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Smaltimento dei liquami: si farà qualcosa?
Se ne è molto parlato in passato, vi furono polemiche, un dossier di Legambiente, promesse di finanziamenti, il caso di Margidore fece discutere ferocemente. Ma è davvero migliorata la situazione?
L'intervento di un nostro lettore, un operatore turistico, denuncia una situazione di disagio tutt'altro che risolta
Abbiamo molto parlato, nei nostri ultimi numeri, delle varie gravi emergenze che l'Elba si trova a dover affrontare ormai da decenni, approvvigionamento idrico e gestione dei rifiuti su tutte.
Troppo spesso però, parlando di crisi idrica si pensa solo alle difficoltà che l'isola ha di garantirsi la quantità necessaria di acqua potabile ma c'è anche un altro aspetto importante e anch'esso riguardante il
ciclo delle acque, vale a dire lo smaltimento delle acque reflue, i liquami insomma che non è ancora chiaro se o quanto vengano depurati e dove esattamente vengano tralasciati in mare dalle condotte.
Anni fa Legambiente fece un dossier allarmato sullo stato delle condotte dei reflui all'Elba, le definì dei colabrodi e del tutto inadeguate. si parlò poi di finanziamenti in arrivo... ma si sapeva anche che non
sarebbero stati sufficienti. Da un pò però, di tutto questo, non si parla più, senza che ciò voglia dire che la situazione è migliorata.
Lo prova la lettera che pubblichiamo di seguito, riguarda, su questo problema, il litorale capoliverese di Margidore e... parla da sola. La denuncia del nostro lettore, un operatore turistico, avrà anche un seguito
sulle nostre pagine.
Il nuovo Presidente della Comunità Montana ha detto che ha già dato incarico per un monitoraggio sullo stato delle condotte dei relui: bene, ci dirà presto allora (speriamo) quale è la situazione e cosa pensa di
fare...
Gentile Direttore,
nella mia pluridecennale attività di albergatore all'Elba ho visto, con l'aumentare del numero dei turisti, aggravarsi progressivamente alcune emergenze ecologiche. Oggi la crisi dell'approvvigionamento idrico e
quella del trattamento dei rifiuti solidi sono sotto gli occhi di tutti. Esiste un'altra emergenza, ancora più vecchia ed altrettanto grave: quella dello smaltimento dei liquami.
Su questo argomento la mia esperienza più diretta e continua si riferisce al così detto "depuratore" di Lacona, località dove ha sede la mia attività. La progettazione di questo impianto prevedeva una
capacità di trattamento di 4500 abitanti, mentre questi sono stati spesso assai di più, ormai con punte superiori ai 15.000.
Dato che l'impresa di adattare due cifre così diverse sembrava troppo ardua, si è pensato bene di...non fare praticamente nulla, intervenendo soltanto con l'applicazione di "cerotti" quando alcuni punti
della condotta a mare scoppiavano. Risultato evidente: negli ultimi anni due periodi di divieto di balneazione sulla nostra spiaggia di Margidore (miracolosamente soltanto due). Lei può immaginare l'angoscia di chi svolge un'attività commerciale su quel
litorale.
Quando, qualche anno fa, ricoprivo la carica di Consigliere della nostra Associazione Albergatori, ebbi l'opportunità di rendermi conto che la situazione di pericoloso degrado non era limitata a Lacona, ma riguardava
la grande maggioranza dei depuratori dell'Elba. Uno studio commissionato nel '94 dalla Comunità Montana all'ing. Marchetti , tenuto a sonnecchiare al fondo di un cassetto, documentava che oltre la metà dei depuratori erano fuori legge.
Dubito che la situazione sia radicalmente cambiata. Come singolo imprenditore (ahimè senza legami o protettori politici,) o come rappresentante dell'Associazione Albergatori, ho denunciato senza stancarmi questa
situazione agli amministratori ed alle autorità dello Stato: generiche assicurazioni, esposizione di progetti e finanziamenti credo campati in aria, ma sin'ora nulla di concreto.
Quanto meno per Lacona. Considerando l'assurdità che un territorio Parco naturale ospiti un depuratore inquinante, ho scritto al presidente Tanelli chiedendogli di intervenire. Anche qui una cortese risposta con
promesse che non sono state mantenute (che avessero ragione i miei avversari antiparco quando sostenevano che sarebbe stato soltanto un carrozzone burocratico in più?).
Non tenendo in conto possibili irritazioni o ritorsioni, sono arrivato a scrivere un esposto alla magistratura, evidenziando che l'impianto di Lacona viola palesemente la Legge Regionale Toscana n5 del 23.1.86, ad
esempio quando prescrive l'ancoraggio dello sbocco delle condotte marine ad almeno 25 metri (a Lacona 14). Mi sono chiesto come mai una situazione così pericolosa sia potuta durare tanto a lungo nell'indifferenza dei più.
Può darsi che avesse ragione quel deputato piombinese che qui all'Elba denunciò apertamente l'ignavia e l'incapacità di affrontare il problema da parte di nostri amministratori. Può invece darsi che si preferisca
impiegare le risorse in opere più visibili e che si ritengono elettoralmente più redditizie, come nell'arredo pubblico: graniti, lampioni, vasi, gettarifiuti artistici, etc. Può darsi che la paura di una cattiva pubblicità blocchi l'azione di denuncia
e pressione che l'Associazione Albergatori dovrebbe esercitare in questa direzione.
Credo però che il motivo principale me l'abbia evidenziato quell'amministratore che alla mia ennesima denuncia della mina vagante costituita dalla condotta del Margidore, con brutale franchezza così rispondeva:
"Vedete Di Puccio ha ragione: Ha soltanto un difetto; il suo non è un grande albergo e ci sono pochi altri che si appoggiano su quella spiaggia". E c'è chi pensa al Comune unico!
Enzo Di Puccio
PS - Se il nuovo Presidente della Comunità Montana progetta di fare effettuare uno studio sulle condotte, per quel che riguarda Lacona può usare quello già fatto dall'ing. Marchetti: nulla è cambiato in meglio. Se
lo studio è sparito dal fondo di quel cassetto, sarei lieto di fargliene avere una copia.
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