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Ancora episodi di
pesca illegale
La Guardia di
Finanza ha pizzicato alcuni bracconieri del mare. E' stato infatti
fermato dai finanzieri un peschereccio, tra Montecristo e il
Giglio, a bordo del quale sono stati trovati molti esemplari di
pesce spada decisamente sotto misura...
La squadriglia
navale della Guardia di Finanza di Portoferraio ha compiuto in
questi giorni una importante operazione contro i bracconieri del
mare. E' stato infatti fermato un peschereccio con a bordo 30
pesci spada sottotaglia (solo 34 kg. in tutto) che operava nel
tratto di mare tra l'isola di Montecristo e il Giglio.
| I
pescatori sono stati denunciati all'autorità giudiziaria e
il pescato frutto della battuta di pesca abusiva è stato
donato ad una casa di riposo di Portoferraio. |

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L'operazione delle
Fiamme Gialle ha interrotto una pesca al pesce spada novello che
purtroppo viene ancora praticata abusivamente nell'Arcipelago
Toscano, anche se la legge dice in modo esplicito che sono vietati
la pesca e il commercio allo stato fresco del pesce spada novello
durante i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre.
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La
taglia minima fissata per il pesce spada è di 140
centimetri ed i pescatori che catturano esemplari sotto
taglia danneggiano tutti gli altri loro colleghi oltre che
l'ecosistema marino. |
Pescando pesce non
ancora cresciuto infatti si provoca un danno ambientale drammatico
che secondo le associazioni ambientaliste sta mettendo addirittura
a rischio la sopravvivenza dello spada nel Mediterraneo.
"Vogliamo
ringraziare - dice ad esempio in proposito Legambiente - la
Squadriglia navale della Guardia di Finanza alla quale vanno i
nostri complimenti per questa decisa azione in difesa del mare e
della legalità. La nostra soddisfazione nell'apprendere il fermo
dei bracconieri del mare è molta perché, appena qualche giorno
fa, abbiamo lanciato un
appello
contro la pesca illegale al pesce spada ed ai crostacei con le
uova (anche quest'ultima una pesca severamente proibita) ed al
bracconaggio notturno subacqueo con autorespiratori".
"Tutte queste
- prosegue il Cigno Verde - sono attività di pesca illegali,
praticate da dilettanti e professionisti senza scrupoli, che
danneggiano fortemente i pescatori professionisti onesti e
foraggiano un commercio abusivo di pesce sottotaglia e crostacei
nella fase di deposizione delle uova, con un forte danno per
l'economia ittica e per il mantenimento ed il rinnovo degli stock
di pesca".
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