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Conclusa la stagione venatoria
Allarmata analisi del WWF su una 'sempre più ampia libertà di uccidere. Le Regioni hanno infatti ulteriormente allargato le possibilità di caccia, con deroghe sulle specie e proposte di allungamento del
calendario venatorio. Maglia nera alla Calabria e alla Sardegna
Il Governo riferisca al Parlamento sullo stato di attuazione della legge che regola l'attività venatoria: lo chiede il WWF a conclusione di una stagione di caccia particolarmente dura per tutta la fauna italiana,
stremata da gelo e siccità e ulteriormente sterminata dalle doppiette dei cacciatori.
La legge prevede che il prelievo venatorio sia autorizzato solo rispettando le esigenze di tutela della fauna, patrimonio indisponibile dello Stato, il contrario di quanto avvenuto quest'anno: le Regioni hanno infatti
ulteriormente allargato le possibilità di caccia, con deroghe sulle specie e proposte di allungamento del calendario venatorio.
Preoccupante che, nonostante la caccia avvenga già in modo incontrollato e con grave danno per la Natura, in Parlamento siano state presentate proposte di legge che vogliono ulteriormente liberalizzare la libertà di
cacciare. Di qui la richiesta di una Relazione sullo Stato di Attuazione della Legge nelle Regioni, obbligo previsto annualmente dall'articolo 35 della stessa legge sulla caccia e sempre disatteso.
La maglia nera per questa stagione venatoria va alla Calabria che ha approvato un posticipo di chiusura per i predatori, seguita dalla Sardegna che ha dato un primo via libera a una legge che dovrebbe consentire ai
sardi di andare a caccia anche nel mese di febbraio.
Il WWF ritiene gravissimo che si autorizzi la caccia in periodi in cui inizia la fase riproduttiva e nidificatoria di numerose specie, in una grave violazione del dovere di tutela e conservazione di molte specie
migratorie. Sono stati tempi durissimi gli ultimi cinque mesi per la fauna selvatica: oggi, alla chiusura della stagione venatoria 2001-02, gli animali stremati e indeboliti da un inverno particolarmente freddo, possono "forse" tirare un sospiro
di sollievo.
Vano è stato l'appello lanciato dal WWF Italia lo scorso dicembre ai Presidenti delle Regioni per la chiusura anticipata della caccia in seguito al manifestarsi di condizioni climatiche particolarmente gravi ed
eccezionali, appello accolto solo in quattro Regioni.
Così, gli animali non solo hanno dovuto fare i conti con una lotta giornaliera per la sopravvivenza, dato che gelo e siccità hanno reso difficile il reperimento di cibo ed acqua ma, divenuti più vulnerabili e
indifesi, sono stati facile bersaglio per le doppiette dei cacciatori. A tutto ciò vanno sommati i numerosi casi segnalati da tutta la Penisola di bracconaggio, di caccia di specie protette e nelle aree protette.
Questa grave situazione di rischio per la fauna è aggravata dalle disposizioni delle Regioni che hanno applicato delle modifiche peggiorative alla legge sulla caccia (n.157/92): quasi ovunque l'apertura dell'attività
venatoria, prevista per il 12 settembre, è stata anticipata all'inizio del mese, a sola esclusione della provincia autonoma di Trento e della Liguria, dove però si è cacciato in aree contigue ad aree protette.
Molte Regioni si sono inoltre arrogate il diritto di derogare dalla Direttiva Europea, autorizzandola caccia a specie protette dalla normativa comunitaria, specie storni e passeri.
Stagione venatoria 2001-2002, le novità più allarmanti:
- preapertura della caccia (14 regioni su 20 l'hanno aperta)
- posticipo di chiusura: calabria l'ha approvata per i predatori (gazza, cornacchia, volpe), la sardegna ha preparato (commissione agricoltura) ma non ancora presentato in consiglio, una legge per prorogare la chiusura
al 28 febbraio
- prelievo in deroga: storni, passeri, peppole, fringuelli sono stati cacciati in ben 11 regioni
- per neve e siccità è scattata la chiusura della caccia in 4 regioni.
Anche quest'anno si rileva la solita abitudine di approvare con leggi regionali i calendari venatori (anche se illegittimi), cosa che non consente di intervenire in sede amministrativa con ricorsi al TAR, rimanendo
dunque solo la strada delle osservazioni davanti al Commissario di Governo (che è stato abolito dalla riforma federativa dello Stato).
WWF Italia
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