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La Faita: che c'entra il turismo con il canile?
Scherza con il fuoco chi parla di un boicottaggio del turismo elbano. E' questo il messaggio che lancia la Faita, Gruppo gestori campeggi elba, commentando quanto detto nelle settimane scorse da alcuni
animalisti per far pressioni sugli amminstratori elbani riguardo alla vicenda del canile
Non bastava che certi gruppi ambientalisti approfittassero dell'evento calamitoso del 4 settembre per rafforzare quello che già da tempo andavano dicendo, vale a dire che l'Elba sta affogando nel cemento,
danneggiando ulteriormente l'immagine della nostra isola (ci vorranno anni, milioni di euro, tanti sacrifici e un po' di fortuna per recuperarla).
Non bastava che, in quella tragica occasione, i corrispondenti dei maggiori quotidiani nazionali venissero accompagnati per mano in zone mirate per accreditare la tesi del cemento come unico e autentico
responsabile dell'alluvione, mentre i tecnici della Comunità Montana hanno pubblicamente dimostrato che le vere cause sono state soprattutto l'incuria nella pulizia dei fossi e dei boschi e l'abbandono delle campagne.
Non bastava che certe immagini trasmesse dalle televisioni di mezzo mondo e i servizi comparsi sulla stampa italiana ed estera abbiano di fatto decretato la fine della stagione turistica il 4 settembre, con un
danno ingente per la nostra economia. E ancora: non bastava che, per effetto di questa campagna denigratoria, maturasse in molti la convinzione, ad ogni livello, che gli elbani siano gli unici responsabili di quanto accaduto e pertanto non dovranno essere
indennizzati.
Sarà veramente per questo che la pubblica calamità non è ancora stata dichiarata dal governo? Sono passati due mesi, ormai. E se questo provvedimento non sarà approvato nessuna azienda, nessun privato
cittadino e nessun ospite potranno essere indennizzati per i danni subiti, così come gli enti locali non potranno essere beneficiari di stanziamenti adeguati per le necessarie opere di sistemazione e ripristino (sono solo di pochi giorni fa le
preoccupazioni esternate, a tale proposito, dal vice-prefetto).
No, tutto questo effettivamente non bastava. Mancava la ciliegina sulla torta. Ora, finalmente, è arrivata: un gruppo di animalisti - turisti, composto da abituali frequentatori dell'Elba, ha inviato una nota
ai vari organi d'informazione locale, in cui riferendosi ai noti fatti del canile, sostiene che: "se le autorità elbane non prenderanno i dovuti provvedimenti affinché questa scandalosa, incresciosa situazione abbia a cessare, scateneremo la nostra
fantasia e le nostre forze e faremo tutto ciò che la nostra immaginazione ci detterà: attiveremo i media e tutte le reti informatiche internazionali che puniscono con il boicottaggio del turismo coloro che calpestano i diritti degli uomini e degli
animali."
Qualsiasi persona ragionevole, naturalmente, auspica che venga trovata una soluzione al problema del canile. Non si tratta però dell'unico problema e neanche del più grosso, anche se non ci pare che si sia
mai verificata una simile mobilitazione su altri problemi: ad esempio, non c'è stata quando nuclei familiari prima ospitati, in condizioni assai precarie, alla Falconetta sono stati trasferiti in baracche in località Orti, così come non c'è stata sul
problema dell'assistenza agli anziani o sul problema della sanità.
Ma questi signori si rendono conto che stanno scherzando con il fuoco? Si rendono conto che le 30.000 persone che vivono all'Elba sono quasi tutte impegnate nel turismo, come imprenditori, come dipendenti,
come locatori d'immobili, ecc., e che il turismo, dunque, rappresenta la nostra unica fonte di vita, da cui dipende la sopravvivenza nostra e dei nostri figli?
Noi dubitiamo di questo, come dubitiamo che questi signori si rendano conto che, in una moderna democrazia rappresentativa, sono altri e di ben diversa natura gli strumenti che si devono utilizzare nelle
battaglie, pur sacrosante, a tutela dei diritti civili. Se vogliono avere la nostra simpatia e la nostra solidarietà, non devono quindi disturbare il sacrosanto lavoro degli altri. Ci permettiamo pure di dubitare che colui che non è capace di provare
comprensione per un essere umano possa riuscire a provarne per un animale.
Faita - Gruppo gestori campeggi Elba
Il Presidente
Alberto Sparnocchia
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