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Anno III - numero 116 - Sabato 11 Ottobre 2003 |
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Ancora episodi di
pesca illegale
La Guardia di Finanza ha pizzicato alcuni bracconieri del mare. E' stato infatti fermato dai finanzieri un peschereccio, tra Montecristo e il Giglio, a bordo del quale sono stati trovati molti esemplari di pesce spada decisamente sotto misura... La squadriglia navale della Guardia di Finanza di Portoferraio ha compiuto in questi giorni una importante operazione contro i bracconieri del mare. E' stato infatti fermato un peschereccio con a bordo 30 pesci spada sottotaglia (solo 34 kg. in tutto) che operava nel tratto di mare tra l'isola di Montecristo e il Giglio.
L'operazione delle Fiamme Gialle ha interrotto una pesca al pesce spada novello che purtroppo viene ancora praticata abusivamente nell'Arcipelago Toscano, anche se la legge dice in modo esplicito che sono vietati la pesca e il commercio allo stato fresco del pesce spada novello durante i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre.
Pescando pesce non ancora cresciuto infatti si provoca un danno ambientale drammatico che secondo le associazioni ambientaliste sta mettendo addirittura a rischio la sopravvivenza dello spada nel Mediterraneo. "Vogliamo ringraziare - dice ad esempio in proposito Legambiente - la Squadriglia navale della Guardia di Finanza alla quale vanno i nostri complimenti per questa decisa azione in difesa del mare e della legalità. La nostra soddisfazione nell'apprendere il fermo dei bracconieri del mare è molta perché, appena qualche giorno fa, abbiamo lanciato un appello contro la pesca illegale al pesce spada ed ai crostacei con le uova (anche quest'ultima una pesca severamente proibita) ed al bracconaggio notturno subacqueo con autorespiratori". "Tutte queste - prosegue il Cigno Verde - sono attività di pesca illegali, praticate da dilettanti e professionisti senza scrupoli, che danneggiano fortemente i pescatori professionisti onesti e foraggiano un commercio abusivo di pesce sottotaglia e crostacei nella fase di deposizione delle uova, con un forte danno per l'economia ittica e per il mantenimento ed il rinnovo degli stock di pesca". |
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