Anno III - numero 116 - Sabato 11 Ottobre 2003

 

 

La settimana

 

Comuni elbani ancora sulla graticola  
 

L'architetto che... divide
 

Primo piano

 

Scuola e lavoro in un tour elbano della Provincia  
 

"Nessuna confusione a Rio Marina"
 

Cronaca

 

Portoferraio contro la Provincia sull'urbanistica  
 
Portoferraio: critiche alla giunta dalla minoranza
 

Cgil verso lo sciopero generale
 

Provenzali: si rispetti l'autonomia dei comuni
 

La verità sui prezzi
 

La questione morale
 

L'Udc: il Comune unico sarebbe uno sbaglio
 
A quando il catasto delle aree incendiate?
 

Brevi dall'Elba
 

Cultura e Società

 

La sanità elbana per una volta brilla

 

 
Libri per promuovere il turismo dalla Germania
 
Ancora episodi di pesca illegale
 

La Toscana e l'oro blu
 

Vela: l'Elba regala l'iride a Cheyenne
 

Alberghi galleggianti
 

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La questione morale

Nuovo intervento di Danilo Alessi sul difficile momento che le istituzioni elbane stanno attraversando. La crisi riguiarda soprattutto il centro destra dato che esso ha in mano quasi tutte le leve del potere locale. Secondo Alessi però bisogna voltar pagina e la diffusa presa di coscienza da parte dei cittadini fa ben sperare...

di Danilo Alessi

Dice Ageno che bisogna ritirare fuori dal cassetto "le mutande di bandone" ma non dice chiaramente perché e nei confronti di chi. Sostiene Barbetti che la gita in elicottero a Pianosa era giustificata da "motivazioni di carattere istituzionale", ma a distanza di due mesi dalla denuncia, pur sollecitato, non ha ancora spiegato quali fossero, né quale ruolo avesse il quartetto volante.

Dichiara Bosi che "forse in Comunità ci sarà qualche mela marcia", ma non precisa quale (solo Febbo?) ed afferma che se nel suo comune è avvenuto qualcosa nel periodo commissariale, "è colpa di chi ha fatto arrivare il commissario", che, per analogia, vuol dire che se in Comunità montana è successo qualcosa la colpa è di chi ha nominato il presidente, Bosi compreso.

Messaggi in codice, risposte evasive, comportamenti ambigui che mal di conciliano con chi ricopre incarichi istituzionali ed ha responsabilità di governo. Se poi aggiungiamo la melassa informe di insinuazioni e di minacce neppure tanto velate che proviene dalla folta fauna forzaitaliota e dintorni, il quadro appare davvero preoccupante e non fa ben sperare per il futuro di quest'isola.

A meno che, come molti segnali sembrano indicare, lo sconcerto e l'indignazione di tanti cittadini non si traduca in una forte e motivata risposta politica, capace di creare le condizioni di una alternativa vincente nei confronti del berlusconismo locale e di "foravia".

Il centrodestra elbano è in profonda crisi e un naturale conflitto interno si è ormai trasformato in guerra per bande. In questi anni di gestione del potere locale in quasi tutte le amministrazioni elbane si è abbassata la guardia nei confronti dell'inquinamento affaristico con le conseguenze che tutti conosciamo.

Quando non si consente, come è accaduto in Comunità montana e al comune di Portoferraio, la più ampia trasparenza degli atti e, addirittura, si nega il diritto alla partecipazione (emblematico l'episodio della Commissione urbanistica del capoluogo elbano), la democrazia entra in sofferenza e si indebolisce la difesa degli anticorpi al malaffare.

Non basta riaffermare l'onestà degli amministratori, perché ciò dovrebbe essere cosa scontata e ovvia. Occorre agire senza dare adito ad alcun sospetto e assumere la questione morale come la più importante delle battaglie che bisogna condurre e vincere con gli strumenti della politica.

L'Elba, nonostante tutto, ce la può fare. Deve farcela, contro chi pensa di cavarsela dando la colpa al "polverone mediatico" confondendo così la causa con l'effetto, e per chi invece vuole che il bisturi scavi fino in fondo per estirpare la malapianta dell'affarismo e ridare a quest'isola l'immagine pulita che si merita.

 

 

ElbaOggi

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