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La Toscana e l'oro
blu
Elba 2000,
movimento autonomista elbano, ritorna a parlare della qualità
dell'acqua che esce dai rubinetti delle case elbane. Il Ministero
della Salute infatti avrebbe concesso, alla Regione Toscana, una
deroga sui livelli massimi delle sostanze pericolose contenute
nell'acqua e nella nostra sembra che ci sia una quantità elevata
di boro...
Allora, quello che
avevamo temuto e denunciato nel nostro ultimo documento è vero:
la Regione Toscana, su richiesta di Cigri ed Asa e su
sollecitazione della Provincia di Livorno, ha chiesto al Ministro
della Salute, che l'ha concessa, la deroga alla norma che impone
limiti alle sostanze inquinanti pericolose contenute nell'acqua ad
uso umano.
| Adesso,
grazie a questa iniziativa, l'acqua che arriva all'isola
d'Elba dalla Val di Cornia con altissime quantità di boro,
e quindi pericolosa per la salute, può essere mandata
tranquillamente nelle case degli elbani e spacciata e fatta
pagare per acqua potabile. |

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La Regione Toscana
nel 2003, anno internazionale dell'acqua, ha organizzato
manifestazioni, ha inviato i propri rappresentanti in giro per il
pianeta e speso centinaia di milioni per proporre al mondo,
all'insegna dello slogan "L'oro blu, l'acqua è di
tutti", il modello toscano.
I successi mietuti
in proposito dall'amministrazione regionale sono stati raccolti in
una pubblicazione portata al forum mondiale di Kyoto, in Giappone,
dall'assessore regionale all'ambiente Tommaso Franci, alla testa
di un'adeguata delegazione di cui faceva parte anche l'assessore
Barbini, così come era avvenuto qualche mese prima in occasione
del World Summit sullo sviluppo sostenibile che si era tenuto in
Sud Africa.
Ma la Regione non
si è limitata a questo: ha organizzato anche un forum mondiale
alternativo sull'acqua direttamente a Firenze, con la presenza di
mille delegati provenienti da oltre 50 paesi. Tema in discussione
niente di meno che la costituzione di un'Autorità mondiale
dell'acqua, da contrapporre addirittura all' Organizzazione
Mondiale del Commercio.
Non vi è dubbio
che il presidente della Toscana, Claudio Martini, voglia
presentare Firenze come luogo predestinato a cambiare i destini
dell'umanità. Da qui potrebbe ripartire una nuova Renaissance, in
grado di proiettare nel mondo la luce della cultura e i valori di
una grande tradizione. Non sappiamo se i geni che di cui
disponiamo adesso hanno la stoffa di quelli del Rinascimento, ma
è senz'altro legittimo sperare e provare.
Solo che mentre
questi nuovi geni sperano e provano a insegnare al mondo come si
risolvono i problemi idrici, Pistoia rimane un mese all'asciutto e
Montecatini (città delle acque) senz'acqua. E, cosa più grave,
viene stabilito che la "colonia elbana", in barba ai
dotti insegnamenti al mondo, può essere alimentata con acqua non
potabile e che, soprattutto, non vale neanche la pena di avvertire
le popolazioni ignare.
Questo fatto
dimostra, senza ombra di dubbio, una verità amara: gli
amministratori regionali e provinciali vedono l'isola come un raro
concentrato di bellezze naturali (giustamente) da difendere, ma
non sono affatto interessati alla protezione degli elbani.
Sintetizzando, si potrebbe dire che amano l'Elba e odiano gli
elbani.
Non si
spiegherebbero altrimenti le numerose calate di tutti i grossi
calibri, da Martini a Franci, da Conti a Frontera, sull'isola a
discutere solo ed esclusivamente (ossessivamente) di difesa del
territorio, mentre ci mandano acqua che rischia di rovinarci la
salute. C'è veramente da chiedersi con chi abbiamo a che fare e
se non ci convenga essere un tantino preoccupati.
A prima vista,
hanno l'atteggiamento di chi, sentendosi superiore, ondeggia tra
l'arroganza e il paternalismo venato di razzismo, che ricorda
quello degli intellettuali tedeschi del '700 nei bassi napoletani,
non avendone però la cultura e lo spessore. Conti non è Goethe.
O no? Basta sentirli parlare, alcuni di loro, e ti chiedi dove
prendano mai il coraggio di ergersi a maestri.
Sembrano raccattati
in un mercato rionale. Sarebbe giunto il momento che fosse fatto
capire loro civilmente e legalmente, ma anche decisamente, che non
possono continuare su questa strada (i nostri cugini corsi, con
sistemi certamente sbagliati, lo avrebbero già fatto).
E che dire dei
sindaci elbani, massime autorità comunali in materia di sanità
(5 di loro sono addirittura medici), che non aprono bocca ? E che
dire del dipartimento prevenzione dell'Asl dell'Elba, che non fa
le analisi sul boro, e che dire della Comunità montana dell'Elba
che fino ad adesso ha fatturato acqua di dubbia potabilità come
acqua potabile?
I cittadini elbani
che si renderanno conto di aver pagato, per anni, per potabile
un'acqua addirittura pericolosa hanno tutto il diritto di chiedere
che vengano accertate eventuali responsabilità penali, in
riferimento a possibili danni alla salute, e di chiedere pure che
venga loro rimborsato quanto ingiustamente pagato.
Il Movimento Elba
2000, nei prossimi giorni, cercherà di verificare se esistono le
condizioni per la costituzione di un comitato che, appoggiandosi
ad un'associazione nazionale per la difesa dei consumatori, faccia
chiarezza su tutti gli aspetti di questa sconcertante vicenda.
Elba
2000 - Movimento in difesa dei diritti elbani
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