Anno II - numero 38 di venerdì 11 gennaio 2002   

 
 

 

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Un freddo inverno per un'Elba sotto la neve
 

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Legambiente: le spiagge non sono in vendita
 

Un corso per soccorritori volontari
 
 

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Legambiente: le spiagge non sono in vendita

Non cala l'attenzione del Cigno verde sulle problematiche riguardanti le spiagge italiane. la primavera scorsa fece scalpore il Dossier di Legambiente sul Mare in gabbia, adesso la denuncia riguarda invece una presunta voglia di 'sdemanializazione' degli arenili. Sotto accusa l'articolo 71 della Finanziaria

"E' tutto fiato sprecato quello dei gestori degli stabilimenti balneari e degli amministratori dei comuni della Versilia: le spiagge non sono in vendita!" Ermete Realacci, presidente di Legambiente, risponde seccamente alla polemica sulla vendita delle spiagge.

Il Cigno dunque torna ad occuparsi delle problematiche inerenti i nostri arenili dopo che lo aveva fatto nella primavera scorsa con l'iniziativa "Mare in gabbia" nella quale si denunciava il problema di quei tratti di mare e di spiagge che nel nostro Paese sono sottratti alla fruizione dei cittadini da recinzioni del tutto illegittime.

Adesso si parla invece di qualcosa di ancora più grave, sotto certi aspetti di una sorta di evoluzione, forse degenerazione, della precedente questione. Una "privatizzazione" delle spiagge dunque che non potrebbe passare che attrraverso una "sottrazione" al demanio degli arenili.

E Il presidente di Legambiente pone proprio l'accento su questo aspetto sottolineando come " gestori, che già da tempo mostrano di volersi appropriare dei litorali, stanno cavalcando lo scandalo dell'articolo 71 della finanziaria. Ma non andranno lontano - fa notare Realacci - poiché questo articolo, certamente pericoloso in quanto rappresenta la prima tappa per la sdemanializzazione di molte aree, non è da solo sufficiente".

"Sarebbe infatti necessario un apposito decreto attuativo del Ministro delle finanze che però, come ha dichiarato, non ha alcuna intenzione di presentarne uno. Contrario anche il ministro dell'ambiente Matteoli, che intende presentare al prossimo consiglio dei Ministri un provvedimento per annullare l'articolo dello scandalo."

"Speriamo - conclude Realacci - allora che l'articolo 71 venga cassato al più presto, per evitare danni più seri e mettere a tacere sterili bagarre come questa."

 

 

 

 

ElbaOggi

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