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Un'Epifania che... ha ormai ben poco da portarsi via
Archiviate le festività di fine ed inizio anno facciamo un brevissimo bilanco: anche all'Elba Natale e Capodanno soprattutto in famiglia ma... si sente sempre di più la distanza tra queste festività... e
quello che dovrebbe essere invece il significato vero del 25 dicembre
Feste di fine ed inizio anno all'insegna della tradizione e, per fortuna, della tranquillità all'isola d'Elba. Natale e Capodanno soprattutto in famiglia, con pochissime occasioni mondane, e festa dell'Epifania caratterizzata
dall'attenzione verso i bambini, con befane di cartapesta
ad intrattenerli e divertirli prima di essere date alle fiamme simboleggiando in questo modo la fine del periodo festivo.
Non sono mancati comunque i momenti di riflessione e spiritualità, sempre più rari, ahinoi, in tempi come i nostri nei quali il 25 dicembre è ormai quasi soltanto rito consumistico all'insegna del profano e dell'effimero. Ovunque
sull'isola si sono infatti tenute le celebrazioni con notevoli affluenze di fedeli soprattutto nella serata del 24 dicembre con le messe di mezzanotte nelle varie chiese.
Tra questi momenti di riflessione spirituale ci piace anche inserire i presepi (forse unico simbolo rimasto di quel Natale che aveva ancora un senso) ed in particolare i presepi viventi. Rio nell'Elba e Marina di Campo si sono
distinte in questo.
Poche invece le iniziative di solidarietà che avrebbero potuto illuminare questa fine del 2001, fatte salve naturalmente alcune eccezioni date da singole organizzazioni di volontariato e... dal comune di Capoliveri che quest'anno ha
rinunciato alle illuminazioni natalizie per destinare invece del denaro all'Unicef e ai bambini dell'Afghanistan, incassando per altro il ringraziamento ufficiale dello stesso Unicef.
Abbiamo già rivolto il nostro plauso per questo al sindaco capoliverese Ruggero Barbetti in un nostro precedente numero, adesso possiamo soltanto chiedere ai suoi colleghi che facciano magari la stessa cosa la prossima volta.
E questo per un motivo molto chiaro e concreto: non solo è meglio destinare anche pochi soldi a chi soffre piuttosto che ad addobbi festosi, ma aggiungiamo che questi addobbi festosi sarebbero proprio da abolire in quanto
testimonianza e giustificazione proprio di quel consumismo e di quella mentalità superficiale ed anche un pò egoistica che rischia di portare (se non lo ha già fatto) ad una totale perdita del significato del 25 dicembre.
In altre parole... luci e festoni servono solo a "distrarre" tutti noi dall'evento dato dalla nascita del Messia. Non arriviamo a dire che andrebbe abolito il Natale (almeno così come è adesso) ma per lo meno andrebbero
abolite queste manifestazioni di un Natale del tutto falsato, addirittura blasfemo se consideriamo che, anzichè invogliare alla solidarietà e alla rinuncia, apre la strada solo al consumo e all'appagamento di superflui desideri materiali.
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