(Numero arretrato)            Anno I - numero 30 di lunedì 5 novembre 2001 

Numero della settimana in corso

 

 

 

La settimana

 

Manifestazione a Portoferraio contro lo sfratto alle Associazioni  
 

Ageno: non vogliamo sfrattare nessuno ma gestire al meglio le risorse
 

Primo piano

 

Scuole elbane: uniti per risolvere i problemi  
 

Parco marino: La Faita, Gruppo gestori di campeggi, è preoccupata
 

La cronaca

 

L'eterna crisi della Comunità Montana  
 

Protesta la Polizia a Portoferraio
 

Inquinamento marino a sud est di Palmaiola
 

Associazionismo: Elba 2000 corregge il tiro e risponde a Rifondazione
 

Aree rurali: niente edilizia se fuori dai piani territoriali
 

Legambiente per Emergency in Afghanistan
 

Cultura e società

 

Melodie che fanno sognare proposte a Rio Marina  
 

Esce l'album dei BWP, con i concerti del 'De André Day'
 

Festa e sport a Rio nell'Elba con l'Orienteering
 

Rubriche e Servizi

 

Cinema all'Elba

 

 
 

Parco marino: La Faita, Gruppo gestori di campeggi, è preoccupata

Davvero in alcuni punti del mare dell'Elba potrebbe essere vietato fare il bagno se questo venisse inserito in un Parco Marino? L'associazione teme di si e comunque il "colpo" all'economia turistica, fatta anche di proprietari di gommoni e piccole imbarcazioni, ci sarebbe

Mentre l'attenzione del mondo era rapita dalla gravità degli eventi in corso sul piano internazionale, la settimana scorsa, improvvisamente, è arrivata da Roma un'incredibile notizia: il Senato della Repubblica ha approvato, pressoché all'unanimità, un ordine del giorno presentato dalla senatrice verde De Petris, impegnando il Governo ad estendere l'area marina protetta a tutte le isole dell'arcipelago, Elba inclusa.

Questa proposta era stata presentata da Sebastiano Venneri, responsabile nazionale di Legambiente per il mare, ad un convegno tenutosi la scorsa primavera sulla risorsa mare. In quella occasione, venne criticata dal Presidente del Parco Tanelli e dall'on. Fabio Mussi, che la giudicarono una fuga in avanti. La sorpresa nasce dal fatto che i parlamentari eletti in questo collegio tra le file dell'attuale maggioranza si erano proclamati, durante l'ultima campagna elettorale, favorevoli ad una riduzione del perimetro del Parco.

Addirittura, un paio di mesi fa uno di questi parlamentari ha inviato una lettera a noi e a numerose altre associazioni per informarci di un incontro tenutosi a Roma tra i Sindaci elbani di centro-destra e alcuni rappresentanti del governo, per discutere delle problematiche collegate al Parco Nazionale. La lettera si chiudeva con il riferimento ad una "nuova normativa in materia di aree protette, fortemente innovativa rispetto alla logica burocratica e dirigistica con la quale nel passato si è proceduto alla istituzione ed alla gestione dei parchi sul territorio nazionale".

Per quanto riguarda il Parco Nazionale, com'è ormai noto, questa associazione ritiene che, in un ottica di turismo eco-sostenibile, esso possa senz'altro assolvere ad una importantissima funzione, sia in materia di protezione dell'ambiente che di sviluppo economico. E' proprio per questo che abbiamo avviato un ottimo rapporto di collaborazione con l'Ente Parco ed abbiamo costituito un comitato, insieme alle altre categorie imprenditoriali, per meglio rappresentare le nostre esigenze al Parco stesso e alla società Agriconsulting, che sta elaborando il Piano e il Regolamento del Parco e il Piano pluriennale socio-economico.

Per quanto riguarda invece il Parco marino, siamo d'accordo con quanto dissero Tanelli e Mussi al convegno di primavera: rappresenta una fuga in avanti. Anzi, secondo noi, una pericolosa fuga in avanti. Pensare di istituire un Parco marino non a Montecristo o Pianosa, ma all'Elba, in una delle mete preferite del turismo balneare europeo, magari con divieti di transito per le barche a motore e divieti di balneazione (come prevede la legge) ci sembra davvero una cosa fuori del mondo, semplicemente assurda. Ancora una volta, è stata presa una decisione sul continente senza tener conto della volontà di chi all'Elba è nato, vive e lavora e tantomeno delle sue esigenze e dei suoi interessi.

Poiché la volontà politica manifestata con l'approvazione dell'ordine del giorno non si è ancora tradotta in un preciso atto amministrativo, vogliamo sperare che ci sia ancora la possibilità di intervenire, per correggere una presa di posizione che potrebbe produrre danni gravissimi per la nostra economia e per l'intera comunità. Attendiamo che i parlamentari eletti nel collegio, i rappresentanti delle forze politiche di cui sono espressione e i Sindaci stessi ci facciano sapere che cosa intendono fare.

Dobbiamo davvero subire le conseguenze di una decisione presa a Roma (con leggerezza, superficialità e scarsa conoscenza) da chi all'Elba magari non ha mai messo piede, o… fare fronte comune, tutti insieme, senza pregiudizi e divisioni politiche, per difendere noi stessi e la nostra terra dall'ennesimo attacco che le viene portato? Riteniamo anche che il già citato comitato che abbiamo costituito insieme alle altre categorie dovrà analizzare la questione e assumere tutte quelle iniziative che consentano alle forze produttive e alla società civile elbana nel suo complesso di far sentire adeguatamente la propria voce. 

FAITA - Gruppo gestori campeggi Elba

Il Presidente

(Alberto Sparnocchia)

Portoferraio, 27.10.01

 

 

 

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