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Ancora antenne per cellulari. Ma non saranno troppe?
Non ha dubbi Legambiente, che critica il comune di Portoferraio che ha concesso la costruzione di ben 13 nuove antenne per la telefonia cellulare, per altro anche in zone abitate e addirittura all'interno del
perimetro del Parco Nazionale
Il Consiglio Comunale di Portoferraio ha approvato la costruzione di 13 nuove antenne per la telefonia cellulare, includendo nel progetto impianti anche in aree abitate, in vicinanza di luoghi molto frequentati e addirittura
all'interno del Parco Nazionale.
E' strano che il Sindaco di Portoferraio (che è anche presidente della Comunità del Parco) abbia proposto la costruzione, all'Enfola, di due antenne che erano già state bocciate dal Consiglio Direttivo del Parco nella seduta del 13
dicembre, così come è strano che il Comune proponga altre antenne all'interno del Parco che non potranno essere mai realizzate.
Infatti, solo la Omnitel ha presentato al Parco un piano di costruzione di nuove antenne, mentre le altre compagnie telefoniche hanno ignorato la delibera 149/2000 ed i ripetuti solleciti dell'Ente Parco che richiedeva "un
progetto di pianificazione inerente l'ubicazione e la tipologia degli impianti tecnologici per la telefonia cellulare previsti all'interno del perimetro del Parco Nazionale, allo scopo di affrontare in maniera esaustiva le problematiche dell'impatto
ambientale derivanti da una proliferazione non pianificata dei suddetti impianti all'interno del territorio dell'area protetta".
Lo stesso hanno fatto quasi tutti i comuni, compreso quello di Portoferraio che, intanto, trattava la costruzione di una selva di altre 13 antenne (un numero eccessivo rispetto alle necessità della telefonia mobile di un territorio
già ben coperto dagli impianti esistenti). Evidentemente la Giunta portoferraiese ha preferito ignorare le sollecitazioni del Parco e monetizzare il rischio e l'impatto ambientale con un introito di circa quattro miliardi in 10 anni, come dire: il
paesaggio svenduto al migliore offerente.
Nonostante il parere favorevole dell'Arpat ed il limiti sulle emissioni imposti dal Decreto Ministeriale 381/98, noi non siamo così tranquilli e tanto tranquilla non deve essere la stessa Regione Toscana, se ha deciso recentemente di
abbassare ulteriormente i livelli di emissione delle antenne in prossimità dei luoghi abitati e frequentati.
Legambiente chiede al Comune di Portoferraio di rivedere immediatamente l'accordo Comune/Compagnie sulla base della nuove indicazioni della Giunta Regionale e comunque di limitare il numero delle antenne attraverso gestioni comuni
degli impianti da parte di tutte le compagnie; invita il Parco Nazionale a bocciare ogni impianto non compreso nell'elenco approvato dal Direttivo; chiede alla Soprintendenza di valutare il vistosissimo impatto paesaggistico delle antenne almeno con
altrettanta severità di quanto fatto con l'invisibile Canile di San Martino; invita i cittadini a vigilare affinché gli impianti vengano allontanati e non costruiti in luoghi vicini ad abitazioni o frequentati da bambini.
Legambiente Arcipelago Toscano
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