Anno III - numero 108 - Sabato 9 Agosto 2003

 

 

La settimana

 

Elba ferita dalle fiamme  
 

Se in fumo ci va l'economia...
 

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Comunità Montana nella bufera  
 
Piove ancora... sulla giunta di Portoferraio
 

Rifiuti: si va verso una soluzione
 

Cronaca

 

L'Elba dice sì all'area marina protetta  
 
Area marina protetta, i dubbi della Faita
 

Pesca in apnea: perché discriminarla?
 

Mai pescare pesci troppo piccoli!
 

Chi gestirà le secche della Meloria?
 

Giannutri è quasi salva
 

Che fatica essere isole!
 
Cronache... di mare e di terra
 

Brevi dall'Elba
 

Cultura e Società

 

Le Velone all'isola d'Elba

 

 
Un corso, in carcere, per aiutare i non vedenti
 
Un progetto per formare ristoratori
 

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Un corso, in carcere, per aiutare i non vedenti

Si tratta di una iniziativa rivolta ai reclusi del Carcere di Porto Azzurro. Operatore Informatico specialista in prodotti editoriali per non vedenti ed ipovedenti, questa sarà la qualifica. Il progetto è finanziato dalla Provincia di Livorno e lo gestirà il Cescot del Tirreno

Avrà inizio nei prossimi giorni il corso di formazione professionale per "Operatore Informatico specialista in prodotti editoriali per non vedenti ed ipovedenti". Si svolgerà presso la Casa di Reclusione di Porto Azzurro e coinvolgerà 13 detenuti.

Il progetto è finanziato dalla Provincia di Livorno, con il contributo del Fondo Sociale Europeo e della Regione Toscana e con il patrocinio del comune portoazzurrino. Sarà gestito dal Cescot del Tirreno in collaborazione con la Cooperativa San Giacomo, l'Unione Italiana Ciechi, la Società Braille gamma, l'Associazione Dialogo (volontariato carcerario), la Società San Vincenzo de Paoli.

Il corso, della durata di 390 ore, intende offrire una formazione di Operatore Informatico, qualifica prevista tra i profili professionali della Regione Toscana, per poi introdurre dei moduli di specializzazione per l'acquisizione delle competenze per realizzare prodotti editoriali rivolti a non vedenti.

L'idea progettuale nasce dalla necessità di formare personale in grado di soddisfare l'esigenza espressa dalle associazioni e società che si occupano delle problematiche relative ai ciechi e contemporaneamente offrire agli allievi la possibilità di essere inseriti in un contesto lavorativo all'interno del carcere, ma con carattere di "esternalizzazione" di servizi.

Tutto questo grazie all'apporto della Cooperativa San Giacomo, costituita per creare lavoro per i detenuti e favorire un reale rapporto di integrazione tra carcere e territorio. Il Responsabile della Cooperativa, dottor Zottola, ringrazia la Provincia di Livorno "per avere accolto la richiesta di finanziamento e fornito un concreto contributo attraverso l'erogazione di un corso di formazione che garantirà un lavoro stabile nel laboratorio informatico della Cooperativa a tutti i partecipanti che avranno acquisito le necessarie specifiche tecniche, un lavoro spendibile anche all'esterno".

L'assessore al lavoro ed alla formazione Paolo Nanni mette invece in evidenza come il corso "si inserisca in una iniziativa più generale di formazione, rivolta ai detenuti, che interessa i tre Istituti di pena del territorio provinciale e che negli ultimi anni ha consentito interventi significativi nel settore dell'edilizia, delle fonti energetiche alternative, del giardinaggio, della pesca, dell'alfabetizzazione informatica, della rilegatoria, della lavorazione della ceramica, dello smaltimento dei rifiuti e di molti altri ancora".

"Questo sforzo - ha aggiunto Nanni - è integrato anche dalla sperimentazione di nuove forme di intervento da realizzare nell'ambito del progetto Equal che, come è noto, riguarda iniziative sperimentali per superare forme di emarginazione e di discriminazione nell'accesso al mercato del lavoro. Tra le varie categorie sociali interessate, quella dei detenuti sarà oggetto di particolari interventi da realizzare d'intesa con i carceri di Livorno, Porto Azzurro e Gorgona".

 

 

ElbaOggi

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