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Le strade del vino
e le vie del mare
Cronaca dettagliata
e commentata della quinta edizione di 'Le strade del vino e le vie
del mare'. la manifestazione, organizzata all'isola d'Elba nelle
settimane scorse dalla Provincia di Livorno, ha fatto registrare
un grande successo
di Serena
Veroni *
Ha compiuto cinque
anni. Stiamo parlando della manifestazione "Le Strade del
Vino e le Vie del Mare", un appuntamento divenuto oramai
tradizione per l'Isola d'Elba, promosso dalla Provincia di Livorno
ed organizzato con il prezioso apporto di Provincia di Livorno
Sviluppo Srl, per diffondere la conoscenza delle colture tipiche
del territorio livornese, all'insegna di vini rari, gastronomie
riscoperte, mare blu e verdi vigneti.
La manifestazione
si è svolta lo scorso week end di ottobre (venerdì 24-domenica
26 ottobre) ed ha avuto come tema principale la valorizzazione, la
promozione e il rilancio della viticoltura delle isole minori.
L'iniziativa ha
riunito attraverso un ricco e articolato programma di dibattiti,
tavole rotonde e occasioni di degustazione, rappresentanti delle
istituzioni, professionisti del settore,produttori, giornalisti,
avviando in tal modo un vero e proprio percorso di concertazione
sulle politiche per lo sviluppo di questo settore.
Di particolare
spicco è stata la giornata della "Tornata dell'Accademia
italiana della vite e del vino" curata dal Professor
Filiberto Loreti Il clou della manifestazione si è svolto durante
la tavola rotonda in occasione della quale è stato illustrato il
progetto tuttora in corso per la salvaguardia della viticoltura
delle isole minori italiane.
Dopo i saluti di
rito la parola è stata data all'assessore allo sviluppo rurale
della Provincia di Grosseto, Alessandro Pacciani (anche in veste
di direttore della commissione tecnica del Comitato di
salvaguardia dei patrimoni vitivinicoli eccezionale delle piccole
isole) che ha presentato lo schema del protocollo d'intesa per la
salvaguardia soffermandosi sui tre temi fondamentali che prevedono
la verifica delle possibilità di deroga per gli impianti di nuovi
vigneti: l'individuazione delle risorse ad hoc per le varie aree;
la necessità di un fondo specifico e quella di un continuo
scambio delle varie esperienze.
La conduttrice
della tavola rotonda, la giornalista Francesca Bizzarri, ha quindi
dato la parola a Stefano Barzagli, dirigente dell'area agricoltura
della Regione Toscana, che ha ricordato come l'attività del
viticoltore nelle isole sia carica di significati che vanno ben al
di là dell'attività produttiva ma che investono anche caratteri
sociali, culturali e paesaggistici.
"Bisogna
ricordare - ha detto - che in un'inchiesta del 1980 emergeva che
in Toscana la viticoltura impegnava 390mila ettari. Adesso siamo a
quota 60mila". Per Barzagli è necessario porre un'attenzione
maggiore da parte della comunità europea a questa tematiche, una
riflessione che ricordiamo ben presente anche negli interventi
dello scorso anno. La viticoltura fra tradizione e innovazione è
stato il tema della relazione di Varo Bucciantini dell'Arsia che
ha ricordato il lavoro dell'agenzia su questi temi specifici.
"Pensare ad un
processo di sviluppo vitivinicolo è fortemente positivo: infatti
la coltivazione agricola è un aspetto di arricchimento del
territorio e le isole hanno bisogno di mantenere un aspetto
godibile e visibile". A parlare è il presidente della Camera
di Commercio di Livorno, Roberto Nardi che ha ricordato anche come
la Camera abbia lavorato in favore dei produttori coadiuvandoli
nei costi dei prelievi.
"L'Ocm deve
essere propositivo e non solo restrittivo". Un passaggio
chiaro quello del presidente dell'Accademia della vite e del vino,
Antonio Calò, che ha rivendicato il documento che l'Aivv ha
presentato in questo senso mentre perplessità "sull'impianto
di vitigni internazionali considerando che il nostro vino è
apprezzato in tutto il mondo e quindi bisogna legare il territorio
ai vitigni autoctoni" sono state espresse da Aureliano Amati
vicepresidente dell'Aivv. Piermario Meletti Cavallari ha parlato
dell'attività dell'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana
(che il nostro giornale segue con grande interesse) ricordando
anche l'esperienza di Gorgona a cui ha collaborato.
"Produrre poco
ma di qualità", ha concluso Cavallari riferendosi all'Elba
che lo vede impegnato nella produzione di Aleatico. "E' un
buon momento per l'immagine del vino ma non per il mercato - ha
affermato Carlo Cambi, giornalista, direttore sviluppo editoriale
de I Viaggi di Repubblica - . La spesa media degli italiani è tra
i due e i quattro euro mentre la vendita dei prodotti che costano
oltre 10 euro rappresenta un 10 per cento del mercato. I vini
delle isole, quindi, devono essere di alta qualità altrimenti non
possono sopravvivere con i prezzi richiesti dal mercato".
Andrea D'Ambra,
rappresentante dei produttori delle Isole minori italiane, ha
ricordato l'importanza della salvaguardia delle isole evidenziando
come ci sia la necessità di un sostegno pubblico alla viticoltura
eroica. Il giornalista Andrea Gabbrielli ha presentato il suo
libro dedicato alle viticoltura delle isole minori italiane
cercando di mettere in evidenza i problemi che le stesse hanno.
"Se la viticoltura nelle isole non deve essere solo un fatto
di produzione ma anche di civiltà e quindi bisogna risolvere i
problemi, che il viticoltore si trova di fronte tutti i giorni, in
maniera serena".
Dopo alcuni
interventi dei numerosi presenti, tra cui si contavano produttori
provenienti dalle isole della Sicilia e della Campania, ha tirato
le conclusioni l'assessore alle politiche agricole della Provincia
di Livorno, Franco Franchini: "il lavoro si potrà dire
concluso quando più viti copriranno le nostre isole. Abbiamo in
questo senso proposto un accordo con l'Agenzia del Territorio e
con la Regione Toscana per poter usufruire delle aree demaniali
per accrescere la viticoltura all'Elba".
"Il progetto -
ha continuato l'assessore Franchini - presenta un passo in avanti
in concreto verso un percorso di semplificazione delle procedure
che guardi a sostenere il cambiamento accompagnato dalla richiesta
di nuovi diritti di rimpianto. Questa iniziativa costituisce il
segnale dell'avvicinamento delle isole ai territori
continentali". L'assessore ha concluso auspicando un'azione
concreta e comune presso l'Unione europea.
La manifestazione
è proseguita nel pomeriggio all'azienda agricola La Chiusa con la
consegna di un riconoscimento alla signora Giuliana Foresi che ha
lasciato la proprietà della splendida azienda che si affaccia sul
golfo di Portoferraio alla famiglia Corradi che si è impegnata a
aumentare la superficie vitata della medesima e a continuare nella
tradizione del Foresi style. Ben organizzata anche la degustazione
dei vini tipici delle isole minori accompagnata da sommelier dell'Ais.
L'organizzazione, nella persona di Silvia Caturegli di Provincia
di Livorno Sviluppo, ha quindi accompagnato gli intervenuti il
giorno seguente nella visita delle aziende isolane Cecilia,
Acquacalda e Sapere.
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Ufficio Stampa Provincia di Livorno
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