Smaltimento degli inerti edili: la situazione non è più tollerabile
I nodi vengono al pettine, alla fine. Forse servirà il sequestro della discarica nel Comune di Rio Marina per costringere tutte le amministrazioni locali ad affrontare il problema della lavorazione e dello
smaltimento dei materiali di scavo, costruzione e demolizione. Come spesso accade da queste parti, si preferisce affrontare le emergenze o i disastri impellenti piuttosto che programmare tempestivamente soluzioni ordinarie.
Ormai siamo ben oltre il livello di guardia; per accorgersene bastava percorrere le strade dell'Elba e fare caso alla ricomparsa di per ora piccoli cumuli di macerie anche sulle piazzole panoramiche. Nessuno
può dire di non aver saputo che la situazione fosse seria e difficile, neppure le amministrazioni che oggi continuano colpevolmente a disinteressarsi o a mondarsi la coscienza tenendo a precisare che le responsabilità sono di altri.
La riflessione politica necessaria per affrontare la situazione c'è stata, almeno da parte delle associazioni di categoria e dei sindacati. Da tempo, infatti, chiediamo una soluzione comprensoriale che
contempli la presenza di aree di raccolta in ogni comune, la eventuale collaborazione anche di ESA con la disponibilità di contenitori scarrabili, la possibilità di conferimento generale e di lavorazione in uno o due ecocentri...
Sembra che la stessa amministrazione provinciale ed alcuni comuni incomincino a attivarsi in questo senso. Serve subito una conferenza di servizi che, oltre a impegnare ciascun comune ad individuare una
propria soluzione di raccolta, individui almeno una nuova area per svolgere il servizio di conferimento generale e di lavorazione e smaltimento, che la renda urbanisticamente congrua, che attribuisca le autorizzazioni necessarie allo svolgimento
dell'attività, al trasporto ed al conferimento dei materiali.
Devono essere predisposti meccanismi di controllo dei carichi all'ingresso per evitare che lo smaltimento avvenga secondo procedure illegittime. Per fare queste cose non servono lustri; è sufficiente che
l'amministrazione provinciale o uno dei comuni dell'isola convochino i soggetti competenti la cui presenza serve per la conferenza. Contestualmente devono essere avviate le procedure per il ripristino ambientale dell'area riese.
Fino ad ora gli stessi imprenditori che avrebbero desiderato avviare una attività alternativa a quella svoltasi nel Comune di Rio sono stati scoraggiati dalle difficoltà burocratiche. Non si perda altro
tempo. Si avvii la soluzione del problema prima che diventi appropriata alla situazione la frase di Flaiano: "la situazione è tragica ma non è seria".
CNA - Zona Elba