Anno II - numero 43 di sabato 16 febbraio 2002   

   

La settimana

 

Convegno di Forza Italia sulla sanità  
 

Il direttore della ASL 6 Massimo Scura al centro delle polemiche
 

Primo piano

 

Parco Nazionale: le ragioni di una necessità  
 
Il Parco Nazionale ha le sue prime guide ufficiali
 

Smaltimento dei liquami: si farà qualcosa?
 

Cronaca

 

Nuovo assetto per la Comunità Montana  
 

Terzo sportello della Banca dell'Elba a Campo
 

Disagi per la posta a Lacona
 

Cinghiali: una località francese ha lo stesso nostro problema
 

Il WWF commenta la vicenda dell'ecocentro di Campo
 

Il WWF: sì al canile ma nel luogo giusto
 
Al via i corsi della nuova Scuola alberghiera
 

Brevi dall'Elba
 

Cultura e società

 

Il WWF informa  
 

I grandi vini italiani contro il transegenico
 

Teatro dei Vigilanti: nuovi eventi importanti
 
 

Cosmo radio di nuovo on air ma la sede è precaria

 

 
 

Cinghiali: una località francese ha lo stesso nostro problema

Incontro tra Legambiente e l'Associazione francese Stop Ravages che rappresenta una località della Provenza nella qule c'è un problema con i cinghiali importati molto simile a quello che deve fronteggiare l'isola d'Elba. Si profila una collaborazione

La presa di posizione di Legambiente Arcipelago Toscano che ha chiesto l'eradicazione dei cinghiali dall'Elba ha sollevato interesse e discussioni, ma gli ambientalisti elbani non avrebbero mai immaginato che la notizia giungesse fino in Francia.

Infatti, su richiesta di Monsieur Claude Mabille, un agricoltore biologico della Provenza, il 15 febbraio si è tenuto un primo incontro tra gli ambientalisti dell'Arcipelago e l'Association "Stop Ravages" (stop devastazioni) di cui Mabille è presidente.

Le due realtà turistiche hanno infatti gli stessi problemi: rilascio di cinghiali di origine centro-europea al solo scopo di divertimento venatorio, probabile ibridazione con maiali domestici, forti danni alle culture e all'ambiente, frequenti incursioni dei cinghiali nei centri abitati e lungo le strade, una gestione venatoria che vuole mantenere alto il numero dei suidi selvatici, una incapacità dei politici locali di affrontare la situazione.

Gli agricoltori provenzali hanno addirittura coniato nuovi nomi per questi ibridi: "sanglochon" o "cochonglier" che nella traduzione in italiano risulterebbero più o meno "maghiale", mettendo così in evidenza lo stato semidomestico di questi animali.

Gli agricoltori provenzali, con il sostegno di "Stop Ravages", stanno conducendo una serrata battaglia per diminuire il numero dei cinghiali fino all'eradicazione e, nonostante l'opposizione delle associazioni dei cacciatori, sono riusciti ad ottenere dalla Prefettura l'autorizzazione a procedere ad abbattimenti e catture in proprio.

intanto svolgono una campagna di informazione contro il rilascio di nuovi cinghiali (mettendo in evidenza un probabile traffico internazionale di queste bestie), contestazione dei dati forniti dalle Associazioni Venatorie e contro la vendita illegale di carne proveniente anche dal bracconaggio.

Legambiente ha fornito informazioni sulla situazione elbana e spiegato la sua posizione sulla necessità e convenienza di una pronta eradicazione del cinghiale dalla nostra isola. Grande interesse hanno suscitato tra gli interlocutori francesi gli studi sul cinghiale eseguiti dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Legambiente e "Stop Ravages" si sono lasciati con la promessa di un ulteriore scambio di documentazione e di informazioni e con una possibile iniziativa in comune per il futuro: un convegno internazionale sull'impatto dell'introduzione di cinghiali in ambiente Mediterraneo.

Legambiente Arcipelago Toscano

 

 

ElbaOggi

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