Anno II - numero 44 di sabato 23 febbraio 2002   

 

 

Le spiagge sono ancora di tutti

WWF, Italia Nostra, FAI, Marevivo e Comitato per la Bellezza esprimono viva soddisfazione per la definitiva abrogazione dell'art. 71 della legge finanziaria che trasferiva ai Comuni quelle parti del demanio occupate da immobili (abusivi e non) e ne consentiva la successiva vendita ai privati.

Si da' atto alla maggioranza di aver contenuto alcune spinte interne che tentavano di mantenere almeno parte dell'art. 71; parimenti si da' atto all'opposizione di aver assunto una linea coerente che ha rimediato la grave svista fatta alla Camera dei Deputati nel corso del dibattito sulla legge finanziaria.

Di fronte ad un Parlamento inizialmente inconsapevole del blitz che aveva portato all' approvazione dell'art.71 e verso un Governo che aveva sottovalutato l'esecutivita' del dispositivo approvato, la mobilitazione, le memorie giuridiche, gli appelli sollevati da WWF, Italia Nostra, FAI, Marevivo e Comitato per la Bellezza hanno creato un argine contro le lobbies trasversali che si erano organizzate.

Dai gestori degli stabilimenti balneari, agli imprenditori di strutture turistiche, ai proprietari di immobili abusivi realizzati sul demanio marittimo, un po' ovunque in Italia aveva preso vita un movimento sotterraneo teso ad approfittare della situazione creatasi. Il voto della Camera che, come gia' quello del Senato, non solo abroga l'art. 71 ma rende nulli tutti gli effetti eventualmente da questo prodotti, pone oggi un punto di chiarezza definitiva alla vicenda.

Partendo proprio da questo voto le associazioni ambientaliste ora chiedono che con determinazione si ricerchi e si costruisca la volontà politica per una decisione altrettanto chiara nei confronti di decine di migliaia di abusi incondonabili che sono stati realizzati nelle aree demaniali, una decisione che deve ribadire con forza il concetto cardine del nostro ordinamento secondo cui l'abusivismo edilizio non solo è un illecito amministrativo, ma anche penale, cioè un reato.