Anno II - numero 41 di sabato 2 febbraio 2002   

   

 

La settimana

 

Rifiuti elbani: per due mesi si scarica a Piombino  
 

Il Congresso DS rielegge Mazzei segretario elbano
 

Primo piano

 

Giustizia all'Elba, una interrogazione al Ministro  
 

Portoferraio: polemica sulla sanità e Forte Inglese
 

Cronaca

 

Portoferraio: le antenne della discordia  
 

La Margherita elbana si organizza
 

WWF e Verdi premiano chi difende l'ambiente
 

L'eterno problema delle strade elbane
 

Si farà il canile all'Elba, ma non a San Martino
 

Morti i pesci dell'acquario del Parco Nazionale
 

Bilancio positivo per la Pubblica assistenza di Porto Azzurro
 

Cultura e società

 

Conclusa la stagione venatoria  
 

Stage sul turismo all'Itc Cerboni
 

Gita a Roma per la musica classica
 
 

E' carnevale: Porto Azzurro si risveglia!

 

 
 

Elbani e insularità

Il fatto di essere su un isola è stato fino ad ora una penalizzazione per gli elbani ma dovrebbero auspicabilmente esservi le condizioni affinché l'insularità divenga finalmente una risorsa. Forse questo non è ancora avvenuto perchè l'Elba ha in fondo ricevuto poco dallo stato mentre molto reddito turistico che l'isola produce finisce poi altrove

di Marcello Camici

Capita spesso di parlare della diversità degli elbani ed ogni volta, senza capire perchè, mi viene in mente quando il partito comunista italiano sosteneva la diversità dei comunisti che è poi finita infrangendosi nella caduta del muro di Berlino. Gli elbani non sono diversi dagli altri cittadini italiani e toscani. Per loro esistono però alcuni "muri", come quello della dipendenza politica.

Per dipendenza politica intendo dire che scelte e decisioni riguardanti territorio, sociale, comunicazioni ecc sono prese fuori e lontano dall'Elba, nelle segreterie politiche livornesi, fiorentine o romane. Questi soggetti assai spesso non conoscono esigenze, problemi, bisogni degli elbani che sono differenti dai concittadini "continentali".

La diversità degli elbani e degli isolani più in generale, esiste ed è legata ad una peculiarità: l'insularità. Insularità che è nota solo a chi la vive. Insularità che lungi dall'essere un fatto penalizzante come finora è stato, può e deve diventare una risorsa. Questo lo hanno capito tutti i cittadini dell'Arcipelago toscano che vivono quotidianamente tale insularità.

Gli elbani, usciti distrutti dal secondo conflitto mondiale, scomparsa l'economia legata all'industria siderurgica, hanno saputo risorgere creando una economia turistica che trae origine proprio dalla loro diversità. Tale economia, seppur con ombre, rappresenta l'unica importante fonte di reddito che ha consentito un benessere diffuso e la libertà.

Gli isolani debbono ringraziare molto sè stessi: non mi pare che il turismo abbia ricevuto grandi sostegni dallo stato anche in termini di investimenti se non, forse, al tempo della cassa per il mezzogiorno. Al contrario gli isolani contribuiscono notevolmente in termini fiscali al sostentamento dello stato e assistono senza poter far nulla alla migrazione fuori dall'isola di buona parte del fatturato dell'industria turistica.

Forse in tutto questo si può trovare spiegazione nel fatto che l'Elba è stata sempre bianca nella rossa provincia di Livorno e nella rossa regione di Toscana. La sinistra, che da sempre amministra la regione e la provincia di Livorno invece di continuare ad affermare che la destra cavalca la protesta demonizzando assai di frequente coloro che la pensano diversamente, forse non si è resa ancora conto che il corpo elettorale l'ha mandata a casa sul piano nazionale e locale.

Chi ha governato l'Italia, la Toscana e l'Elba negli ultimi decenni? Una breve analisi dimostra che la sinistra è al potere da molto tempo in Italia. Con il centrosinistra di Nenni, Saragat, Craxi, con il compromesso storico di Berlinguer, con il centro sinistra di Amato poi di Prodi con il sostegno di Bertinotti e Cossutta, quello dei sindacati, poi con D'Alema e poi ancora con Amato. Con Berlusconi pare sia fuori.

Anche se di anime di sinistra ce ne sono molte, con le ultime elezioni politiche sembra proprio che siano tutte uscite furi dal governo nazionale. Ora, all'opposizione, le sinistre devono far vedere se veramente sono diverse: questo criterio è valido a Roma come all'Elba. Dai fatti finora accaduti a me pare che questa diversità non si sia manifestata: al contrario vedo continuità (nella politica e negli uomini) con il centralismo democratico di vecchia rimembranza.

La vittoria di Berlusconi su Rutelli apre nello schieramento dell'Ulivo, anche all'Elba, questioni che vanno aldilà dei numeri usciti dalle urne nelle ultime elezioni. Credo che il più pericoloso avversario di Berlusconi sia lui stesso se viene meno alle promesse fatte agli italiani.

 

 

 

ElbaOggi

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