(Numero Arretrato)     Anno I - numero 26 di venerdì 5 ottobre 2001   

Numero della settimana in corso

 

La settimana

 

Si vota per il Referendum sul Federalismo  
 

Traghetti tra polemiche e orari da rifare
 

Primo piano

 

Il giudizio di Legambiente sul Piano del Parco  
 

Il Sottosegretario all'Ambiente visita l'Elba
 

La cronaca

 

Il WWF Italia averte: niente trucchi sul problema "effetto serra"  
 

Caccia: Il Tar toscano salva 750.000 passerotti
 

Pianosa, un abbandono che preoccupa
 

Il Festival dei sapori e della genuinità
 

DS verso il congresso: Marciana Marina è con Berlinguer
 

A Capoliveri è nato il Consiglio comunale dei ragazzi
 

Cultura e società

 

Salviamo il Festival "Elba, Isola Musicale d'Europa"  
 

Ritorna la corsa più amata: la Marcianella
 

Un defibrillatore per la Pubblica Assistenza
 

Rubriche e Servizi

 

Cinema all'Elba

 

 
 

Salviamo il Festival

Il Festival Elba Isola Musicale d’Europa brilla tra le iniziative culturali che si tengono all’Elba. Eppure gli elbani lo hanno quasi disertato e, cosa assai più grave, quasi incredibile, lo hanno fatto anche gli amministratori pubblici

di Giovanni Muti

Il quartetto  fa minore di Beethoven, in un convulso arrangiamento per orchestra d’archi, ha concluso in modo inquietante ed emblematico, al Duomo di Portoferraio, la serata finale del Festival della musica, la cui apertura,  l’11 settembre, aveva coinciso con le stragi di Washington  e New York. Oltre a questa tragica coincidenza, altri elementi hanno contribuito a spargere nel pubblico un senso di disagio e di incertezza e anche di amarezza: le polemiche sul poco interesse degli enti pubblici sollevate dal Vicepresidente del Festival,  Dr. Massimo Scelza; i venti di guerra di questo settembre, angosciante per il mondo e purtroppo spesso nefasto per la nostra città;  il sottile e acre odore di cera che riveste a lutto anche i ricordi. Certo, non ha aiutato neanche la scarsa partecipazione del pubblico e l’assenza dei rappresentanti delle amministrazioni comunali e di altri enti. Solo il Presidente George Edelman ha auspicato che il Festival possa ancora andare avanti e,  essendo sembrata poca cosa, ci ha provato  anche il direttore artistico Yuri Bashmet, esprimendosi in inglese. La cui traduzione in italiano, in verità, è sembrata quasi inutile, visto che la maggior parte dei presenti erano stranieri. Nessun rappresentante di noi elbani è intervenuto a dire due  parole a chiusura del Festival. Sarà suonato offensivo per artisti che sono ricevuti con tutti gli onori nei teatri più prestigiosi del mondo. Quindi un’isola distratta che ignora il suo Festival, questo… "Elba Isola  musicale d’ Europa",  secondo la definizione generosa e ottimistica di Edelman e Scelza. Eppure quest’isola ha anche una tradizione musicale di prim’ordine. Sappiamo che non si improvvisa un pubblico per un ascolto cosi difficile, come è l’ascolto della musica da camera. Né tantomeno lo si può fare in una città che è stata privata di un teatro per 40 anni. Certo, questo può spiegare la limitata partecipazione degli elbani, ma non l’assenza dei rappresentati degli Enti pubblici, i quali avrebbero dovuto invece essere presenti almeno alla serata di chiusura, anche per smentire le voci di disimpegno totale per gli anni a venire. Sembra sfuggire a molti il fatto che  il Festival rappresenti un evento culturale di altissimo livello, che ha messo la società elbana a contatto con artisti di fama mondiale. L’esecuzione, in quest’ultima serata, di una diciassettenne giapponese come violino solista nelle "Quattro Stagioni" di Vivaldi,  accompagnata da professori  d’orchestra di nazioni e culture diverse (tutti in piedi,  alla fine,  assieme al pubblico, ad applaudirla) ci ricorda che la musica è anche questo: linguaggio universale di pace e di fiducia nel futuro. E non è poco, visti i tempi. Ecco perché ognuno di noi, nel nostro piccolo, deve impegnarsi  a stimolare gli enti affinché il festival possa continuare.

Per "Elba 2000"
Giovanni Muti

 

   

 

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