Anno II - numero 45 di sabato 2 marzo 2002   

   

La settimana

 

Parco: ultimi giorni della presidenza Tanelli  
 

Parco: Ruggero Barbetti il prossimo presidente?
 

Primo piano

 

Rio Marina: in corteo contro l'intolleranza  
 
Comunità montana vince la disputa con il Cigri
 

Piccole isole crescono
 

Cronaca

 

Rinnovato il Consiglio di amministrazione del Gal  
 

Portoferraio: un convegno sull'elettrosmog
 

Canile: convocata la Conferenza dei sindaci
 

Spiaggia di Cavo: il WWF sarà parte civile
 

Firenze: un convegno sul sociale in Toscana
 

Eraldo Venturi viene ora dato per disperso
 
Portoferraio: sarà ristrutturata la Gattaia
 

Un ospedale di cui gli elbani devono essere fieri
 

Cultura e società

 

Sa di mare e di sole il nuovo video del Parco  
 
L'applauso degli studenti elbani per Artuà
 

Portoferraio celebra... l'altra metà del cielo
 

Se la coppia scoppia, dal web l'aiuto per divorziare
 
 

Mascalzone Latino va in Nuova Zelanda

 

 
 

Numero arretrato

L'applauso degli studenti elbani per Artuà

I detenuti di Porto Azzurro si sono raccontati in questo spettacolo che loro stesso hanno portato in scena a Portoferraio, al Teatro dei Vigilanti, il 24 ed il 25 febbraio. La seconda delle due rappresetazioni è stata tutta per i ragazzi delle quinte classi degli istituti superiori della città

"Artuà", E' questo il titolo dello spettacolo che si è tenuto il 24 e 25 febbraio al teatro dei Vigilanti, messo in scena, con la regia di Manola Scali, dalla Compagnia "Il Carro di Tespi" del carcere di Porto Azzurro.

I detenuti oltre a recitare nei panni di loro stessi, hanno dato vita al copione con la collaborazione dei loro insegnanti (tra cui la professoressa Licia Baldi), alcuni dei quali svolgono volontariato al carcere, dando così ai reclusi l'opportunità di dedicarsi ad attività che li arricchiscono, rompendo la monotonia della loro vita.

La mattina del 25 hanno assistito allo spettacolo gli alunni delle classi quinte di tutti gli istituti superiori dell'isola, che, partiti pieni di pregiudizi, si sono poi lasciati trasportare e catturare dalle vicende recitate da questi attori improvvisati, che hanno saputo regalare loro sensazioni ed emozioni profonde che spesso nemmeno i veri attori sanno dare.

Attraverso questo spettacolo, i carcerati hanno voluto far capire agli interlocutori, come vivono adesso la loro vita, sottoposti a rigidi regolamenti, nell'attesa di ricevere una visita troppo breve, una lettera, una telefonata dai loro cari, aspettando che la giornata passi e che ne ricominci un'altra uguale alla precedente, aspettando quel fatidico giorno che ridarà loro la libertà.

Nella recita, alla fine, a uno dei protagonisti vengono concessi cinque giorni di permesso per andare a trovare i suoi familiari, grazie alla buona condotta tenuta durante la sua permanenza in carcere, e durante il viaggio incontra due ragazze prevenute nei suoi riguardi, simbolo di una società pronta a puntare il dito e a giudicare.

Gli "attori" per poter rappresentare liberamente il loro spettacolo, hanno dovuto sacrificare i giorni di licenza a loro concessi, invece di andar a trovare i loro parenti, affrontando inoltre con molto coraggio anche un giovane pubblico difficile da conquistare, ripagati però alla fine da un grande successo e da un applauso pieno di calore.

Elisa Bisso

Veronica Aprea

 

 

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