Anno II - numero 44 di sabato 23 febbraio 2002   

 

 

Perquisizioni e diritto di libertà

Uomini in divisa che entrano di notte nelle case spaventando donne e bambini possono ricordare ai giovani film sulle gesta di qualche dittatore sud americano. Il fatto pone invece i più anziani di fronte al dolore dei propri ricordi: le camionette nei vicoli con i fari accesi, gli ordini secchi dei graduati, il concitato movimento dei militari, qualche finestra che si apre, la gente addormentata strappata con violenza dai propri letti, i campanelli che suonano con insistenza, i pugni e i calci contro le porte e poi il rumore dei passi per le scale di chi si muove con sicurezza e arroganza.

Dunque, la violazione del proprio domicilio, ignoti che entrano con prepotenza in casa a rovistare nei cassetti, violando ogni privacy e il diritto alla riservatezza, invadendo lo spazio degli affetti e dell'intimità familiare e umiliando nella propria dignità coloro che subiscono tutto questo.

Così, negli anni bui del secondo conflitto mondiale, si comportavano, quando andava bene, i tedeschi in cerca di armi e "banditen" e "terrorristen", entrando di forza nelle nostre case (anche se siamo certi che così non si sono comportati i nostri carabinieri).

Eravamo in piena guerra e, anche se rassegnati ai drammi di un paese pieno di ferite e lutti, questi blitz venivano vissuti con umiliazione. Oggi, abbiamo ancora parecchi problemi, ma siamo uno dei primi paesi al mondo per benessere e livello di vita e abbiamo raggiunto una maturità democratica che dovrebbe assolutamente escludere certi episodi.

Di sicuro, abbiamo pochi elementi per esprimere un giudizio, ma ne abbiamo abbastanza per essere assai perplessi e per porci qualche domanda. Se in un paese civile come il nostro, il domicilio è inviolabile da parte di chiunque, comprese le forze dell'ordine, perché a Rio Marina non se ne è tenuto conto?

La risposta è semplice: perché chi è intervenuto aveva fondati motivi (quasi una certezza) che l'azione avrebbe portato alla scoperta di reati che avrebbero poi giustificato e legittimato la violazione di un principio fondamentale come quello dell'inviolabilità del domicilio: il ritrovamento di armi, ad esempio, è uno di quei casi in cui la legge permette questo tipo di azioni, nel giusto intento di salvaguardare la sicurezza collettiva.

Ma l'operazione di Rio Marina, a quanto si legge sulla stampa locale, non pare legittimata da ciò che si è trovato nelle abitazioni dei ragazzi, i quali avevano in casa molte cose che si trovano in tutte le abitazioni e che si suppone sia normale abbiano ragazzi della loro età, compresi i simboli del sogno anarchico; sogno ingenuo e impegnativo che la vita spegnerà, come tutti i sogni, lentamente e senza violenze.

Quindi l'operazione, se non verranno fornite esaurienti spiegazioni è semplicemente incomprensibile. Adesso, potendo tutti sbagliare o esagerare, è auspicabile che questa storia si chiuda in fretta e nel migliore dei modi per tutti. Quello invece su cui si dovrebbe riflettere a lungo è l'inviolabilità di alcune zone dello spazio, della vita e della dignità degli individui. E' vero che questo paese è la culla del diritto ma, purtroppo, qui è nato anche il fascismo. Questo, ci deve rendere consapevoli, ma anche guardinghi.

Perché il fascismo si camuffa e prende forme diverse. L'onorevole Mussi è intervenuto in Parlamento interrogando il Ministro dell'Interno. Vogliamo sperare, per lo stesso passato di Mussi e perché conosciamo la sua onestà intellettuale, che non voglia strumentalizzare l'episodio. Il Sindaco di Rio Marina, sottosegretario alla Difesa, Senatore Bosi è intervenuto violentemente minacciando querele. E' intervenuto in difesa di se stesso e dell'arma dei carabinieri.

Ha parlato difendendosi come cittadino, ed è normale. Come sottosegretario alla Difesa, ed era prevedibile. Adesso dovrebbe parlare come Sindaco di Rio Marina, vale a dire come rappresentante degli interessi della comunità riese, per far sapere alla popolazione che lo ha eletto cosa ne pensa di quello che è accaduto. Perché non è cosa di poco conto. Lo dovrebbe fare non per gettare la croce su chi ha eventualmente commesso un errore ma per chiarire la sua posizione rispetto ad uno dei valori fondanti della nostra democrazia. Sul resto si può discutere.

Se non lo farà i riesi capiranno che un Sindaco del continente, graduato, può riuscire a portare qualche miliardo, ma non possiede una cosa fondamentale: un reale sentimento di appartenenza alla comunità che lo ha eletto che gli consenta, in occasione di certi gravi episodi, di reagire all'unisono con la comunità stessa, facendosi portavoce dei suoi interessi e della sua dignità.

Elba 2000 - Movimento in difesa degli interessi elbani