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Prime difficoltà al Gal sui finanziamenti europei
Non si costituisce la nuova società, il centrodestra prende tempo. Comuni ed associazioni di categoria protestano per un quadro 'partitico' e minacciano l'uscita. Il frutto avvelenato del colpo di mano nella
nomina del Cda del Gal leader II all'origine della vicenda
di Sergio Rossi
Si è tenuta nei giorni scorsi, a Portoferraio, la riunione che doveva sancire la costituzione della nuova Società Leader Plus, deputata alla gestione d'importanti correnti di finanziamenti europei a favore delle zone
rurali. L'iniziativa era organizzata dall'assessore all'Agricoltura della Provincia di Livorno Franco Franchini che ospitava i convenuti nella Sala della Provincia di Viale Manzoni.
Sembrava si fosse giunti al termine di un percorso che partiva da un protocollo d'intesa che era stato promosso dalle Province di Pisa e Livorno, e siglato dai comuni pisani interessati, da quelli di Bibbona,
Castagneto, Sassetta e Suvereto e dal GAL in rappresentanza di tutta l'Isola d'Elba.
Invece nel corso della riunione il nuovo C.d.A. del GAL (di nomina esclusiva del centrodestra) che è intervenuto con la Presidente Mancuso e con il consigliere Landi, ha preso tempo sostenendo la necessità di
approfondire la conoscenza del Piano di Azione Locale.
Ma l'intervento di Piero Landi ha provocato una sorta di reazione da parte delle Associazioni di Categoria presenti che hanno rimarcato la necessità che il GAL risulti un'espressione reale del territorio superando la
rappresentanza decisamente partitica del suo attuale C.D.A.
Le associazioni hanno anche paventato la possibilità di perdere l'occasione di entrare entro 30 giorni nella nuova società, che potrebbe avere per effetto negativo la non fruizione da parte dell'Elba di importanti
finanziamenti comunitari fino al 2007. Molto preoccupato anche l'assessore Franchini per la piega conclusiva della riunione che aveva promosso.
"Emergono - ha detto - nuove divisioni che non giocano a favore dello sviluppo di questo territorio - condivido le indicazioni delle categorie economiche e della stessa A.P.T. E' necessario trovare una
rappresentanza che tenga conto delle diverse istanze e necessità dell'intero comprensorio insulare. I presupposti almeno tecnici ci sono, stando alla eccellente valutazione che tutti i presenti hanno dato del lavoro svolto dallo staff tecnico del Gal,
impegnato dalle province nella esecuzione del nuovo piano, occorre però superare gli ostacoli politici".
Pare quindi giunto a maturazione il primo frutto avvelenato del colpo di mano con cui, qualche settimana una parte del centrodestra determinò un'elezione di un Consiglio di Amministrazione monolitico e bulgaro.
Ed appare superato anche il tentativo del nuovo presidente della C.M. Febbo di lanciare una ciambella di salvataggio, vista l'impossibilità di allargare il numero dei componenti del C.d.A del Gal, e la volontà di
alcune amministrazioni ed associazioni di non starci più al gioco uscendo clamorosamente dallo stesso GAL, se non si ricreerà un quadro di rappresentanza reale.
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