Anno II - numero 44 di sabato 23 febbraio 2002   

   

La settimana

 

Polemica "parlamentare" sulle perquisizioni a Rio Marina  
 

La Comunità Montana riccore al Tar per gestire in proprio il servizio idrico
 

Primo piano

 

Crisi idrica all'Elba: a che servono i dissalatori senza i serbatoi?  
 
Rifiuti: ultimatum della Provincia ai Comuni elbani
 

Rifiuti: la preoccupazione dei dipendenti Daneco
 

Cronaca

 

Albergo a Pontecchio: il Tar dà ragione al Parco  
 

Stop del Parco al Piano strutturale di Portoferraio
 

Cinghiali: anche il Parco a favore dell'eradicazione
 

Novità in futuro per il trasporto pubblico locale
 

La Comunità montana ripristina aree devastate dagli incendi boschivi
 

A Firenze si discute di formazione della classe dirigente
 
Prima platea nazionale per l'Elba nell'information technology
 

Brevi - Non solo Elba
 

Cultura e società

 

Monitoraggio della Provincia di Livorno sullo stato giovanile  
 
La Provincia in Nicaragua per parlare di sviluppo
 

Assoluzione di Radio Vaticana: critico il WWF
 

Incontro con Willy Pasini a Portoferraio
 
 

Ritorna in maggio il Giro Podistico dell'Elba

 

 
 

Crisi idrica all'Elba: a che servono i dissalatori senza i serbatoi?

Senza novità di rilievo rispetto agli anni passati la prossima stagione potrebbe essere caratterizzata non da una semplice carenza idrica ma da un vero dramma della siccità. Si parla di far fronte all'emergenza con dissalatori. E i serbatoi per immagazzinare l'acqua dissalata? Dovranno essere costruiti... ma come?

di Marcello Meneghin

In questi giorni si fa un gran parlare e scrivere della crisi idrica che potrà interessare l'Isola d'Elba soprattutto a causa della annunciata riduzione di fornitura dell'acqua proveniente dalla Val di Cornia, crisi cui si sarebbe deciso di far fronte mediante dissalazione dell'acqua marina.

Al riguardo sussistono due elementi ai quali non si fa, forse intenzionalmente, cenno ma che, a mio avviso, sono importanti. Innanzitutto, nell'annunciare come prossima la messa in esercizio delle relative apparecchiature, non viene mai precisata la portata d'acqua che esse sono in grado di ricavare dal mare al fine di permettere un raffronto con i fabbisogni reali.

Sarebbe ben grave se i cospicui investimenti necessari per l'installazione e quelli altrettanto cospicui per l'esercizio dei dissalatori dessero come risultato una portata d'acqua potabile in quantitativi così ridotti da apparire ridicola!

Ma anche se, per assurdo, tali dissalatori fossero in grado di dare quella portata d'acqua che manca, sarebbe comunque necessario costruire dei serbatoi atti ad effettuare almeno la compensazione settimanale delle portate, cioè a consentire di produrre con tutti i mezzi a disposizione la portata massima per 24 ore al giorno e quindi poter seguire, grazie all'acqua accumulata, le variazioni di richiesta dell'utenza.

La costruzione dei serbatoi, di capacità comunque notevole, non deve essere casuale bensì mirata ad un risultato futuro importante. Ad esempio se i vari dissalatori , di cui si pensa dotare alcuni importanti aree abitate dell'Elba ovest, venissero affiancati da altrettante piccole parti di quel grande serbatoio sotterraneo più volte caldeggiato dal sottoscritto (vedi il sito internet http://altratecnica.3000.it) onde realizzare gli accumuli che, lo ripeto, sono comunque necessari, ci si accorgerebbe come i dissalatori siano superflui.

L'acqua infatti c'è già nel territorio elbano e basta raccoglierla invece di lasciarla scaricare a mare come è successo nei giorni passati. I vari piccoli tronchi di galleria/serbatoio oltre a svolgere una indispensabile azione in parallelo ai dissalatori, costituirebbero la premessa del futuro grande serbatoio che, una volta constato quali grandi vantaggi se ne possono trarre, non mancherebbe sicuramente di essere realizzato collegando, col passare degli anni, i vari tronchi tra di loro. In realtà non succederà nulla di tutto questo.

I dissalatori, realizzati senza grandi serbatoi di accumulo, svolgeranno egregiamente il loro compito per la stragrande maggioranza delle giornate annue tanto da far dichiarare trionfalmente: 'risolto il problema idrico elbano!'. Sarà l'arrivo della crisi idrica vera a convincere drammaticamente del contrario. Non serve avere acqua in abbondanza quando tutte le fonti ne sono ricche!

E' d'estate, quando la siccità prosciuga le sorgenti e i pozzi sia elbani che della Val di Cornia (e contemporaneamente all'Elba ci sono 200.000 persone), che occorre, sia pur per periodi relativamente brevi una portata enorme, e questa portata può essere data solo da serbatoi di adeguata capacità siano o no presenti i dissalatori.

 

 

ElbaOggi

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