Anno III - numero 118 - Sabato 25 Ottobre 2003

 

 

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Sciopero generale: buoni i numeri secondo la Cgil
 

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Sciopero generale: buoni i numeri secondo la Cgil

Hanno manifestato a Piombino gli aderenti elbani allo sciopero generale del 24 ottobre. Seimila in tutto coloro che hanno dato vita al corteo piombinese, mentre per quanto riguarda l'Elba l'adesione più massiccia è stata quella dei dipendenti degli enti pubblici...

Di nuovo insieme Cgil, Cisl e Uil per uno sciopero generale che ha coinvolto tutto il paese e in modo significativo la nostra regione. Il 24 ottobre sono stati infatti 65 mila i lavoratori che, secondo le stime dei sindacati, hanno partecipato alla manifestazione a Firenze, una delle dieci città capoluogo toscane sedi di manifestazione mentre un'undicesima ha avuto luogo a Piombino, con la partecipazione di circa seimila persone.

Due le motivazioni principali dello sciopero unitario: la legge finanziaria 2004 e la nuova riforma delle pensioni proposta dal governo Berlusconi. La prima, fatta per due terzi di condoni e per il resto di tagli agli enti locali, avrà, secondo il sindacato, conseguenze pesantissime sui servizi ai cittadini. Gli stessi enti locali, Regioni in testa e di qualsiasi colore, hanno dimostrato un forte dissenso per una manovra che li porterà a tagliare su scuola, sanità, assistenza, cura del territorio.

"Questa Finanziaria - sottolineano Cgil, Cisl e Uil - non fa nulla a sostegno dello sviluppo, della formazione e della ricerca, tutte cose che servono a questo paese, sull'orlo della recessione economica. Fatturati ed ordinativi sono in caduta, crescono invece cassa integrazione e mobilità, crescono i prezzi e l'inflazione è ben più alta di quella programmata dal Governo per l'anno futuro".

Questo sciopero voleva anche opporsi alla "contro riforma" del ministro Maroni sulle pensioni. "E' una bugia - dicono i sindacati all'unisono - sostenere che l'Europa ci chiede una nuova riforma, cosa che in Italia si è già fatta anni fa, ben prima che in Francia o in Germania. Berlusconi, a reti unificate e con l'invio di lettere ai lavoratori (misura che costerà all'erario, cioè a noi, circa 7 milioni di euro), dice bugie e fa omissioni".

"Il Cavaliere - prosegue il sindacato - non dice, per esempio, che prevede uno sconto alle aziende del 3% dei contributi da versare all'Inps per ogni neo assunto, non dice che questo comprometterà in prospettiva la pensione dei giovani e anche quella degli attuali pensionati poiché l'Inps avrà minori entrate. Non dice che intende trasferire a fondi collettivi o privati l'intero trattamento di fine rapporto dei lavoratori e non fa chiarezza nemmeno sugli incentivi per restare al lavoro".

"Insomma - concludono Cgil, Cisl e Uil - è un nuovo e feroce modello sociale che si vuole imporre: di classe, diseguale, dove i ricchi lo diventeranno sempre di più (ricordiamo tutti l'abolizione della tassa di successione, la Tremonti bis e la proposta di riforma fiscale giacente in Parlamento) e i poveri sempre più poveri. Un modello che ha già fatto guai in altri paesi del mondo, e che noi non vogliamo imitare. Per questo c'è stato un primo sciopero, e non sarà l'ultimo se il Governo non recederà dalle sue posizioni".

Per quanto riguarda invece i numeri dell'adesione allo sciopero, Il paese ha risposto in modo significativo, e anche la Toscana ha risposto. Anche l'Elba ha fatto la sua parte inviando la sua delegazione a Piombino dove, in piazza Pietri, ha concluso la manifestazione un Rappresentante della Cisl, dopo brevi interventi di uno studente e del segretario della Camera del Lavoro di Piombino Giuseppe Bartoletti.

Intanto, all'Elba, aderivano allo sciopero la quasi totalità dei dipendenti degli enti pubblici, la Toremar effettuava un servizio ridotto (mentre, al solito, è stato tutto regolare per la Moby Lines), i lavoratori dei cantieri nautici aderivano in buon numero e la Coop chiudeva per l'intera mattinata.

 

 

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