
Tutti gli anfibi
sono in forte declino sull'intero territorio insulare, eppure
questi animali costituiscono un valido strumento per valutare il
grado di salute degli ecosistemi. La loro scarsa mobilità e lo
stretto legame che instaurano con il luogo di nascita li rendono
particolarmente sensibili alle mutazioni ambientali indotte da
attività umane. Una corretta salvaguardia del loro ambiente di
vita può risultare quindi necessaria per la conservazione di
questa classe animale.
In tale contesto,
l'accertata presenza nell'area del Pontecchio del bufus viridis
assume rilievo in quanto può essere attribuito a questo anfibio
il ruolo di "specie obiettivo", la cui conservazione
risulta funzionale al mantenimento di altre specie, questo anche
secondo le indicazioni della Regione Toscana per l'individuazione
e la pianificazione delle aree di collegamento ecologico.
Infatti, essendo
posta tra il Sin (Sito di Importanza Nazionale) di Cima del Monte
e Monte Capannello e il Sir (Sito di Importanza Regionale) e zona
umida di Mola l'area in argomento potrebbe fungere da zona di
collegamento ecologico funzionale di importanza fondamentale per
assicurare la necessaria continuità all'habitat tipico della
specie bufus viridis, in modo da favorire la tutela degli
esemplari esistenti e facilitarne così la riproduzione.
La presenza di una
naturale area di collegamento con la Baia di Mola, è auspicabile
alla luce del fatto che gli studi compiuti sul bufus viridis e
richiamati nella Delibera della Giunta Regionale Toscana sopra
citata, indicano tale specie come vulnerabile alla frammentazione
degli habitat.
Il rospo
smeraldino, oltre ad essere elencato nell'allegato IV della
Direttiva habitat e nell'appendice II della convenzione di Berna
relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente
naturale della vita in Europa, è inserito anche nelle liste delle
specie di interesse regionale.
Si tratta quindi di
una specie la cui conservazione può richiedere la designazione di
un Sir, ossia, un'area geograficamente definita utile a mantenere
o ripristinare un tipo di habitat naturale o una specie di
interesse regionale, dove sono presenti elementi fisici e
biologici essenziali per la loro vita e riproduzione.
Tale obiettivo
potrebbe essere perseguito sia con l'istituzione di un Sir
nell'area di Pontecchio e Gelsarello sia, in alternativa,
mendiante l'estensione di quello già istituito della zona umida
di Mola in modo da ricomprendervi tutta l'area dove risulta
maggiormente presente il bufus viridis.
Ancor più adeguato
ai fini della tutela della specie in discorso risulterebbe
l'istituzione di un Sic (Sito di Importanza Comunitaria)
ravvisando nella zona suddetta, quelle caratteristiche, che la
Regione Toscana ha indicato nella legge regionale 56/00, del
significativo contributo a mantenere e a ripristinare un tipo di
habitat naturale elencato in allegato A o una specie inclusa in
allegato B.
Come ricordato
infatti nella relazione redatta dai docenti dell'Università di
Siena, il bufus viridis è specie tutelata dalla Direttiva
Habitat, considerata di interesse comunitario, ma non inclusa
nell'allegato B della L.R. 56/00, per cui si renderebbe necessario
preventivamente suggerire una modifica agli allegati alla predetta
legge affinché il bufus viridis venga incluso in allegato B.
Si sottolinea che i
rilevamenti compiuti nella zona e in altre limitrofe, hanno fatto
rilevare come la specie bufus viridis sia numericamente e
significativamente presente nell'area di Pontecchio e Gelsarello,
presenza che alla luce di quanto sopra esposto legittimerebbe
l'inclusione della predetta zona in un Sir.
Infatti, le
caratteristiche dell'area sono di rilevanza tale da richiedere una
forma di conservazione rigorosa; nell'ambito delle finalità
proprie dell'Ente Parco potrebbero pertanto essere condotti gli
studi necessari ed attivate le conseguenti procedure per la
costituzione di un Sito di Importanza Regionale che comprenda
quest'area e crei un collegamento funzionale con i già esistenti
Siti di Cima del Monte e della zona umida di Mola.
* Responsabile
Wwf Arcipelago Toscano
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