Legambiente: maggioranza maldestra o doppiogiochista?
In Commissione ambiente della Camera la maggioranza ha scritto un nuovo capitolo della saga dell'art. 71. Quell'articolo già condannato dal Senato, che più volte membri del Governo hanno detto di voler cancellare dalla
Finanziaria e del quale pensavamo di aver finalmente aperto la pratica di archiviazione quando la Commissione finanze del Senato approvava un emendamento che ne prevede la cassazione. Ma ci ingannavamo.
In Commissione ambiente della Camera, infatti, Tommaso Foti (AN) ha presentato un emendamento al Collegato ambientale che va a modificare l'articolo dello scandalo: dalle aree demaniali per le quali è prevista dall'art.
71 possibilità di cessione ai comuni e successivamente ai privati - questo il senso dell'emendamento - sono escluse tutte le costruzioni "delle quali [...] sia stata contestata dalle competenti Autorità l'illiceità urbanistico-ambientale e riguardo
alle quali non sia intervenuto o intervenga specifico provvedimento di sanatoria".
In due parole, le costruzioni abusive. "Il contenuto dell'emendamento - spiega Ermete Realacci, presidente di Legambiente - non sarebbe in sé da condannare: esclude infatti che costruzioni riconosciute abusive
possano, attraverso un passaggio di mani, tornare al proprietario 'pulite', legalizzate. Quello che mi preoccupa è il motivo che spinge la maggioranza ad emendare un provvedimento che tra breve dovrà essere cancellato. Nessuno si mette a ritinteggiare una
casa sapendo che dovrà in breve tempo demolirla. A meno che sappia che la demolizione non ci sarà".
"Si tratta allora di un altro gesto maldestro oppure dobbiamo pensare che la maggioranza fa il doppiogioco: da una parte dice di voler cancellare l'art. 71, dall'altra lo rende presentabile per non doverlo
cancellare."
"Sì perché - continua Realacci - i gestori degli stabilimenti balneari che hanno fatto richiesta di acquisto di tratti di spiaggia pubblica, - ad esempio - se l'art. 71 rimanesse in vita con il correttivo Foti,
sarebbero legittimati nella loro richiesta, così come i sindaci che quelle spiagge le vorrebbero vendere. E chi ha costruito illegalmente in aree demaniali senza essere ancora stato pescato dalle forze dell'ordine non dovrà più preoccuparsi."
"Chiediamo allora - conclude Realacci - immediati chiarimenti all'Esecutivo, e a Camera e Senato un'approvazione la più veloce possibile dell'emendamento della Commissione finanze di Palazzo Madama".
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