|
|
|
|
|
|
|
Anno II - numero 45 di sabato 2 marzo 2002 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il Conto Consuntivo 2001 costituisce l'ultima rendicontazione delle attività e delle spese effettuate nei primi cinque anni di attività del Parco. Riteniamo pertanto opportuno precedere la rendicontazione specifica per l'anno 2001 con una sintetica relazione sulle attività espletate nel corso del quinquennio. Il 4 settembre 1997 si è tenuta la prima seduta del Consiglio Direttivo e questa è la cinquantatreesima seduta. Nessuna seduta è andata deserta e la presenza media dei Consiglieri è stata dell'80%. A tutte le sedute ha partecipato il Collegio dei Revisori dei Conti ed il Presidente della Comunità del Parco è stato invitato permanente ai lavori del Consiglio. Sono stati preparati ed approvati dal Consiglio e dalla Comunità sei Bilanci Preventivi (1997-2002) e quattro Conti Consuntivi (1997-2000) ed oggi viene sottoposto a verifica il Conto 2001. In questi cinque anni il Parco ha gestito circa 20 milioni di euro. Attorno al 75% dei quali sono stati impiegati per investimenti materiali ed immateriali inerenti le finalità istituzionali del Parco e il restante 25% per spese fisse inerenti il funzionamento degli uffici e dei servizi dell'Ente. Dei 15 milioni di euro destinati agli investimenti, circa 11,5 milioni si riferiscono ad opere già concluse ed i restanti 3,5 milioni ad investimenti progettati e in corso di esecuzione. Le spese fisse sono servite per strutturare gli uffici e gli organi dell'Ente e per gli stipendi dei collaboratori e dei dipendenti del Parco. Una trentina di giovani laureati e diplomati, che con il loro lavoro sono stati gli autori primi per fare nascere il Parco e sono stati il motore di tutte quelle opportunità di lavoro che hanno coinvolto nelle attività del Parco oltre un centinaio di Ditte, Società e Cooperative. In generale questi dati sono ritenuti indice di sana gestione e di apprezzabile capacità di spesa. Non possiamo in questa sede elencare tutte le spese di investimento realizzate dall'Ente nei suoi primi cinque anni di attività, ma non possiamo non ricordare il Volterraio, l'Enfola, le Case del Parco di Rio, Marciana e Capraia, e presto vedremo quella di Pianosa, S. Ilario e Giglio; i quattrocento chilometri di antichi sentieri dell'Arcipelago, ripristinati e segnalati; i "sentieri blu" e quelli per disabili; gli interventi di riqualificazione ambientale di M.te Calamita; le campagne di "Puliamo il Parco" e "Facciamo più bello l'Arcipelago", che hanno rimosso tonnellate di rifiuti sparsi nel territorio ed hanno incentivato la raccolta differenziata; i campi di lavoro promossi da Legambiente a Pianosa e all'Elba; l'impegno per contenere il dissesto idrogeologico dell'Elba orientale, della Terra di Rio, di Gorgona e quello per acquisire i finanziamenti per lo smaltimento dei reflui elbani; la presenza del Parco e del suo CTA-CFS nella prevenzione e lotta contro gli incendi, con gli automezzi ed i materiali donati alla Protezione Civile, alle Associazioni ambientaliste, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri; gli interventi sul Capanne per valorizzare le sue sorgenti; gli interventi per contenere i danni causati dai cinghiali; i finanziamenti per allestire i Musei Archeologici di Rio e Marciana, per restaurare la Torre di S. Giovanni a Campo e i Bagni di Agrippa a Pianosa. Gli interventi per tutelare la biodiversità e l'habitat come la partecipazione ai progetti europei di "Life-Natura", alle campagne sull'avifauna del WWF e del Centro Ornitologico Toscano, agli interventi sugli Orti Botanici, ai finanziamenti in associazione con la Regione Toscana, il Servizio Geologico Nazionale e varie università per allestire la nuova Carta Geologica Ufficiale d'Italia, fino - segnalando solo i più consistenti - al Pianosa-Lab, che ha posto l'Arcipelago al centro delle ricerche internazionali sui cambiamenti climatici del Mediterraneo. Per le iniziative rivolte direttamente all'educazione ambientale, al turismo sostenibile ed alla solidarietà possiamo evidenziare "A Scuola nel Parco delle isole", che ha portato centinaia di studenti del continente a conoscere l'Arcipelago e tanti studenti dell'Arcipelago a conoscere il continente; "Conoscere Pianosa" rivolto alle scuole medie inferiori delle isole; i premi per le tesi di laurea ed i concorsi fotografici e poi il "Marchio di qualità del Parco" che tanto interesse ha suscitato nel mondo produttivo e turistico elbano e capraiese; e poi le iniziative sviluppate in collaborazione con il Ministero, la Comunità Montana, la Regione, le Province, Comuni, Associazioni ambientaliste, istituzioni scientifiche e tecniche, forze sociali e produttive, volontariato, per l'incentivazione delle energie alternative, l'agricoltura biologica, della risorsa mare, la viticoltura, la salvaguardia del patrimonio agricolo e boschivo, il turismo sostenibile e gli "alberghi verdi" del CTS, lo sport per tutti associato alle attività della UISP; i Seminari sulla "Gestione e controllo del cinghiale nelle aree protette" e sul "Patrimonio boschivo dell'Isola d'Elba: lineamenti di pianificazione e di gestione". Dobbiamo inoltre ricordare, per il più grande Parco Marino d'Europa: "Vela Insieme" e "Un Arcipelago da vivere", "Exodus - La Nave di Carta", il Convegno di Italia Nostra: "La Politica del Mare". Nel campo della formazione: da "Parco Progetti" sviluppato con i Ministeri, Regione Toscana, Provincia di Livorno, per operatori nel settore dell'eco-turismo, al recente rilascio dei titoli di "Guide del Parco Nazionale". Nel settore dell'informazione e comunicazione: l'Ufficio Stampa, "Parcoinforma", il sito internet, per finire se vogliamo all'ultimo prodotto "Il Parco del Grande Mare", il video istituzionale del Parco dove il mare, l'area protetta marina ed il Santuario Internazionale dei Cetacei sono gli attori dominanti. Queste attività hanno avuto riscontro in centinaia di articoli e di passaggi televisivi nei media locali, nazionali ed esteri nonché, se vogliamo, in vari riconoscimenti ivi compreso quello della IUCN (International Union Conservation of Nature). Certamente avremmo voluto fare di più. Avremmo voluto vedere Pianosa ripopolata a lanciata nel suo nuovo destino fatto di turismo compatibile, spiritualità ed agricoltura biologica, ricerca scientifica di eccellenza. Volevamo vedere le ex aree minerarie dell'Elba pienamente riscattate da una situazione vergognosa per qualunque pezzo di terra, incredibile per un pezzo di terra che racchiude un patrimonio naturale e culturale unico al mondo, inserito nei grandi monumenti geologici dell'UNESCO e in cui è scritta da quattro millenni la storia della comunità elbana fino dalle prime genti che la popolarono. Capraia, dove non a caso abbiamo scelto in seduta pubblica nel lontano '98 il simbolo del Parco, pienamente recuperata allo splendore della sua natura e delle sue tradizioni. E poi Mola e Lacona bonificate, valorizzate e restituite al loro destino fatto di emozioni e di incontri fra uomo e natura; Giglio e Giannutri pienamente inserite nelle consapevolezze e nelle politiche del Parco Nazionale. Non ci siamo riusciti. E' stata però tracciata la strada. Dovrà essere seguita con chiarezza e responsabile spirito di governo, subordinando gli interessi di parte per un superiore interesse comune. Il Parco ha recentemente acquisito la bozza dei suoi strumenti di pianificazione (Piano del Parco, Piano Pluriennale Economico e Sociale, Regolamento). I piani sono stati redatti dalla associazione Agriconsulting Spa di Roma - CIBM (Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata "G. Bacci") di Livorno, che hanno vinto il bando di gara europeo a suo tempo emanato dall'Ente (luglio '99). La Società Agriconsulting è una struttura che opera a livello internazionale nei settori della pianificazione e progettazione agricola ed ambientale. Il CIBM è il Consorzio interuniversitario che da anni opera con riscontri internazionali sugli aspetti scientifici ed economici della risorsa marina, con particolare riguardo al Mare Toscano. Il gruppo di lavoro che ha redatto gli strumenti di pianificazione è stato coordinato dal Prof. Roberto Gambino, ordinario di pianificazione del territorio nell'Università di Torino ed esperto di fama internazionale nella pianificazione delle aree protette. Al gruppo di lavoro hanno partecipato 33 esperti in comparti naturalistici, storici, economici, giuridici, urbanistici e sociali afferenti a varie strutture delle Università di Torino, Roma, Firenze, Siena ed altri enti di ricerca. In accordo con quanto richiesto dai dettati legislativi (L.426/98) l'emanazione del bando di gara è stata preceduta dall'approvazione da parte del Consiglio Direttivo e della Comunità del Parco dei "Criteri generali per l'acquisizione degli strumenti di pianificazione" (febbraio '99). Punto qualificante di tale documento è la definizione del metodo aperto al territorio e partecipativo, attraverso il quale giungere all'acquisizione prima, ed all'approvazione poi, da parte del Consiglio e della Comunità degli strumenti di pianificazione. Questo metodo è stato sviluppato, nella fase di acquisizione, attraverso numerosi incontri e sono state formulate osservazioni e suggerimenti da parte delle associazioni produttive, forze sociali, associazioni ambientaliste, comparto scolastico, Enti locali. Auspico che in tempi brevi il Consiglio e la Comunità giungano all'approvazione del Piano del Parco e del Piano Economico e Sociale, definito nel dialogo e nella partecipazione. E' ovvio che un aspetto determinante della questione, di competenza amministrativa diretta del Consiglio Direttivo e della Comunità, riguarda la proposta di zonizzazione delle aree terrestri e marine, attualmente protette dal Parco Nazionale, nonché la pianificazione per uno sviluppo ecologicamente ed economicamente sostenibile del sistema Arcipelago. I piani rappresentano peraltro una preziosa ed organica raccolta dei dati scientifici che definiscono lo "Stato dell'Ambiente", sia naturale che antropico, esteso al comparto terrestre e marino di tutto l'Arcipelago, a prescindere dall'inclusione o meno entro i confini del Parco. Questa documentazione permette di affrontare in modo aperto, senza paure, strumentalizzazioni e demagogie, non solo gli aspetti "amministrativi" della zonizzazione entro gli attuali perimetri del Parco, ma anche quelli "politici", da concretizzare con specifici atti del governo centrale e regionale, inerenti la rilettura della perimetrazione, l'eventuale attivazione delle aree contigue, l'estensione dell'area terrestre protetta a tutte le isole, nonché dell'area marina protetta anche attorno le isole maggiori. A prescindere dai tempi e dalle volontà amministrative e politiche necessarie affinchè il Piano del Parco ed il Piano Pluriennale Economico e Sociale divengano norma di legge da subito, l'Arcipelago dispone di una preziosa fonte di dati organicamente raccolti per tutto il sistema insulare, idonei a progettare e documentare futuri interventi sul territorio. L'utilizzazione di questi dati è un impegno e una responsabilità della società civile e delle istituzioni, evitando che cadano nell'oblio e nel dimenticatoio. Alcuni giorni fa il Parco ha avuto con gli studenti elbani nell'Aula Magna dell'Istituto Cerboni un incontro in occasione della manifestazione Parchi e Parchi. Abbiamo parlato di tante cose. Del nostro Parco, dell'area marina protetta, della pace, e ricordato quello che Nelson Mandela ha detto in occasione della recente inaugurazione del Grande Parco trans-nazionale di Limpopo: oltre 100.000 chilometri quadri di territorio che si estende dal Sud Africa, allo Zimbawe ed al Mozambico. "La coesistenza fra uomo e uomo - dice Mandela - e fra uomo e natura è la chiave del successo per il futuro del mondo. Oggi mettiamo in pratica questa filosofia aprendo agli esseri umani e alla natura opportunità che porteranno vantaggi ad entrambi. Nel vero senso del termine stiamo creando un nuovo futuro". Sappiamo bene che queste parole valgono non solo per il Grande Parco del Limpopo, che nasce in un territorio fino a ieri sconvolto dalla barbarie umana, ma per tutti i Parchi, fino a quelli più piccoli e modesti, che non hanno centinaia di elefanti, zebre, ippopotami e leoni, ma solo un po' di lombrichi e qualche farfalla. La biodiversità è una cosa "buffa", se mancano le farfalle prima o poi mancano non solo gli elefanti, ma anche la pace ed il rispetto fra gli uomini. Nell'incontro ho avuto la netta sensazione di essere assieme ai "Guardiani del Parco". E' stata una sensazione, la concretizzazione di un sogno. Il più bel riconoscimento, io credo, al lavoro di tutti noi. Ricordiamoci lo scenario di dissenso sociale ed istituzionale che caratterizzò la nascita del Parco. Ricordiamoci le migliaia di cittadini che protestarono a Portoferraio, Livorno, Firenze e Roma; il blocco del traghetto; gli undici ricorsi al TAR presentati dai Comuni, dalle Associazioni produttive, da semplici cittadini. Abbiamo cercato con il dialogo e con i fatti di dimostrare che il Parco non era quel "mostro" che si diceva. Magari in questo lavoro abbiamo deluso chi per il Parco aveva tanto lottato. Questo mi addolora, ma sono certo che anche loro, ricordando che, tentare di diffondere la cultura della natura e dell'ambiente è la missione etica e politica in cui siamo impegnati, vorranno capire e comprendere. Oggi lo scenario sociale ed istituzionale è profondamente diverso da quello di cinque anni fa ed è cresciuta la consapevolezza delle grandi opportunità che il Parco ha portato e continuerà a portare all'Arcipelago. Certamente sono stati fatti errori, accumulato ritardi e tante cose restano da fare, ma il Parco esiste. Esiste nei suoi dipendenti, nella redazione del suo Statuto e dei suoi Strumenti di Pianificazione, nelle tante cose che ha fatto, ma soprattutto esiste perché è entrato nei bisogni, nei sogni e nel cuore di tanti e in particolare di quelli che saranno i cittadini di domani e che vogliono continuare a vivere nell'Arcipelago in armonia con la sua natura e le sue tradizioni. Nel corso dell'esercizio 2001, il Consiglio Direttivo e la Giunta Esecutiva hanno approvato numerosi interventi inerenti: l'emergenza cinghiali, la realizzazione e manutenzione delle Case del parco, della sentieristica e delle aree attrezzate, la riqualificazione ambientale, la tutela delle biodiversità, la promozione delle energie alternative, l'educazione ambientale, le attività economico ecosostenibili, l'informazione e la comunicazione. Tali interventi si sono sviluppati con la proficua interazione con il Ministero dell'Ambiente, Regione Toscana, provincia di Livorno, Comunità Montana, Comuni dell'Arcipelago, nonché con il tessuto produttivo e sociale, associazioni ambientaliste ed istituzioni scientifiche che operano sul territorio. Di particolare significato gli interventi di recupero del promontorio di Monte Calamita, devastati dall'incendio del 1998 e l'acquisto del Castello del Volterraio. A queste attività si sono affiancate quelle inerenti l'espletamento dei concorsi per la copertura della pianta organica - l'Ente al 31 dicembre 2001 ha provveduto alle assunzioni dei primi 18 dipendenti - e quelle, come precedentemente detto, inerenti l'acquisizione della bozza del Piano del Parco, del Regolamento e del Piano Pluriennale Economico e Sociale. Il complesso delle attività si è inserito in un quadro che ha visto vacante, per la maggior parte dell'anno, la figura del Direttore, e in un lungo iter burocratico resosi necessario per dotare l'Ente di un responsabile delle attività di gestione. Per la realizzazione di questi interventi la gli Organi dell'Ente si sono attivati per recuperare i finanziamenti ordinari del Ministero dell'Ambiente e i finanziamenti straordinari (Fondo ex-Pan, Contributi Interreg, Contributi per iniziative Prevenzioni Incendi). Infatti il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ha recuperato, in termini di cassa, risorse correnti per un totale di L.105.269.178 (euro 54.366,99) cui occorre aggiungere il trasferimento ordinario del Ministero competente di L.3.029.013.000 (euro 1.564.354,66) e il contributo erogato dal Ministero Vigilante per la realizzazione degli interventi antincendio dell'importo di L.64.257.304 (euro 33.186,13), per complessive L.3.198.539.482 (euro 1.651.907,78). Per quanto concerne i movimenti di cassa, i trasferimenti derivanti dai finanziamenti in c/capitale ammontano a L.369.530.470 (euro 190.486,56) cosi ripartiti:
La vendita di prodotti per la commercializzazione ha prodotto proventi per L.9.854.700 (euro 5089,53). Altre entrate sono imputabili alla gestione della fauna selvatica per L.24.796.100 (euro 12.806,12) e alla riscossione di sanzioni amministrative per L:23.432.400 (euro 12.101,83). Nel corso dell'esercizio 2001 i pagamenti effettuati sono stati di L.4.536.198.858 (euro 2.342.751,20) in c/competenza e di L.3.103.024.844 (euro 1.602.578,59) in c/residui, per complessive L.7.639.223.702 (euro 3.945.329,79). Le riscossioni in c/competenza ammontano a L.3.718.647.296 (euro 1.920.521,05), quelle in c/capitale ammontano invece a L.200.620.970 (euro 103.612,08) per un totale riscossioni di L.3.919.268.266 (euro 2.024.133,13). Pertanto, il fondo di cassa alla fine dell'Esercizio finanziario 2001 è stato di L.6.604.317.884 (euro 3.410.845,52) con una diminuzione di L.3.719.955.436 (euro 1.921.196,65) rispetto a quello dell'esercizio precedente (pari a L.10.324.273.320 (euro 5.332.042,18)), a dimostrazione di una maggiore capacità di spesa e di una buona capacità di programmazione e pianificazione, pur tenendo in considerazione che l'Ente solo al termine dell'esercizio (dicembre 2001) ha potuto assumere una parte della dotazione organica. Sempre in termini di programmazione deve essere rilevato che l'avanzo presunto di amministrazione in sede di redazione del Bilancio di Previsione 2002 è stato calcolato in L.938.405.355 (euro 484.645,92); tuttavia, al termine dell'esercizio 2001 l'avanzo di amministrazione effettivo è stato di L.1.031.619.345 (euro 532.786,91). Il maggior avanzo così determinatosi è stato destinato al finanziamento delle spese correnti. In tal modo l'Ente, in ottemperanza alle disposizioni impartite dal Ministero vigilante, ha scelto, come strategia di riduzione dell'avanzo di amministrazione, la sua destinazione a spese che verranno effettivamente sostenute nell'esercizio, determinandone, quindi, la sua progressiva diminuzione. Con tale strategia vengono raggiunti tre obiettivi:
Inoltre, ai sensi dell'Art.32 del D.P.R. 18.12.1979, n.696, si evidenziano le consistenze e le variazioni delle seguenti poste contabili: a) Criteri di ammortamento: Nella voce fondo di ammortamento sono state indicate le somme accantonate nei vari esercizi relative ai beni mobili di proprietà dell'Ente Parco. Il fondo ammortamenti e deperimenti dell'anno 2001 ammonta a L.1.609.443.703 (euro 831.208,31), così determinato:
b) Variazioni intervenute nelle consistenza dell'attivo e del passivo della situazione patrimoniale:
c) Dati relativi al personale dipendente ed agli accantonamenti per indennità di anzianità e trattamenti di quiescenza. La quota di accantonamento relativa al trattamento di fine rapporto è stata calcolata secondo il disposto dell'Art.2120 e seguenti del Codice Civile, come confermato dall'accordo quadro nazionale in materia di TFR del 29.07.1999. Si precisa che gli oneri di detto trattamento sono interamente a carico dell'Ente Parco, come indicato nell'informativa INPDAP del 17.05.2000, prot. n.985/S. Si premette che al termine dell'esercizio precedente il fondo di trattamento di fine rapporto ammontava a L.28.183.618 (euro 14.555,62) ed era relativo ai compensi corrisposti al Direttore. Con le dimissioni dello stesso, avvenute in data 31.05.2001, l'intero valore accantonato è stato liquidato. Al termine dell'esercizio finanziario 2001, questo Ente ha in organico n.18 dipendenti assunti nel mese di dicembre; la quota di accantonamento per il trattamento di fine rapporto è stata di L.2.213.183 (euro 1.143,01); tale quota non comprende il coefficiente di rivalutazione in quanto trattasi del primo esercizio. Di conseguenza il corrispondente fondo al termine dell'esercizio ammonta a L.2.213.183 (euro 1.143,01). d) Rapporti con enti e società controllati e collegati L'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano non ha attualmente rapporti o partecipazioni in enti o società controllate e collegate. e) Variazioni intervenute nei crediti e nei debiti e criteri seguiti per il grado di esigibilità dei crediti ed eventuale costituzione del fondo svalutazione crediti. Crediti: Il valore dei crediti (residui attivi) dell'esercizio 2001 è di L.2.062.486.825 (euro 1.065.185,65) con un aumento di L.1.397.479.894 (euro 721.738,13) rispetto al valore indicato al termine dell'esercizio precedente, imputabile, per la maggior parte, all'assegnazione di fondi per interventi in c/capitale e non ancora riscossi. Il valore dei crediti sopra indicato viene così determinato:
Si rileva che successivamente al termine dell'esercizio 2001 sono state riscosse L.229.810.426 (euro 118.687,18) a parziale saldo di questi crediti. La valutazione dei crediti è stato effettuato al loro valore nominale. Non è stato costituito il fondo svalutazione crediti. Debiti: I debiti dell'esercizio 2001 (residui passivi) ammontano a L.7.635.185.344 (euro 3.943.244,16), con una netta diminuzione rispetto all'anno precedente di L.1.040.707.058 (euro 537.480,33). Il 5 marzo scade il mio mandato di Presidente per cui questo è l'ultimo Consiglio che presiedo. Lascio con il sogno di vedere tutte le terre ed il mare dell'Arcipelago in un grande Parco Nazionale "intelligentemente" protetto da chiare regole che sanciscano l'alleanza tra l'uomo e la natura per lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. I sogni camminano con le gambe degli uomini, ma sono pur sempre l'inizio per giungere alla realtà. E allora perché non sognare? Un caldo ringraziamento a tutto il Consiglio, ai Revisori dei Conti alla Comunità del Parco, al CTA-CFS, alla Guardia di Finanza e alla Guardia Costiera, ai Carabinieri e Forze dell'Ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e al volontariato. L'elenco sarebbe lungo - troppo lungo - per cui un grazie ai tanti che in questi anni con il loro lavoro e la loro presenza hanno fatto crescere il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. "Continuate ciò che è giusto" ci ha lasciato scritto Alexander Langer. Queste sono le parole di un giusto che ha sognato per tutta la sua breve vita. Credo che noi tutti abbiamo contribuito a realizzare un pezzetto dei suoi sogni. Te lo dovevamo, Alex, e dedico a Te il nostro lavoro. Portoferraio, 21 febbraio 2002 IL PRESIDENTE Prof. Giuseppe Tanelli
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|