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WWF agli USA: "Niente scuse per non agire sull’effetto serra"
Sull'inquinamento prodotto dai Paesi in via di Sviluppo e su quanto emerso dall’incontro del forum ambiente del G8 di Spoleto, Gianfranco Bologna, portavoce del WWF
Italia avverte
i paesi ricchi e gli USA in particolare
Sono sempre più preoccupati e preoccupanti i risultati a cui giungono gli scienziati dell’intero pianeta in merito al problema delle mutazioni climatiche. La questione è nota da tempo: immettiamo ormai da troppo tempo
nell’atmosfera una gran quantità di gas di scarico, anidride carbonica soprattutto, e questo sta distruggendo la fascia di ozono che filtra i raggi del sole. Insomma… ci stiamo facendo del male da noi stessi, stiamo "rompendo" quell’ombrello
che ci protegge e che se venisse a mancare… sarebbero dolori per tutti. Il sole… "arrostirebbe" la nostra piccola e martoriata Terra. E l’innalzamento della temperatura è già, purtroppo, una realtà. Se non si opera un pronta e radicale
marcia indietro farà presto così caldo nel mondo che i ghiacci polari si scioglieranno causando l’innalzamento del livello del mare. Molti centri verrebbero sommersi… "Com’è triste Venezia!"… sarebbe il caso di dire (ci si perdoni la
facezia su un tema così serio), anche l’Elba sarebbe probabilmente in gran parte sommersa… Per non parlare della desertificazione che ci sarebbe in Europa, ormai zona sahariana e tropicale, bisognerebbe andare in Svezia per trovare quell’amabile
clima temperato che contraddistingue adesso il Bel Paese. Questo insomma lo scenario che gli scienziati "profetizzano" per le generazioni future se si continua ad allargare il buco che già abbiamo fatto nella fascia dell’ozono e si aggrava
quel tristemente famoso fenomeno chiamato "effetto serra". Tra l’altro il mondo scientifico non fa concessioni; non illudetevi, ci dice, che basti stabilizzare le immissioni di anidride carbonica senza aumentarle, bisogna proprio eliminarle. Ci
vogliono misure drastiche subito insomma che molti Paesi (per ragioni economiche… no, meglio dire… ottusamente venali e cieche) non vogliono per adesso prendere in considerazione. Gli Stati Uniti, purtroppo, sono tra questi, e con essi vi sono anche
non pochi tra i così detti Paesi in via di sviluppo. Non ci sentiamo però di gettare anche solo una parte della croce addosso a questi ultimi… che ci sembrano quasi costretti a fare quanto possibile per accelerare questo loro auspicato sviluppo (solo
auspicato per altro… dato che noi, Paesi ricchi, facciamo ben poco per aiutarli). Più grave è invece proprio l’atteggiamento di… chi fa le regole nel mondo e che sembra cercare di rimandare il più possibile. Il WWF, come diciamo nel titolo di
questa nostra riflessione, teme proprio questo
, cioè che si vogliano fare ulteriori ricerche ed approfondimenti sul tema solo per prendere tempo, per lasciare potremmo quasi dire, la patata bollente nelle mani delle prossime generazioni. Sarebbe pericoloso però… Anche solo tra qualche anno
potrebbe essere troppo tardi!
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