Anno III - numero 108 - Sabato 9 Agosto 2003

 

 

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Elba ferita dalle fiamme  
 

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Elba ferita dalle fiamme

E' pesante il bilancio dell'incendio boschivo che ha colpito l'Elba sud occidentale in questo inizio di agosto 2003. Si parla di 800 ettari di territorio percorsi dal fuoco. E' andata perduta soprattutto macchia mediterranea, ma la ferita riguarda anche boschi e alberi di alto fusto. Ora è caccia agli incendiari, poiché il rogo ha certamente una origine dolosa

"Occorre un sussulto civile, bisogna isolare e denunciare questi terroristi del fuoco, identificarli e metterli in condizioni di non nuocere. Gli elbani difendano il loro ambiente e la loro economia collaborando con le forze dell'ordine, denunciando ogni comportamento sospetto. Bisogna poi che i comuni ed il Parco Nazionale avviino una campagna informativa efficace e adottino tutte le misure previste dalla legge, compreso il catasto dei terreni percorsi dagli incendi, per scoraggiare in ogni modo l'azione dei criminali e le loro mire sul territorio".

Questo il commento di Legambiente Arcipelago Toscano all'indomani del disastroso incendio che ha colpito l'Elba sud occidentale ed ha ridotto in cenere 650 ettari tra bosco e macchia mediterranea.

Una ferita profonda dunque che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di persone all'Elba in questo inizio di agosto. Un vicenda inoltre che ha anche visto impegnati, con ammirevole generosità, centinaia di volontari che in tutti modi hanno cercato di contrastare le fiamme assieme ai Vigili del Fuoco ed alla Guardia Forestale. Intervenuti, naturalmente anche gli elicotteri anti incendio e gli aerei Canadair, la cui opera è stata preziosa per lo spegnimento del grande rogo.

L'incendio ha interessato gran parte del territorio comunale di Campo nell'Elba e un po' anche quello di Marciana. Tre giorni di dolore a vedere i secolari castagni marcianesi che andavano a fuoco, oppure i boschi del Monte Perone e la macchia che cinge il Monte Capanne.

Questa infatti è la zona dell'incendio, di fatto le fiamme sono arrivate fino a Pomonte e nella zona di Vallebuia si è temuto per le abitazioni tanto che non poche sono state fatte evacuare nella notte "più a rischio", tra di esse anche una Casa vacanze.

A fuoco spento adesso si discute sulle cause, certamente dolose dato che sono stati trovati gli inneschi usati per far partire l'incendio, congegni per altro piuttosto ben fatti, quasi sofisticati. Naturalmente si dà la caccia ai responsabili, ma il quesito principale a questo punto è: si tratta di piromani psicopatici o c'è dietro una precisa strategia?

"Non può che essere opera di un pazzo criminale malato di mente" dice Ruggero Barbetti, commissario del Parco Nazionale. "Non può essere elbano - aggiunge il commissario - chi ha architettato un danno così grande al territorio dove è nato e dove vive". Non tutti però sono convinti di questo, anzi sono molti coloro che propendono per l'ipotesi che all'origine di incendi devastanti come questo ci sia in realtà un disegno preciso ed organizzato.

Tra di essi pare esserci anche Stefano Boco, capogruppo dei Verdi al Senato, che ha presentato una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio e al Ministero dell' Ambiente proprio sull'incendio dell'Elba.

E dai Verdi ci giunge anche l'intervento che meglio pone l'accento sulla questione... "Sta diventando assordante - scrivono - il silenzio del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, istituzione che ha visto andare in fumo gran parte della propria ricchezza ambientale. Abbiamo alcune domande da fare al Parco: perché le zone tagliafuoco non erano state predisposte? L'unica fatta bene che c'era ha retto!

"C'era o no - continuano i Verdi - (e se c'era, era operativo?) un piano di pulizia del sottobosco? E sopratutto, esiste un progetto complessivo, serio e concreto di manutenzione del bosco nelle isole del Parco? Già altre volte avevamo sottolineato questo, lamentando lo stato di degrado del patrimonio boschivo e affermando come oggi i boschi, specie all'Elba, rappresentino delle vere e proprie bombe a orologeria, in mancanza di piano di recupero e manutenzione. Un Parco dimezzato, senza un presidente e una giunta nel pieno dei propri poteri è in grado di essere operativo quanto serve?"

 

 

ElbaOggi

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