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Cinghiali: anche il Parco a favore dell'eradicazione
Al termine di una settimana di polemiche il Parco nazionale ha dunque deciso per la soluzione drastica che dovrebbe portare l'Elba a liberarsi dalla presenza di questa strana specie di suino selvatico: una...
cosa a metà tra il cinghiale ed il maiale importata sul territorio a scopo venatorio decenni fa e proliferata a dismisura
Sono diventati una vera e propria calamità naturale. Distruggono la flora, i vigneti, i muretti a sassi. Viaggiano indisturbati per le strade, addirittura fanno capolino nei centri storici e li incontri nelle piazze e
nelle chiese. Pericolosi per le persone alle quali attraversano la strada, improvvisamente.
A questo proposito c'è stata anche una polemica nei giorni scorso all'Elba, iniziata con la lettera di un lettore del quotidiano Il Tirreno pubblicata dal giornale livornese. Nella lettera si raccontava di una
incredibile e brutta esperienza fatta dal lettore con i cinghiali che di notte circolavano indisturbati per le vie di un noto centro collinare elbano.
Il signor Mazzei, che scriveva a Il Tirreno, tra l'altro, chiamava anche in causa il Parco nazionale dell'arcipelago toscano e chiedeva che si vada ad una caccia intensiva dei cinghiali per far finalmente cessare
l'emergenza ed il pericolo per i cittadini.
Non sono mancate a questo proposito le risposte e le prese di posizione: quella del Parco
ad esempio, attraverso una lettera aperta del suo presidente Giuseppe Tanelli, e ad essa si è aggiunta poi quella del Consorzio
per la caccia al cinghiale all'isola d'Elba.
A parte quest'episodio comunque va sottolineato come si tratti di un'emergenza che dura ormai da anni, nata dall'introduzione di una specie non autoctona, il cinghiale ungherese, fatto incrociare in modo del tutto
irresponsabile con il maiale. Importato sull'isola a soli scopi ludici venatori negli ultimi decenni è cresciuto in maniera esponenziale superando la naturale capacità di carico dell'isola.
Nei giorni scorsi il Consiglio Direttivo dell'Ente Parco è arrivato a decidere per l'eradicazione della specie. Una soluzione che arriva dopo quattro anni di vari tentativi per tamponare l'emergenza: distribuzione di
recinzioni, rapido indennizzo dei danni, abbattimenti, catture, studi tecnico-scientifici e il coinvolgimento con la componente venatoria.
Il Consiglio Direttivo dell'Ente ha deciso di attivare, presso il Ministero, la Regione e la Provincia le procedure e le pianificazioni tecniche per l'eradicazione dei cinghiali ed eventualmente, previa acquisizione
dei risultati dello studio in corso presso l'Università di Pisa, dei mufloni dal territorio elbano.
Questa è la risposta del Parco per porre fine, in tempi brevi, alle devastazione che gli ungulati stanno causando al territorio, al patrimonio naturale, al sistema idrogeologico, alle attività produttive e, per
salvaguardare la primaria esigenza di sicurezza fisica e psicologica delle persone.
La decisione presa dal Direttivo del Parco evidenzia come il territorio si accinga ad affrontare una vera catastrofe ambientale la cui consapevolezza deve coinvolgere in azioni chiare tutte le Istituzioni, il tessuto
sociale e produttivo fino ad arrivare alla stessa componente venatoria.
In questa azione tesa a chiudere il capitolo "emergenza cinghiali", è rilevante l'atteggiamento della Comunità del Parco la quale è stata invitata, anche alla luce delle sue recenti e quanto mai preziose
volontà di assumere una presenza sempre più incisiva negli indirizzi e nel governo del Parco di dedicare, con urgenza, una seduta alla questione dei cinghiali.
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