Anno II - numero 45 di sabato 2 marzo 2002   

   

La settimana

 

Parco: ultimi giorni della presidenza Tanelli  
 

Parco: Ruggero Barbetti il prossimo presidente?
 

Primo piano

 

Rio Marina: in corteo contro l'intolleranza  
 
Comunità montana vince la disputa con il Cigri
 

Piccole isole crescono
 

Cronaca

 

Rinnovato il Consiglio di amministrazione del Gal  
 

Portoferraio: un convegno sull'elettrosmog
 

Canile: convocata la Conferenza dei sindaci
 

Spiaggia di Cavo: il WWF sarà parte civile
 

Firenze: un convegno sul sociale in Toscana
 

Eraldo Venturi viene ora dato per disperso
 
Portoferraio: sarà ristrutturata la Gattaia
 

Un ospedale di cui gli elbani devono essere fieri
 

Cultura e società

 

Sa di mare e di sole il nuovo video del Parco  
 
L'applauso degli studenti elbani per Artuà
 

Portoferraio celebra... l'altra metà del cielo
 

Se la coppia scoppia, dal web l'aiuto per divorziare
 
 

Mascalzone Latino va in Nuova Zelanda

 

 
 

Numero arretrato

Parco nazionale: ultimi giorni della presidenza Tanelli

Nostra intervista al professor Giuseppe Tanelli, primo presidente del Parco nazionale dell'arcipelago toscano, ormai giunto al termine del suo mandato. Un bilancio di questi cinque anni alla guida del più grande parco marino d'Europa. Ha dovuto lottare per guadagnare il consenso di una popolazione ostile alla istituzione dell'area protetta Il presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano

Giuseppe Tanelli giunge dunque al termine del suo mandato. Il 5 marzo è la data di scadenza di questa che è stata la prima presidenza del più grande parco marino d'Europa, una presidenza segnata soprattutto dalla necessità di acquisire il consenso delle popolazioni locali che venivano da anni di proteste e di manifestazioni di piazza nelle quali si diceva no alla istituzione dell'area protetta.

Una presidenza molto politica dunque che ha dovuto riportare la pace sociale nell'arcipelago. Il presidente, geologo e docente dell'Università di Firenze ha diffuso in questi giorni, oltre ad una lettera di commiato, anche la sua relazione di bilancio di questi suoi anni alla guida del parco.

Giuseppe Tanelli

Per quanto ci riguarda lo abbiamo anche intervistato in modo da riassumere in un modo più informale una sorta di bilancio di questi anni, cominciando dai problemi che ha dovuto risolvere...

"I problemi - ha risposto il professor Tanelli - consistevano innanzitutto nello strutturare l'Ente, quindi trovare i finanziamenti, le persone con cui lavorare e gli spazi in cui lavorare, organizzare tutto insomma. Va aggiunto che partivamo in un contesto generale di non accettazione del parco, cosa che ha creato non poche difficoltà. Ricorderete tutti le manifestazioni di protesta, addirittura un blocco ad un traghetto, i ricorsi al Tar dei Comuni... Quindi dovevamo anche dimostrare soprattutto con i fatti che il Parco non sarebbe stato quel "mostro" che veniva preannunciato, guadagnare quindi la partecipazione della società civile. Può essere perfino capitato quanto abbiamo fatto per ottenere il consenso abbia in qualche modo "deluso", magari per qualche ritardo, coloro che invece avevano lottato a favore dell'istituzione dell'Area protetta. Questo mi addolora ma occorre ricordare che un parco non deve essere un fine... ma un mezzo per diffondere la cultura del rispetto ambientale".

E le istituzioni?

E' cresciuta enormemente la partecipazione delle istituzioni alla vita del Parco. La consapevolezza del fatto che il bene primario di questa zona consista nella sua natura e nella necessità di preservarla è ormai cosa acquisita, e questo ritengo sia avvenuto anche grazie al parco. Del resto l'aerea protetta è ormai una realtà concreta ed accettata, ormai quasi completamente strutturata anche grazie all'ormai pronto Piano del parco e alla pianta organica formata grazie ai concorsi che sono stati fatti. -Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato situazioni di degrado a Lacona per le condotte dei liquami e per scarsa pulizia nei boschi... Lacona rappresenta un ecosistema importante, un sistema dunale prezioso e sono state molte le battaglie portate avanti ad esempio dalle associazioni ambientaliste. Si tratta però anche di una questione non facile ed i tentativi di speculazione a Lacona non sono stati pochi. Anche noi siamo dovuti intervenire per difendere le dune... adesso per fortuna acquistate da una persona sensibile al problema che sta dando tutta la sua collaborazione per difendere l'ecosistema laconese. Quanto invece al degrado diffuso, i rifiuti sparsi per capirsi, ed anche i liquami, occorre che si diano da fare soprattutto i comuni, anche in un contesto generale che vede questo problema ormai a livelli inaccettabili per tutta l'isola.

E... il compendio minerario?

Ah, su questo non posso che dire che è una vergogna che un territorio venga lasciato nelle condizioni in cui si trovano le aree minerarie elbane. Si può aggiungere una cosa soltanto: per il ripristino e la valorizzazione del compendio minerario elbano è stato tracciato un percorso, ebbene, è necessario che si segua questo percorso, lasciando da parte ogni divisione o ragione di parte. E' troppo importante questo, quello che l'Elba ha in termini di tesori minerari rappresenta un patrimonio ineguagliabile riconosciuto da organismi internazionali di altissimo livello, non può andare sprecato ma anzi deve dare il suo contributo per valorizzazione dell'isola anche in termini economici e turistici.

Per finire... il mare. Siamo spesso costretti a dare notizia di inquinamenti da idrocarburi... Quando la smetteranno di passare da queste parti le così dette "carrette del mare"?

Spero presto! Il parco lotta da anni perché questo avvenga, ed aggiungo anche il fenomeno della pesca a strascico. Adesso c'è uno strumento in più ed è il Piano del Parco che è stato appena acquisito. Esso rappresenta la più completa e ricca documentazione scientifica mai raccolta per l'Arcipelago. Una vera fotografia dunque dello stato dell'ambiente completa anche di proposte e di scenari compreso l'ampliamento dell'area marina protetta che personalmente auspico venga a concretizzarsi presto. Per il mare vi sarebbero poche regole molto chiare: vietato il transito nelle acque dell'arcipelago alle navi a rischio, interdizione della pesca a strascico e... non mortificazione ma regolamentazione delle attività legate al turismo ed alla piccola pesca sportiva. Non verranno fatte battaglie dunque contro chi pesca per diletto né contro l'industria turistica, ma solo contro chi è realmente pericoloso per il mare.

 

 

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