Anno II - numero 73 di venerdì 8 novembre 2002   

 

 

La settimana

 

Enti a confronto sulle politiche del territorio  
 

Aeroporto elbano verso un futuro di sviluppo
 

Primo piano

 

La Faita: che c'entra il turismo con il canile?  
 
Agli albergatori piace Navielba
 

E... sulla nuova compagnia via libera anche dalla Faita
 

Cronaca

 

Parco Marino: ci sono voci contrarie  
   
Parco: critiche dei DS a Matteoli
 

Turismo in pullman: un comparto da sviluppare
 

Mulino a vento: lavori regolari?
 

Wwf: la sentenza del Tar su Campo non è a favore del comune
 
Portoferraio: minoranza d'assalto
 

I sindaci elbani decidono le politiche sociali
 

Costume e Società

 

Prezzo amico: ecco i dati sulle adesioni  
 
Portoferraio stanzia contributi per la scuola
 
Campagna per la donazione del sangue
 

Iniziata la stagione teatrale di Portoferraio

 

 

Numero arretrato

La Faita: che c'entra il turismo con il canile?

Scherza con il fuoco chi parla di un boicottaggio del turismo elbano. E' questo il messaggio che lancia la Faita, Gruppo gestori campeggi elba, commentando quanto detto nelle settimane scorse da alcuni animalisti per far pressioni sugli amminstratori elbani riguardo alla vicenda del canile

Non bastava che certi gruppi ambientalisti approfittassero dell'evento calamitoso del 4 settembre per rafforzare quello che già da tempo andavano dicendo, vale a dire che l'Elba sta affogando nel cemento, danneggiando ulteriormente l'immagine della nostra isola (ci vorranno anni, milioni di euro, tanti sacrifici e un po' di fortuna per recuperarla).

Non bastava che, in quella tragica occasione, i corrispondenti dei maggiori quotidiani nazionali venissero accompagnati per mano in zone mirate per accreditare la tesi del cemento come unico e autentico responsabile dell'alluvione, mentre i tecnici della Comunità Montana hanno pubblicamente dimostrato che le vere cause sono state soprattutto l'incuria nella pulizia dei fossi e dei boschi e l'abbandono delle campagne.

Non bastava che certe immagini trasmesse dalle televisioni di mezzo mondo e i servizi comparsi sulla stampa italiana ed estera abbiano di fatto decretato la fine della stagione turistica il 4 settembre, con un danno ingente per la nostra economia. E ancora: non bastava che, per effetto di questa campagna denigratoria, maturasse in molti la convinzione, ad ogni livello, che gli elbani siano gli unici responsabili di quanto accaduto e pertanto non dovranno essere indennizzati.

Sarà veramente per questo che la pubblica calamità non è ancora stata dichiarata dal governo? Sono passati due mesi, ormai. E se questo provvedimento non sarà approvato nessuna azienda, nessun privato cittadino e nessun ospite potranno essere indennizzati per i danni subiti, così come gli enti locali non potranno essere beneficiari di stanziamenti adeguati per le necessarie opere di sistemazione e ripristino (sono solo di pochi giorni fa le preoccupazioni esternate, a tale proposito, dal vice-prefetto).

No, tutto questo effettivamente non bastava. Mancava la ciliegina sulla torta. Ora, finalmente, è arrivata: un gruppo di animalisti - turisti, composto da abituali frequentatori dell'Elba, ha inviato una nota ai vari organi d'informazione locale, in cui riferendosi ai noti fatti del canile, sostiene che: "se le autorità elbane non prenderanno i dovuti provvedimenti affinché questa scandalosa, incresciosa situazione abbia a cessare, scateneremo la nostra fantasia e le nostre forze e faremo tutto ciò che la nostra immaginazione ci detterà: attiveremo i media e tutte le reti informatiche internazionali che puniscono con il boicottaggio del turismo coloro che calpestano i diritti degli uomini e degli animali."

Qualsiasi persona ragionevole, naturalmente, auspica che venga trovata una soluzione al problema del canile. Non si tratta però dell'unico problema e neanche del più grosso, anche se non ci pare che si sia mai verificata una simile mobilitazione su altri problemi: ad esempio, non c'è stata quando nuclei familiari prima ospitati, in condizioni assai precarie, alla Falconetta sono stati trasferiti in baracche in località Orti, così come non c'è stata sul problema dell'assistenza agli anziani o sul problema della sanità.

Ma questi signori si rendono conto che stanno scherzando con il fuoco? Si rendono conto che le 30.000 persone che vivono all'Elba sono quasi tutte impegnate nel turismo, come imprenditori, come dipendenti, come locatori d'immobili, ecc., e che il turismo, dunque, rappresenta la nostra unica fonte di vita, da cui dipende la sopravvivenza nostra e dei nostri figli?

Noi dubitiamo di questo, come dubitiamo che questi signori si rendano conto che, in una moderna democrazia rappresentativa, sono altri e di ben diversa natura gli strumenti che si devono utilizzare nelle battaglie, pur sacrosante, a tutela dei diritti civili. Se vogliono avere la nostra simpatia e la nostra solidarietà, non devono quindi disturbare il sacrosanto lavoro degli altri. Ci permettiamo pure di dubitare che colui che non è capace di provare comprensione per un essere umano possa riuscire a provarne per un animale.

Faita - Gruppo gestori campeggi Elba

Il Presidente

Alberto Sparnocchia

 

 

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