Anno I - numero 21 di venerdì 31 agosto 2001   

 

 

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Mare.. in gabbia a Costa dei Gabbiani

Blitz della guardia di finanza nel noto villaggio turistico. Trovati alcuni abusi e soprattutto, una catena che impediva l'accesso al mare. Interviene Legambiente criticando la gestione del territorio fatta dal Comune di Capoliveri

 

E’ stato uno dei grandi temi della settimana il blitz della Guardia di finanza elbana al Villaggio turistico Costa dei Gabbiani, nel territorio comunale di Capoliveri, in una delle zone più belle ed incontaminate dell’isola d’Elba, zona inserita per altro entro i confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano. La Finanza avrebbe dato inizio a tutto quasi per caso, notando dal mare dei manufatti costruiti in zona demaniale. Di qui l’idea di dare un’occhiata più da vicino ed è stato "tolto il coperchio alla pentola".

L’aspetto più clamoroso, a parte i più o meno gravi abusi edilizi, è stato il fatto che la società che gestisce la struttura turistica aveva praticamente privatizzato l’accesso al mare e perfino la strada comunale che al mare conduce. Lo aveva fatto con tanto di catena e... di permesso d’accesso dietro pagamento di un incredibile pedaggio. Ma tutto questo ve lo abbiamo già raccontato in un nostro aggiornamento nei giorni scorsi. Aggiungiamo che la Finanza prosegue nella sua indagine e sembra abbia anche acquisito presso il Comune di Capoliveri tutta la documentazione riguardante il Villaggio.

Quello che merita di essere segnalato adesso però è un fatto che lascia l’amaro in bocca: come ha già fatto notare qualche commentatore, a parte gli organi di informazione e Legambiente, nessuno ha detto una parola sulla cosa. Nessuna istituzione è intervenuta, né il Comune di Capoliveri, né la Comunità Montana né il Parco Nazionale, anch’esso direttamente interessato. Non commentiamo la cosa, auspicando comunque che, malgrado i silenzi, per il futuro si impari da queste vicende e si liberi il... "mare in gabbia".

Già, perché di mare in gabbia si è trattato, più precisamente della spiaggia di Remaiolo del tutto interdetta, da quella catena scoperta dalla Finanza, alla fruizione di cittadini e turisti e ad esclusivo uso, fino ad ora, del Villaggio turistico. Un problema questo delle spiagge "abusivamente privatizzate" denunciato da tempo da Legambiente che dunque non poteva che diramare un comunicato stampa nel quale si esprime soddisfazione per il lavoro adesso svolto dalla Guardia di Finanza ma si va anche più in là e si raccomanda di estendere a tutto il territorio di Capoliveri i controlli.

Sarebbero molte infatti, in questa parte dell’Elba, secondo il cigno verde, le situazioni simili a quella di Costa dei Gabbiani. Legambiente non usa mezzi termini, nel suo documento, per evidenziare una gestione troppo disinvolta, a suo dire, del territorio da parte del Comune capoliverese. Il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, non ha comunque perso tempo ed risposto a tono alle accuse di Legambiente. Barbetti di fatto ha risposto al cigno accusandolo di strumentazioni politiche.

Mi attaccano, ha detto in sostanza il Primo cittadino di Capoliveri, perché sono un sindaco di centro destra, esponente di Alleanza nazionale. Una strumentalizzazione politica dunque. Nelle sue dichiarazioni Barbetti ha duramente criticato i vertici di Legambiente all’Elba escludendo solo Umberto Mazzantini al quale ha invece dato atto di aver avuto sempre atteggiamenti molto corretti. Non si è fatta attendere un ulteriore intervento stavolta di Mazzantini che ha decisamente riportato la questione su binari di confronto pacato.

Mazzantini, nella sua lettera aperta al sindaco Barbetti, ricambia le parole di stima espresse dal primo cittadino capoliverese nei suoi confronti ma non manca di difendere a spada tratta Legambiente sottolineando come il movimento non si sia mai prestato a giochi politici e come attacchi, quando necessario, sia le amministrazioni di centro destra che quelle di centro sinistra.

 

 

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