Anno II - numero 41 di sabato 2 febbraio 2002   

   

 

La settimana

 

Rifiuti elbani: per due mesi si scarica a Piombino  
 

Il Congresso DS rielegge Mazzei segretario elbano
 

Primo piano

 

Giustizia all'Elba, una interrogazione al Ministro  
 

Portoferraio: polemica sulla sanità e Forte Inglese
 

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Portoferraio: le antenne della discordia  
 

La Margherita elbana si organizza
 

WWF e Verdi premiano chi difende l'ambiente
 

L'eterno problema delle strade elbane
 

Si farà il canile all'Elba, ma non a San Martino
 

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Bilancio positivo per la Pubblica assistenza di Porto Azzurro
 

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Stage sul turismo all'Itc Cerboni
 

Gita a Roma per la musica classica
 
 

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Rifiuti: per due mesi l'Elba scaricherà a Piombino

Scaduta l'ordinanza del Prefetto Gallitto che prorogava il servizio della Daneco la Provincia ha dovuto emettere un ordinanza con la quale si dispone il traghettamento dei rifiuti elbani ed il loro smaltimento nella discarica piombinese di Ischia di Crociano. Gli alti costi di tutto questo saranno pagati dagli elbani

Due mesi di emergenza quelli di febbraio e marzo 2002 per l'isola d'Elba nel servizio di smaltimento rifiuti. Un'emergenza che la Provincia di Livorno, in attesa che l'ATO, nuovo organismo a cui toccheranno le scelte per rsu e ciclo delle acque, affronta emettendo un'ordinanza specifica.

Si è reso necessario tutto questo dopo la scadenza dell'ordinanza del Prefetto Vincenzo Gallitto che aveva consentito alla Daneco e all'impianto di Buraccio di continuare il servizio.

Scaduta l'ordinanza, con i lavoratori per altro in mobilità e malumori (per usare un eufemismo) sindacali diffusi, il problema si è posto in tutta la sua urgenza e così il presidente della Provincia Frontera non ha potuto far altro che disporre il traghettamento dei camion carichi di immondizia e lo smaltimento dei rifiuti nella discarica piombionese di Ischia di Crociano.

Tutto questo naturalmente avrà dei costi significativi ed a pagarli sranno i cittadini elbani già afflitti da una tassa rifiuti, temiamo, tra le più care d'Italia. Come dire... piove sul bagnato. Ancora una volta "colpevoli" di questo sono gli enti locali elbani, adesso soprattutto per il fatto che hanno tardato ad aderire all'Ato, l'Ambito Territoriale Ottimale che, come dicevamo, avrà le funzioni di indirizzo e coordinamento del servizio su tutta la provincia.

Proprio a causa dell'atteggiamento dei comuni dell'isola l'Ato esiste per ora sulla carta e questo ha causato il protrarsi dell'emergenza per l'isola. Adesso però anche l'Elba è entrata nel neo costituito organismo e i due mesi dovrebbero essere sufficienti per predisporre le auspicate soluzioni.

Il presidente Frontera ha messo in evidenza infatti un aspetto: il piano provinciale per i rifiuti no subirà modifiche quindi le scelte fatte e la imminente operatività dell'Ato non sono in messe in discussione dall'emergenza elbana.

Nel futuro dell'isola comunque dovrebbe esserci (speriamo presto) un servizio di raccolta differenziata "spinta" del quale si occuperà la Nuova ESA, la società nella quale figureranno tutti i comuni dell'Elba, finalmente uniti per far fronte ad una emergenza che da troppi anni si protrae proprio a causa della loro divisione.

Un'ultima curiosità prima di concludere: il presidente Frontera ha illustrato la sua ordinanza alla stampa locale elbana in teleconferenza telefonica ed in collegamento c'era anche l'assessore provinciale Della Pina da Porto Alegre in Brasile, dove si trova per partecipare al vertice mondiale dei movimenti "No Global".

Soluzioni moderne dunque, quasi a far contrasto ed a far risaltare ancor di più un problema elbano vecchio come il mondo, un problema che è ancora tale solo a causa di atteggiamenti ancor più obsoleti.

 

 

 

ElbaOggi

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