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Area marina protetta, i dubbi della Faita
Esprime timori e perplessità, in questo intervento, la Faita - Gruppo gestori campeggi Elba. I dubbi non riguardano la necessità di tutela dell'ambiente e del mare in particolare, tema invece su cui la
categoria è sempre stata a favore. I timori sono per il futuro del turismo se... si facesse qualche sbaglio
In occasione dell'ultima riunione della Comunità del Parco è stato raggiunto un accordo per l'istituzione dell'area marina protetta dell'Arcipelago. L'accordo ha coinvolto pure la Regione e le Province di
Grosseto e Livorno che, in un primo momento, si erano sentite escluse dal progetto.
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Quello dell'area marina protetta è uno dei due o tre "tormentoni" dell'estate elbana. Qualcuno si è già pronunciato nettamente a favore di questo progetto, mentre qualcuno ha manifestato
perplessità.
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Per quanto ci riguarda, in generale, riteniamo superfluo ribadire di nuovo l'importanza che riveste la tutela ambientale per una località turistico balneare come la nostra.
Siamo anche convinti che il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, che ci auguriamo riesca ad approvare in tempi brevi gli strumenti di programmazione territoriale previsti dalla vigente normativa (Piano e
Regolamento del Parco e Piano Pluriennale Socio Economico), possa davvero diventare il motore per uno sviluppo eco sostenibile della nostra economia turistica.
Nella fattispecie, però, dato che non si conoscono ancora né l'eventuale perimetrazione di quest'area, né, con esattezza, i vincoli che graverebbero su di essa (ci pare però di aver capito che potrebbe
essere inibita la navigazione a motore, qualunque fosse la classificazione dell'area, ai sensi dell'art. 19, punto e), L. 394/91) e dato che, comunque, si andrebbe ad intaccare sensibilmente la fruibilità del mare per tutti, residenti e turisti, siamo
alquanto perplessi circa l'opportunità di procedere ora alla sua istituzione.
Perché quello che stiamo attraversando non è certo uno dei momenti più favorevoli per la nostra industria turistica: stiamo già perdendo, per vari motivi, consistenti fasce di turismo giovanile, compresi i
gruppi scolastici (e i giovani di oggi sono anche i potenziali clienti di domani); stiamo perdendo, purtroppo, il turismo di fine settimana (coloro che passavano due o tre giorni all'Elba durante il week end), perché il costo del traghetto incide troppo
per chi vuole trascorrere all'Elba solo un paio di notti in campeggio, in appartamento o anche in albergo.
Quest'anno, purtroppo, abbiamo perso anche molti clienti tedeschi, per la grave crisi economica che, com'è noto, investe la Germania; stiamo perdendo poi interessanti opportunità di sviluppo offerte dalla
nautica da diporto, perché non riusciamo a progettare e costruire porti e approdi turistici decenti (a differenza di quanto accade lungo la costa continentale che ci fronteggia); stiamo perdendo pure le opportunità di crescita che avremmo qualora
riuscissimo a dotarci di un vero e proprio aeroporto.
In queste condizioni, non riusciamo proprio ad entusiasmarci per la possibilità che vengano posti ulteriori vincoli a mare, andando a colpire soprattutto la fascia di mercato rappresentata dai numerosi
possessori di piccole imbarcazioni, specie gommoni (utilizzati per andare alla scoperta di calette e insenature nascoste) e anche quella del "diving" (a tale proposito, sono sorte parecchie scuole, negli ultimi anni, e non pochi sono gli
appassionati che vengono all'Elba per praticarlo).
Poniamo questi problemi sul tappeto, anche perché è stato affermato, ripetutamente e da parte di tutti, e in varie sedi, che la tutela dell'ambiente deve andare di pari passo con la crescita economica, tanto
più in una zona, come la nostra, che non è lo Stelvio, ma una delle più rinomate località, in Europa, per il turismo balneare. A meno che non si ritenga opportuno ridurre ulteriormente i flussi turistici verso l'Elba (con inevitabile declino del
reddito e dell'occupazione).
Per concludere, e in subordine, se proprio si dovrà andare inevitabilmente verso l'istituzione di un'area marina protetta, ci auguriamo che i comuni elbani, in questo iter che è stato appena concordato,
abbiano un ruolo attivo, presentando proposte che dovrebbero comunque coinvolgere limitate porzioni di mare. E ci auguriamo inoltre che tutte le zone perimetrate vengano classificate come zone C, cioè quelle in cui i vincoli sono minori.
Faita - Gruppo gestori campeggi Elba
Il Presidente - Alberto Sparnocchia
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