Anno II - numero 44 di sabato 23 febbraio 2002   

   

La settimana

 

Polemica "parlamentare" sulle perquisizioni a Rio Marina  
 

La Comunità Montana riccore al Tar per gestire in proprio il servizio idrico
 

Primo piano

 

Crisi idrica all'Elba: a che servono i dissalatori senza i serbatoi?  
 
Rifiuti: ultimatum della Provincia ai Comuni elbani
 

Rifiuti: la preoccupazione dei dipendenti Daneco
 

Cronaca

 

Albergo a Pontecchio: il Tar dà ragione al Parco  
 

Stop del Parco al Piano strutturale di Portoferraio
 

Cinghiali: anche il Parco a favore dell'eradicazione
 

Novità in futuro per il trasporto pubblico locale
 

La Comunità montana ripristina aree devastate dagli incendi boschivi
 

A Firenze si discute di formazione della classe dirigente
 
Prima platea nazionale per l'Elba nell'information technology
 

Brevi - Non solo Elba
 

Cultura e società

 

Monitoraggio della Provincia di Livorno sullo stato giovanile  
 
La Provincia in Nicaragua per parlare di sviluppo
 

Assoluzione di Radio Vaticana: critico il WWF
 

Incontro con Willy Pasini a Portoferraio
 
 

Ritorna in maggio il Giro Podistico dell'Elba

 

 
 

Rifiuti: la preoccupazione dei dipendenti Daneco

Sono rimasti in dodici a lavorare nell'impianto di trattamento di Buraccio, realizzato e gestito dalla Daneco. Si era parlato di mobilità per loro ma per ora pare tutto fermo, anche perché l'azienda potrebbe essere uno dei soggetti della societò mista pubblico privato che si occuperà in futuro del servizio. Per dare l'ok però la Cgil chiede garanzie

Preoccupazione, speranza di non perdere il lavoro, amarezza, c'è tutto questo nello stato d'animo dei dodici lavoratori ancora in forze alla Daneco - West Management presso l'impianto di Buraccio, a qualche chilometro da Porto Azzurro.

Il procedimento di mobilità, per questi lavoratori, non è stato per la verità ancora avviato, e non è detto che lo sia dato che il Ministero dell'Ambiente ha deciso che il rapporto tra l'Elba e la Daneco debba continuare. Al momento aleggia comunque un clima di incertezza. Sicuramente, in futuro, il gassificatore non ci sarà più, ma il resto della struttura dovrà pur rimanere per accogliere e selezionare i rifiuti.

Inoltre, dopo il recente incontro al Ministero si ipotizza, appunto, una soluzione che lascia la speranza a queste dodici persone di mantenere il posto di lavoro: la creazione di una società mista pubblico privata (a maggioranza pubblica) nella quale la componente privata sarebbe rappresentata dalla stessa Daneco che manterrebbe il proprio personale.

Tutto questo ed altro ancora è stato detto durante una conferenza stampa, indetta proprio presso l'impianto di Buraccio dalla Cgil isola d'Elba, che ha comunque subito aggiunto che una tale soluzione sarebbe possibile solo se ci fossero garanzie sicure: sul mantenimento dei livelli occupazionali, sulla presentazione da parte della Daneco di un serio Piano industriale, su una rapida attivazione del comune capofila, Portoferraio, per la costituzione della società pubblica che dovrà controllare il servizio.

Inoltre, sottolinea il sindacato la gestione del servizio all'Elba dovrà essere in armonia con il Piano provinciale per il rifiuti, le società già operanti nel settore sull'isola (Coop Lat e Tecneco) dovranno essere della partita, i rifiuti ospedalieri, quelli speciali e gli inerti dovranno essere trattati all'Elba, si dovrà poi arrivare in tempi ragionevoli a raccogliere in modo differenziato la metà dei rifiuti totali e, importante infine ci dovrà essere su un miglior rapporto, in futuro tra la Daneco e gli stessi sindacati.

Importante questo perché fino ad oggi non è stato così, e se ne è avuto prova anche in occasione di questa conferenza stampa, tenutasi sotto la pioggia e fuori dai cancelli della "fabbrica dei rifiuti" perché i responsabili Daneco non hanno concesso l'ingresso a sindacalisti e giornalisti.

"Un atteggiamento che certo non aiuta - ha commentato Marcello Bonistalli - segretario della Cgil Elba - e che dovrà cambiare in futuro per il bene di tutti." I lavoratori hanno anche chiesto incontri con i sindaci elbani per sensibilizzare le amministrazioni e l'opinione pubblica sulla delicata questione. Per ora hanno risposto all'appello solo Marciana e Rio nell'Elba, probabilmente lo farà presto anche Campo.

Del resto, lo ha evidenziato lo stesso Bonistalli, è importante che i comuni elbani facciano la loro parte, cosa che finora non è avvenuta. "Fondamentale è comunque - ha aggiunto - che si avvii al più presto - una serie ed incisiva raccolta differenziata, anche per 'alleggerire' un pò il lavoro di selezione e trattamento dell'impianto di Buraccio"

 

 

ElbaOggi

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