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"Nessuna
confusione a Rio Marina"
Stizzita risposta
del comune di Rio Marina all'ultima denuncia di Legambiente
riguardante uno strano affidamento dei lavori di ripristino
ambientale del dopo alluvione sulle aree ex minerarie, lavori che
secondo Legambiente avrebbero visto impegnata anche una ditta
senza titoli né esperienze specifiche
"Sui lavori
alle aree ex minerarie non esiste alcuna confusione, se non nella
mente degli esponenti di Lagambiente, nuovi Scherlock Holmes di
tutto quanto accade all'Elba". E' tagliente nella sua sua
risposta a Legambiente il senatore Francesco Bosi, sindaco di Rio
Marina dal 2001 oltre che sottosegretario alla Difesa.
"I lavori per
la messa in sicurezza ed il recupero geomorfologico ed ambientale
di questo territorio - prosegue la nota del comune riomarinese in
risposta agli ambientalisti - sono finanziati dal Ministero
dell'Ambiente, e realizzati dal Commissario straordinario nominato
dal Ministero dell'Interno, Dipartimento della Protezione Civile,
a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza decretata
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri".
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Francesco
Bosi |
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Naturalmente
stiamo parlando dei lavori di ripristino idrogeologico fatti
sulle miniere di Rio Marina a seguito dell'alluvione dello
scorso anno e della piccola indagine, della quale parliamo
nella pagina precedente, fatta da Legambiente Arcipelago
Toscano su... qualche strana ditta che si sarebbe vista
affidare quantomeno una parte dei lavori. |
Il Comune dei Rio
Marina, appena comparsa la "denuncia" di Legambiente sui
quotidiani locali, si era affrettato con uno stringato comunicato
per chiamarsi fuori dalla vicenda, sottolineando di non aver mai
avuto rapporti di alcun genere con le ditte in questione.
Comune che per
altro mette in evidenza adesso anche "il ruolo del Demanio,
in quanto proprietario dell'intero vastissimo Compendio minerario,
nell'esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria e nella rimozione delle situazioni di pericolo, ove
queste si manifestino. Tutto ciò, a maggior ragione, ove si
verifichino eventi di eccezionale gravità come quelli alluvionali
dello scorso anno, che hanno richiesto interventi di somma
urgenza".
"Continua a
meravigliare il fatto - si legge ancora nella nota del comune -
che, dopo oltre vent'anni di totale abbandono del Compendio
minerario elbano, e altrettanti di silenzio, le associazioni
ambientaliste ed alcuni organi d'informazione si mobilitino
proprio nel momento in cui si svolgono importanti interventi di
messa in sicurezza e di recupero ambientale, che dovrebbero semmai
essere salutati con viva soddisfazione da tutti".
"Come già
puntualizzato - conclude - nel comunicato di ieri, comunque,
l'Amministrazione comunale non ha nessun ruolo nella scelta delle
aziende chiamate a svolgere gli interventi straordinari suddetti,
e neppure funzioni di supervisione od ispezione sugli stessi".
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