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Quanti eroi ancora?
Milena Briano,
capogruppo di opposizione nel Consiglio comunale di Capoliveri
ritorna, esprimendo cordoglio e partecipazione, sulla tragica
vicenda dell'attentato di Nassirya. Non manca però di criticare
talune iniziative e dichiarazioni che, di fatto, si presentano
almeno in parte strumentali...
di Milena
Briano *
Sono stati giorni
di dolore, gli ultimi, per l’Italia. Tutti noi partecipiamo alla
disperazione delle famiglie delle vittime di Nassirya e
manifestiamo cordoglio all’Arma dei Carabinieri che è stata
così duramente colpita nell’espletamento del dovere. Ma siamo
vicini in questo periodo anche ai militari americani morti, a
quelli polacchi, inglesi, francesi, tedeschi o di qualunque altra
nazionalità.
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siamo vicini anche alle forze irachene che tentano di
ristabilire un ordine interno, al popolo dell'Iraq con le
sue presunte 15.000 vittime civili, un popolo che soffre da
anni situazione di dolore, di miseria, di disperazione, di
ignoranza, di povertà e di malattia poco edificanti per l’onorabilità
del mondo intero. |

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Milena
Briano |
A Capoliveri, nei
giorni scorsi, l’Amministrazione comunale ha organizzato una
grande cerimonia di commemorazione. Malgrado il dolore nel cuore,
malgrado fossimo vicini agli intenti del parroco che officiava la
messa, noi non abbiamo potuto non pensare che qualcuno in Italia
sta oggi soffiando sul fuoco di una passione patriottica per
giustificare il fatto che rimaniamo lì, a morire, in quei
territori dove siamo andati pensando di non essere in guerra,
pensando di essere liberatori diversi dagli altri.
Noi approviamo
quanto è stato detto dal vicario del Papa: cordoglio per le
vittime e opposizione incondizionata al terrorismo. Ma se avessimo
ascoltato le parole del Santo Padre quando esprimeva la sua
assoluta contrarietà all’intervento di guerra, se non avessimo
ritenuto la guerra l’unico modo per mettere fine a quella
dittatura, forse ora non saremmo in questa situazione. Non solo
noi italiani, ma il mondo intero.
Allora noi, che a
Capoliveri avevamo chiesto di esporre la bandiera della pace, che
avevamo portato all’ordine del giorno del Consiglio una mozione
contro l’intervento armato, che volevamo l’Onu come garante
nella conduzione delle iniziative in Iraq, allora noi che avevamo
ricevuto dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri di
maggioranza un rifiuto alla bandiera della pace, un rifiuto a
mettere insieme in un discorso le parole Onu, Iraq e intervento
armato, che avevamo ricevuto un rifiuto ad una sollecitazione di
prudenza e di umanità in quella situazione, allora noi non
possiamo approvare completamente quella manifestazione
coreograficamente perfetta.
Apprezziamo e
condividiamo il silenzio suonato dalla tromba militare,
apprezziamo e condividiamo le bandiere italiane a mezz’asta, ma
non crediamo che un volo di palloncini tricolori possa rimediare
alle morti di tutti i civili e dei militari che hanno vissuto,
vivono e vivranno questa tragica situazione.
Ci perdonino quanti
piangono davvero in questi momenti, ci perdonino per le parole
dure che abbiamo pronunciato, ma noi crediamo che queste vite
siano state rubate, che ci siano inganni alla base di queste
decisioni di interventi militari o di "peace keeping",
che non si possa insegnare così la democrazia.
Quanti Eroi della
Pace dovremo ancora commemorare prima di accorgerci di aver
seguito sporche ambizioni e interessi economici, quante bandiere a
mezz’asta dovremo vedere e quanti squilli di tromba dovremo
sentire prima di comprendere di trovarci in un’arena in cui
popoli diversi e disperati non spandono petali di rosa in omaggio
ai liberatori, ma solo kamikaze contro i nuovi conquistatori?
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Capogruppo consiliare Capoliveri Democratica
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