Anno II - numero 41 di sabato 2 febbraio 2002   

 

 

CAMPAGNA EUROPEA SULLA PESCA

Si rafforza in Europa il "cartello" dei Paesi a favore di una pesca sostenibile

Il WWF: "Per risolvere la crisi del settore serve l'appoggio di tutti"

Si rafforza il cartello dei paesi intenzionati a rivoluzionare la politica comunitaria della pesca (CFP), che si dovrà concludere entro dicembre prossimo con l'approvazione del Regolamento del Consiglio europeo. In occasione del lancio della Campagna Europea del WWF i Ministri della pesca di Svezia, Austria, Germania e Regno Unito hanno riconosciuto, nelle loro dichiarazioni, l'importanza di diminuire la potenza complessiva della flotta di pesca europea vista la crisi delle principali risorse marine e del continuo calo dei posti di lavoro nel settore ittico.

"La Svezia sarà in prima linea per sostenere una riforma della politica della pesca basata sul principio di precauzione e su un approccio ecosostenibile - ha dichiarato al WWF Margareta Winberg e Kjell Larsson, rispettivamente Ministri della pesca e dell'Ambiente svedesi. Fanno eco le dichiarazioni del collega austriaco, Wilhelm Molterer (responsabile per la pesca) "Sosterremo con tutte le forze l'approccio di sostenibilità in questa riforma".

"Sebbene l'Unione Europea spenda ogni anno oltre 1,4 miliardi di euro in sussidi alla pesca, più della metà dei principali stock di pesce del Nord Europa (merluzzo, aringhe, etc) si sono esauriti - ha dichiarato Paolo Guglielmi, responsabile Unità mare e coste del WWF Mediterraneo - Anche il Mediterraneo è un mare sempre più povero viste le dimensioni sempre più ridotte del pesce che arriva sui mercati (soprattutto di tonno e pescespada) e le tante proteste degli stessi pescatori che tornano a terra con reti sempre più vuote.

Senza la riduzione della potenza complessiva delle flotte e delle reti, una graduale riduzione dei sussidi economici perversi e l'adozione di piani di gestione basati su ricerche scientifiche il mare sarà una miniera senza più "filoni" da cui attingere". Lo stesso Parlamento Europeo, che a gennaio si è espresso sulle allarmanti indicazioni fornite dal Libro Verde sulla Pesca, ha riconosciuto la necessità di un Principio di Precauzione per la Politica Comune della Pesca, e di criteri di sostenibilità e di sviluppo sostenibile.

"Il 2002 è un anno 'cruciale' per cambiare rotta - ha continuato Guglielmi - abbiamo pochi mesi per riformare radicalmente la politica comunitaria e trovare tutte le soluzioni possibili in grado di mantenere in vita questo settore. Quella dei paesi europei è una 'rete' ormai troppo grande e troppo potente: la forza complessiva della flotta supera del 40% la capacità di rigenerazione del mare.

Se l'unione fa la forza, per affrontare questa crisi i grandi paesi 'pescatori', compresa l'Italia, devono sostenere gli stessi principi e trovare soluzioni valide per tutti, prima che sia troppo tardi".

WWF Italia Ufficio Stampa