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Caso Pacaelmo:
interviene Nocentini
Bisogna far
chiarezza su questa vicenda e sulle conseguenze per l'occupazione
che ne possono derivare. Questo il senso delle dichiarazioni che
riportiamo di Tiziano Nocentini, imprenditore in posizione
dominante nella grande distribuzione elbana. Il caso riguarda la
ristrutturazione, a Portoferraio, di un ampio magazzino per
ricavarci un nuovo grande punto vendita
"Collegare la
vicenda Pacaelmo a quanto successo negli ultimi mesi all'isola
d'Elba è un'esagerazione inopportuna". Questa la
dichiarazione di Tiziano Nocentini, presidente dell'omonimo gruppo
commerciale a cui fa capo il nuovo insediamento ubicato alle
Antiche Saline di Portoferraio, al quale vengono contestate dalla
Autorità Giudiziaria alcune irregolarità nella realizzazione
della ristrutturazione edilizia che lo costringono da alcuni
giorni ad un sequestro cautelativo che ne pregiudica i programmati
tempi di apertura.
"Ritengo fuori
luogo - ha aggiunto Nocentini - associare le vicende che ci
riguardano alle inchieste in corso da quest'estate sul nostro
territorio, facendo d'ogni erba un fascio, magari per perseguire
scopi politici che a noi imprenditori sono assolutamente
estranei".
"Chiarito
questo, ci sono altri aspetti da evidenziare per non creare
ulteriori equivoci. Il capannone in ristrutturazione è destinato
ad ospitare, entrambi al piano terra, due esercizi commerciali
diversi. Il primo è un discount della catena Dico, appartenente
al gruppo commerciale Coop, che soddisferà le richieste più
volte espresse dai cittadini nel settore alimentare".
"Il secondo
sarà invece un negozio della catena Euronics, concepito non certo
per andare a soffocare altri commercianti del settore
elettrodomestici, ma per soddisfare le esigenze di coloro che
spesso, seguendo la pubblicità di giornali e Tv, cercano
sistematicamente fuori dall'isola d'Elba determinati prodotti
tecnologici."
"Quel che
preoccupa del caso Pacaelmo, - ha evidenziato Nocentini -
nonostante l'assoluta fiducia nella conformità dei lavori alle
autorizzazioni di cui siamo in possesso, sono le ripercussioni
economiche e occupazionali collegate all'impossibilità a causa
del sequestro di programmare l'apertura in tempi brevi. I
lavoratori coinvolti, vedendo a rischio il loro posto di lavoro,
si sono rivolti ai sindacati, ma non sono soltanto loro ad essere
in difficoltà. Il costo dell'andamento negativo di questa
operazione commerciale si sta già ripercuotendo su tutto il
gruppo, che dà lavoro ad oltre 300 persone su tutto il territorio
elbano e che così rischia di andare in crisi occupazionale anche
in altri settori".
"Possiamo solo
augurarci - ha concluso l'imprenditore - una rapida conclusione
delle indagini, nel massimo rispetto del lavoro degli inquirenti
ma con la certezza nello stesso tempo di non aver commesso alcun
abuso".
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