Anno II - numero 44 di sabato 23 febbraio 2002   

 

 

Carissimo sig. Mazzei,

Innanzi tutto La ringraziamo, perché con la Sua lettera a IL TIRRENO del 15 u.s., ci ha dato l'opportunità di fare chiarezza sul problema dei cinghiali all'Isola d'Elba. L'anomalo comportamento dei cinghiali ,da Lei giustamente osservato, è dovuto al semplice fatto che per intrappolarli è stato usato una quantità eccessiva di mangime e pertanto gli animali , in alcune zone, non sono più abituati a cercarsi il cibo da soli e pertanto si avvicinano moltissimo alle abitazioni. Questo fenomeno non lo si riscontra all'interno dell'A.T.C. 10.

Come Lei ben sa questo Consorzio gestisce solo il territorio cacciabile esterno ai confini del P.N.A.T. e quest'anno durante la stagione venatoria appena conclusa, sono state organizzate, dallo "0,1%"della popolazione elbana, 203 battute di caccia al cinghiale con l'abbattimento di 323 animali. Inoltre lo stesso Consorzio, autotassandosi, ha fornito gratuitamente alle 32 persone che ne hanno fatto richiesta, reti metalliche e recinzioni elettriche per la prevenzione , mentre l'A.T.C. 10 per conto proprio ha effettuato risarcimenti per danni subiti dagli agricoltori nell'anno 2000 anche con i soldi versati dai cacciatori. (Per il 2001 è in corso la procedura).

Come vede i pochissimi soldi che noi abbiamo a disposizione vengano tutti spesi per la prevenzione e il risarcimento danni. La preghiamo però di farsi delucidare altrettanto dettagliatamente dal P.N.A.T. di come hanno speso i fondi loro assegnati per questo problema dal 1997 ad oggi sul territorio da loro gestito; a quel punto si accorgerà della sproporzione esistente tra le loro possibilità e le nostre.

Per quanto riguarda la continuazione degli abbattimenti anche dopo il 31 gennaio, La mettiamo a conoscenza che l'ultima delibera dell'Ente Parco, che autorizzava a fare queste operazioni all'interno del proprio territorio, è scaduta il 31.10.2000 e che il Direttivo del Parco, nella riunione dell'Ottobre 2000 (non ricordiamo il giorno, ma è facilmente rintracciabile dalla copia del verbale della riunione medesima), votò contro questa forma di operazioni di controllo.

Successivamente è stato richiesto al P.N.A.T. il rinnovo della delibera, la possibilità di gestire insieme tutto il territorio dell'Elba, affinchè problemi come quelli da Lei avuti non potessero verificarsi; abbiamo proposto anche che con le nostre squadre di caccia al cinghiale potessero partecipare al Servizio Antincendio mettendo a disposizione oltre che la mano d'opera la nostra conoscenza del territorio per le zone dove bisognava andarci a piedi. Mai avuto due righe di risposta.

Tale richieste furono inviate per conoscenza alla Vice Prefettura per gli Affari dell'Elba che rispose e prese atto atto delle nostre richieste e della nostra disponibilità, comunicando il suo benestare all'Ente Parco. Con tutto ciò nessuna risposta da parte E.P.N.A.T. Tutto questo ci ha fatto sentire usati, accartocciati e buttati nel cestino come carta straccia.

E' a questo punto che basandoci sul fatto che in Italia le minoranze contano, abbiamo deciso di rivolgerci in alto , dove le leggi devono rispettarle sia lo "0,1% Elbano" che l'"1,8% Nazionale". Le diremo di più , caro sig. Mazzei , siamo molto perplessi, perché in questo periodo non si parla altro che di Emergenza cinghiali, di eradicazione della specie, senza avvalersi della nostra passione per riportare la popolazione dei cinghiali ad un numero accettabile, anche, all'interno del Parco, senza spendere soldi

Mi consenta un'altra precisazione; perché si parla poco dei danni causati all flora elbana dai Mufloni? (questi animali non sono stati immessi dai cacciatori); perché non si parla per niente della passata moria di gabbiani nell'Isola di Pianosa ? Tutto ciò fa credere che il vero animale da eradicare sia il cacciatore.

Come vede sig. Mazzei siamo sensibili al problema "cinghiali" e faremo di tutto per poter riprendere il controllo della situazione su tutto il territorio della nostra Isola. Crediamo che le attuali forze politiche abbiano capito quali siano i limiti della legge 394 che regolamenta i Parchi Nazionali Italiani e ci auguriamo che presto il legislatore intervenga per modificarla, in quanto questa legge dà potere dittatoriale all'1.8% Nazionale.

In questo momento ci hanno fatto rientrare in quel "silenzio" di quella foresta che non sta per niente crescendo e per quel pochino che è cresciuta , è cresciuta malissimo.

Consorzio "D" per la caccia al cinghiale all'isola d'Elba